Archive | April 2014

Gli Italiani del Rock and Roll AMORE escono con LEI E’ LA STAR singolo estratto dal loro album d’esordio

Una band fortemente convinta del fatto che la  ormai inflazionata frase “rock italiano”non esista in natura e non abbia in realtà alcun significato, per questo il quintetto ama definirsi “gli italiani del rock and roll”.

Melodia accattivante che resta subito in mente, ritornello immediato. Finalmente vengono utilizzati tutti gli stereotipi possibili del vero rock utilizzati però in chiave italica quindi naturalmente ironica. Il video è volutamente al limite del trash pur non scadendo mai nello stesso, cosi come l’ironia è presente in quantità pur non sconfinando mai in becera comicità. Divertimento assicurato, tradizione del vero rock rispettata,  missione compiuta!!!

Dagli insetti in su fino alle stelle, tutto sarà scosso dalle mosse che ammaliano! La diabolica mano ha le nostre chitarre. Paladini, paladini, paladini nelle notti buie, scintille!!. Lasciatevi amare dal tocco del mistero nel nome neomelodico del rock and roll, perché noi vi ameremo e molto! Avendo particolari attenzioni per amiche, cugine e sorelle, tutto questo è buono, tutto questo è AMORE.

 

VOCE “Peppe The Singerman”, egli è l’uomo col microfono in mano! Insieme a Don formano la “coppia aurea”. Scrittore,melodista compositore,  è l’autore delle canzoni degli Amore,  nonché il domatore di folle, custode unico degli antichi segreti messianici di quella mesmerica nonché naif, genere di cultura, chiamata Rock And Roll!!!

 

CHITARRA SOLISTA  “Don”, è una figura “Chiave”, l’arma segreta, sceso a patti col Demonio tanto tempo fa’, entra alla scuola per suonatori di Seicorde a Los Angeles nei primi anni novanta e studia con i più famosi jazzisti. Coautore delle canzoni, folle amatore delle note al fulmicotone, ha suonato con artisti di varia fama e fame!!! Convertitosi all’AMORE e al Rock and Roll.

 

CHITARRA RITMICA  “Joe”, scelto per la sua bellezza estrema e lo sguardo ammaliante, le sue doti sono evidenti ma anche nascoste, sotto i pantaloni di pelle. Alto e forte in lui il senso del ritmo, a lui è affidato il compito di tessere l’antico intreccio. Chitarrista e amante dell’AMORE da sempre.

 

BASSO “Andy Star”, le sue profonde note inneggianti il male solcano le vie di questa terra da anni. Il bassista dalle profonde note di rock and roll!!! La professione lo ha portato nel passato tra pirati, marinai e passeggeri teutonici, fino al porto dell’AMORE. Segnalato tra gli amanti più ricercati. Il suo Verbo, sempre sussurrato alle spalle, è: “Non aver paura dell’Amore”.

 

BATTERIE “Padre Dik”, Giovane per le giovani! Sublime polistrumentista, apprende l’arte magica della percussione nelle segrete del conservatorio “Pergolesi”, dal quale esce accreditato alcuni anni orsono. Varie e variegate sono le testimonianze delle sue funanboliche esecuzioni dal vivo e on line, sul suo personale canale Youtube. Ha prestato i suoi colpi micidiali in varie tribute bands tra cui spicca quella di Marilyn Manson con la quale ha anche intrapreso varie turnee in Europa. Discepolo dell’iper tecnicismo ai tamburi, anch’esso convertitosi all’AMORE e al Rock and Roll.

 

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I KACHUPA OSPITI AL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO A ROMA

COME AMBASCIATORI DEL PROGETTO 10.000 ORTI IN AFRICA DI SLOW FOOD

A presentare i Kachupa sