Archive | April 2013

‘Senza volersi bene’ è il primo singolo di Paletti

“SENZA VOLERSI BENE” è il primo singolo di PALETTI che ci racconta con ritmo e ironia di quanto sia impazzito il mondo delle relazioni di coppia e di come sia spesso difficile fidarsi dell’amore e di se stessi!
Dopo la felice prova dell’ep “Dominus”, ampiamente apprezzato da critica e pubblico, ecco l’esordio sulla lunga distanza di Paletti: Ergo Sum.
Il polistrumentista, già bassista e cantante degli acclamati R’s, riprende il discorso dove lo aveva lasciato e si mette letteralmente a nudo in otto canzoni che pescano a piene mani dalla migliore tradizione pop italica, si vestono di suoni internazionali e puntano su testi dalla schiettezza disarmante.
“Ergo sum” è un autoritratto, un’autoterapia, un autoscatto, una pagina di diario: è Paletti al 100%, il racconto di un “sé” che diventa quello di un “noi”, tanto le suggestioni personali sono condivisibili: l’individualismo posto come prima pietra di un cambiamento che sarà collettivo, contrapposto a rivoluzioni che lasciano il tempo che trovano, l’esigenza di andare avanti da soli, unita alla consapevolezza che non è possibile non amare. Paletti diluisce sé stesso in canzoni la cui semplicità nasconde un grande lavoro di cesello e si candida a diventare una voce riconoscibile del panorama musicale italiano.
“Ergo sum” è il disco di un uomo del terzo millennio che si offre senza vestiti e senza orpelli esclamando: “Paletti, dunque sono!”
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MALATJA: ‘O Sens’ D’o Pudore è il singolo estratto da Stracciacore

Il nuovo e attesissimo album della punk rock band tra le più longeve della scena indie campana.

Il trio salernitano, che dopo ben 19 anni vede ancora Paolo Sessa alla voce e chitarra, Camillo Mascolo alla batteria e, da una anno, Daniela De Martino al basso, da alla luce Stracciacore (Diavoletto/Good Fellas): l’album degli outsiders, ma non di quelli che vivono fuori dal mondo o degli incompresi, ma di quelli che lottano quotidianamente con la difficoltà di voler vivere da artisti in una realtà pregna di persone orientate, troppo spesso, solo all’utile e alle apparenze. Insomma, a tutto quello che esula dalla vita reale.
Decadenza culturale e perdita dei veri e genuini valori della società sono il comune denominatore di questo disco. Elementi che, a detta del trio punk, hanno lasciato il posto alle false apparenze, all’omologazione, dunque, alla scomparsa dell’arte.
Ma noi non staremo a guardare la sua rovina. Vogliamo risvegliare le coscienze col suono ruvido e d’impatto. “E’ l’album delle professionalità” – ha aggiunto la band.
Mentre nei precedenti lavori discografici la dimensione del made in home era stata ricalcata quasi in ogni aspetto, Stracciacore consegna, nelle mani di ogni addetto ai lavori, la libertà di espressione e, più di ogni altra cosa, la professionalità che gli compete: a Johnny Paglioli la produzione esecutiva, a Matteo Linguiti, talentuoso fotografo salernitano, le foto di copertina e a Roberto Policastro, la grafica.
La Hobos Factory e Luigi Marmo hanno curato i due videoclip usciti nell’arco di un anno.
Il disco, registrato al Different Lab di Fabio Musta, missato e masterizzato al Key Lab di Giuseppe Fontanella (24 Grana) si avvale di numerose collaborazioni. In ‘O sens’ d’o pudore e Rock’& Roll star ‘a casa ‘e mammà si avvalgono della collaborazione di Daniele Mazzotta al pianoforte e ai sintetizzatori. In Spin’ ‘e pesce l’intro e gli effetti sono dei LOW-FI e in Sott’ ‘o balcone Giuseppe Fontanella, chitarrista dei 24 Grana, ha arrangiato e suonato le chitarre e le slide guitars. In Dint’ ‘e mane un grande P.P.Pasolini recita il suo discorso sul genocidio culturale, quanto mai attualissimo anche se risalente al 1975.

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Era il 1993 e a Seattle esplodeva il grunge ma nell’ entroterra campano, tra i carciofi arrostiti, nulla sembrava cambiare.
In effetti è il 1993 quando dalla collaborazione artistica di Paolo Sessa e Camillo Mascolo nascono i Malatja. Nulla di più immediato. Nel 1994 il gruppo incide il primo demo live dal titolo “Il Sud non morirà”, registrato presso il centro sociale autogestito Macello ad Angri. L’impronta punk e il contenuto ironico e sferzante dei testi sono i due motivi portanti di tutta la carriera artistica della band campana.
Inventori del “Punkardone” (punk sì, ma pure cafone) i Malatja accontentarono presto coloro che vivevano di classificazioni e di generi musicali, mescolando insieme tutta la decadenza e l’ironia accumulata nella provincia , esprimendosi in un dialetto napoletano ricco di contaminazioni italiche e non. Appena quattro anni dopo e la band registra il secondo demo-tape mai edito: Psycopummarola. Il 2000 è l’anno della svolta. In tempi non sospetti l’immondizia e i maleodoranti angoli di Angri, (la cittadina salernitana da cui provengono) divengono il leitmotiv che anima la prima registrazione ufficiale. Segue la registrazione di Munnezz, titolo di un album che la dice lunga sulla situazione che vive e respira la band. Angri non era Los Angeles, ma a noi piaceva: così statica così priva di opportunità, così fatalmente decadente. Munnezz, come tanti altri precedentemente mai impressi su un supporto audio, sono il marchio volutamente cercato che la band si porta dietro sui numerosi palchi italiani. La canzone piccola, di breve durata, dove trovano spazio le piccole e piacevoli melodie. Ma anche la canzone intensa dove le parole affondano, fanno male, così cariche di passione e allo stesso tempo di odio e di amore Di seguito nascono Zukami l’anima, M’indisponn, Fa’ ca’ tien o’ tifo. Un album dalla spiccata rabbia sociale e dalle più estreme dimostrazioni d’amore verso la propria terra, verso le buone e cattive abitudini ( M’indisponn), contro ogni forma di violenza (Violenza plebea) ma anche un attestato d’amore verso le persone che si amano. O’ Mazz e sciure è una di queste. Un inno all’ amore genuino. Senza fronzoli nè gesti ridondanti. Il classico non tramonta mai e al primo appuntamento o ad uno speciale, un mazzo di fiori è quello che colpisce. Lo scrivono, lo cantano e lo urlano con il sorriso sulle labbra di chi la vita non la prende mai troppo sul serio. Il sole estivo regalava pomeriggi meditativi ma le fermentazioni della spazzatura agli angoli delle strade distruggevano ogni segno bucolico Nel 2001 esce l’ep Technorivoluzione. Il 2003 è l’anno dei primi attestati di stima da parte della critica e dei festival italiani di musica alternativa:Giovani Suoni Track è la prima compilation che li ospita, nel 2004 No Chemical Brother è la seconda. Il 2004 segna una tappa importante. Dieci anni di vulcanici live, dieci anni di musica vissuta con la stessa determinazione e lo spirito di sempre. Red Ronnie ne prende atto e dopo averli invitati al Roxy Bar e aver superato una selezione tra ben 1400 band italiane (tra le quali Audiorama a Negramaro) la band entra di diritto nella compilation che lo stesso promuove: Nuova Polo X – I Miti della musica. I tempi sono maturi, i brani anche. Caparott (2004) è la seconda autoproduzione coraggiosa e il trio campano non si lascia impaurire dal momento poco felice che sta attraversando la discografia italiana. Hanno condiviso il palco con Avion Travel, Quintorigo, Eugenio Bennato e Taranta Power, Tre allegri ragazzi morti, Malfunk, 24 Grana, Francesco Tricarico. Il 2008 è un nuovo anno soprattutto per i Malatja e si chiama 48 il terzo album della rock band angrese. Edito per Voci Alternative, il sound, dell’allora trio punk, oggi ha conosciuto un’evoluzione sonora ben precisa. Punk, elettronica e pop. Il punk rimane ma fa da tappeto alle new entry. Una miscela esplosiva che promette scintille. Con la collaborazione e la supervisione di Vinci Acunto (Bisca, Katap), i Malatja pubblicano 48 con la consapevolezza di aver esplorato nuovi linguaggi che nulla tolgono alla sfera musicale intrapresa nel lontano ’94. I Malatja, con 48, hanno approdato ad un suono più fluido, popolare e di facile ascolto.
Abbiamo suonato ovunque ma non abbiamo mai cercato nulla, forse non vogliamo nulla, abbiamo già tutto…

http://www.malatja.com

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Davide Berardi in ‘Cinque minuti’, primo singolo dell’album ‘Chi si accontenta muore’

Singolo estratto dal nuovo album Chi si accontenta muore, prodotto dalla Corte dei Miracoli e sostenuto dalla giovane etichetta indipendente Free-D Music.

Il brano parla di due amici alla stazione, costretti a salutarsi per cercar fortuna e futuro al nord, senza cedere ai facili sentimentalismi, ma che affrontano il domani con il sorriso e la speranza di tornare nella loro terra.
È uno di quei testi che si ‘beve’ tutto d’un sorso con piacere dal primo all’ultimo goccio per la sensibilità che lo caratterizza. Il singolo fa da apripista all’intero album – un composit di dieci tracce, realizzato fra la Puglia e l’Emilia Romagna tra Ottobre 2011 e Marzo 2012 – e si avvale della partecipazione di grandi nomi della musica italiana come Eugenio Bennato, Roy Paci, Mario Rosini e Fabrizio Luca,e della collaborazione di Antonello D’Urso e Vince Pastano (Liquido Produzioni) che hanno curato gli arrangiamenti, la produzione artistica e la post-produzione,  e con Francesco D’Amicis (batteria e percussioni), Mino Indraccolo (bassi), Giancarlo Pagliara (pianoforte – fisarmonica), Bruno Galeone (fisarmonica) e Francesco Ferrara (fiati).

http://www.davideberardi.it

Un video che si è trasformato da puro diletto a manifesto di MusicaLuce

Benvenuti a casa mia
Padre Nostro Ave Maria
la mia casa è questo palco
il letto un camerino
e pochi abiti sudati
a trasformarmi in un meschino


Sei Metri Sotto La Città: esiste già un mondo sotterraneo e parallelo, creato a far da cornice a mezzi di trasporto, come a proteggere bizzarri culti o a nascondere reietti di ogni sorte. Anche nell’arte esiste da sempre… si nasce guitti e ci si trasforma in leggenda, come può essere accaduto ad Anna Magnani, Alberto Sordi e a quell’immenso Totò che chiude con una delle sue “mosse” il video realizzato con le immagini – mai concesse prima d’ora – recuperate dallo Studio Luce, lo sterminato archivio RAI:

Son finissimo poeta
gioia e morte in un sol uomo
sono un eccitato esteta
piedi in aria e faccio al suolo

Sei Metri Sotto La Città: un video che si è trasformato da puro diletto a manifesto di MusicaLuce, il concorso promosso dall’Istituto Luce Cinecittà e da CuboVision con il supporto di Telecom Italia per cercare nuova linfa da donare al mondo della regia. Un video che oltre a rappresentare con acume il lato giocoso di Zibba ci rivela un incredibile talento nel montaggio, curato dallo stesso autore tanto amato da essere insignito della Targa Tenco 2012 per il miglior album, Come Il Suono Dei Passi Sulla Neve, dal quale è tratto quest’ultimo singolo: se gli attori – magicamente richiamati ai giorni nostri – fossero stati istruiti su cosa fare, non sarebbero stati tanto perfetti nel seguire ritmo e testo.

Benvenuti alla premiere
oui, je suis la gran viveur
quando arriverà la carovana in maschera
mi troveranno qua, sei metri sotto la città

Sei Metri Sotto La Città: la splendida quanto originale cover del singolo – che ben s’intona all’umore del video – è stata realizzata da Matteo Anselmo, che grazie a ciò ha vinto la possibilità di trascorrere un intera giornata in studio al fianco di Zibba e Almalibre, grazie al contest indetto dalla band e rivolto ai propri fans.

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EDO: il giovanissimo songwriter torinese esordisce con SENDORMA

Vent’anni appena compiuti, ma una maturità artistica e un talento rock fuori dal comune!

“Sendorma” è un extended play di 6 brani scritti e suonati da Edo. Suoni viscerali, liriche taglienti e mature, atmosfere che si rifanno alle nuove contaminazioni del rock internazionale.
TEMPO PERSO è il suo primo singolo.

La copertina è stata disegnata da Paolo Zaniboni, autore cinematografico e regista, nonché disegnatore di Diabolik e produttore del video del primo singolo estratto “Tempo perso”, un brano che racconta come le cose sono mutevoli nel tempo, e di quanto le cose succedano in fretta e senza quasi accorgersene.
Edo è product placement e testimonial dell’abbinamento fra moda e musica della Lacoste.

Edoardo nasce a Susa il 24 ottobre 1992, fin da subito viene introdotto alla musica, studia pianoforte per 4 anni che poi abbandona. A 12 anni prende in mano la prima chitarra elettrica, regalo di suo zio, e inizia suonare. Gli anni successivi intraprende gli studi della chitarra elettrica prima a Susa poi al Conservatorio di Cuneo ove tutt’ora porta avanti gli studi. Durante questi anni è parte di diversi gruppi nella zona di Torino. Sendorma nasce dal primo tentativo di Edo come autore, 6 brani inediti dei quali scrive testi e musica, con l’aiuto di Gigi Rivetti come arrangiatore.

http://twitter.com/EdoPak
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Teresa Mascianà: NON CI PENSO PIU’ è il singolo apripista del secondo disco

Si intitolerà “Shine” e la sua uscita è prevista  ad Ottobre 2013; rappresenterà  una Joint venture tra una casa discografica Italiana e una Inglese.

A distanza di un anno ecco il nuovo   singolo in lingua Italiana di Teresa Mascianà, dal titolo Non ci penso più (Top Records 2013), un brano rock rivolto alla problematica dello stalking, una lettera gelida a tutti gli autori di questa violenza psicologica che si risolve con un coro liberatorio, quasi da stadio.                          

 

 

Teresa Mascianà, songwriter rock’n’roll, vive nel  profondo sud d’Italia. Appassionata del sound della  west coast californiano degli anni ’80 e ’90, Teresa nasce come bassista sound engineer (live e studio) , in anni di incessante attività, ha collezionato una consistente discografia unita a tourneè  che l’hanno vista sui palchi più prestigiosi  d’Italia, Europa, Canada e  Stati Uniti. Nel  marzo del 2012 la musicista – sound engineer  sorprende gli addetti ai lavori con l’uscita del suo primo album Don’t love me (Top Records  2012 ), un disco introspettivo carico di messaggi positivi. Forte di una sonorità retrò, l’album è supportato da un drive ritmico coinvolgente. Un mix esplosivo di contaminazioni dove il rock’n’roll  ruvido e sincero fa da padrone. Pubblicato dalla Top Records di Milano con distribuzione Edel, l’abum d’esordio ottiene  da subito ottimi consensi dalla stampa europea di settore mentre il singolo Don’t Love Me diviene in poco tempo un successo internazionale grazie alla presenza nelle classifiche radiofoniche estere. Energico lo show dell’artista che accompagnata dalla sua band I Donatori di Organo, ha già all’attivo un tour di oltre 30 date in Italia e un tour in Galizia.  Nell’autunno  del 2012 la musicista viene scelta come supporter  per il tour in Inghilterra di Uli Jon Roth, chitarrista della storica band degli Scorpions . Intanto Don’t love me è parte della colonna sonora del film Aspromonte di Hedy Krissane, dal 31 Gennaio 2013 nelle sale di tutta Italia, che vede Teresa Mascianà anche in veste di attrice  nel ruolo di cantante.

www.teresamasciana.com

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UROSS: CLAUSTROFOBIKRONICO è il singolo estratto dal suo secondo album

Quello del cantautore pugliese è un progetto musicale in un imperfetto stile cantautorale. Mischia rock, pop, blues folk in una miscela che per autodefinizione chiameremo BASTARDMUSIC.

Claustrofobikronico: la canzone pop-radio, da cui trarre un video quasi NO-SENSE, è espressione di una banale RISONANZA MAGNETICA, scintilla che accende il fuoco latente di una claustrofobia fisico-mentale.Lo scorrere fluido e lineare la rendono una sorta di via di fuga dalle circostanze che costringono l’essere umano nel suo posto senza possibilità di sconfinare mai, o quasi mai. Più che una canzone, una seduta d’analisi.

L’AMORE E’ UN PRECARIO, il sentimento origine e fine di tutto, tenuto in piedi dal punto interrogativo a misura degli DEI. Non è un disco d’amore, almeno non nel senso più stretto dell’accezione italian-canzonesca-musicale. Ad esempio la stessa parola AMORE, oltre che nel titolo dell’album, viene “spesa” solo una volta, due se si considera la cover, ma la cosa non è affatto il risultato di una volontà, piuttosto invece di uno sbaglio…proprio come a
volte l’amore si manifesta. 11 tracce di cui un omaggio a Rino Gaetano in una delle sue canzoni più popolari ma reinterpretata in modo molto personale. Anche questa è stata solo un caso. L’ambientazione generale del sound si perde tra i grandi spazi pianeggianti a metà strada tra Puglia ed America, ma potrebbe essere anche steppa siberiana ( a tratti). Echi di film e libri mai terminati, restano ad aspettare che qualcuno li legga fino alla fine…ma
tranquilli, niente d’intellettuale.

Il primo DEMO “MUSICHE DA 4 SOLDI” datato ottobre 2000, è il risultato di una selezione di 8 tracce, le meno peggio, tra una ventina iniziali. Registrato in maniera del tutto “selvaggia” contiene tra le altre SCIARRABBALL & GODOT (in una forma del tutto diversa dalla versione 2010) che entreranno 10 anni dopo nel primo lavoro ufficiale e LONTANO, che farà parte del secondo lavoro pronto nel 2013.
A questo primo abbozzo seguiranno altri 3 DEMO sulla scia “selvaggia” del primo: “SENZA FAR TROPPO RUMORE” del 2002, contenente 5 brani tra cui UN TIPO CHIAMATO DESTINO ed ORMAI ANDATO, “PERSO IN UNA KAMBUSA” del 2003 composto di altri 5 brani incluso L’ETERNAUTA presente sempre nel CD ufficiale ed infine il DEMO “NOIR” del 2004, 11 tracce chitarra e voce, alcune delle quali riprese per essere registrate nel prossimo lavoro.
Nel 2005 UROSS comincia a collaborare in pianta stabile con gli ANARTISTI nome associato a tutti quei musicisti che di volta in volta passano a collaborare nelle sessioni in studio o live.
Con i 3 primi “ANARTISTI”, letteralmente i NON artisti, lavorano per i live e registrano altri 3 demo: 2007 QUASIXCAOS (11 tracce), raccolta dei lavori precedenti di UROSS con alcun nuovi innesti, tra cui la ballata SOFFIO LEGGERO che lo porta a vincere la finale regionale di PRIMO MAGGIO TUTTO L’ANNO e al primo passaggio radiofonico nella decennale trasmissione musicale DEMO di RADIO RAI UNO.
Nel 2008 registra “in casa” l’ennesimo lavoro non ufficiale “FATTO IN CASA” 8 tracce e l’anno successivo sempre “artigianalmente “SOLILOQUIO D’ESTATE”.
Si arriva così al 2010 l’anno di “29 FEBBRAIO (Lo Squilibrista)” primo lavoro UFFICIALE in collaborazione con WAVEAHEAD studio e OLIVIA REC.
UROSS ha condiviso il palco tra gli altri con: RADIODERVISH, MOMO, LA CRUS, BANDABARDO’, CISCO ( già MODENA CITY RAMBLERS), ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO.
Più volte finalista regionale per le selezioni di AREZZO WAVE e LOVE WAVE FESTIVAL, vincitore di CANTAUTORI BITONTO SUITE (DARIO SALVADORI presidente di giuria), selezionato dal CLUB TENCO per “IL TENCO ASCOLTA” 2001, trasmesso da DEMO RAI dal 2007 ad oggi per ben 4 volte compreso uno special MONOGRAFICO nel marzo 2010.
Il 23 DICEMBRE 2010 viene pubblicato “29 FEBBRAIO (Lo Squilibrista)” con apprezzamenti sia di pubblico che di critica.

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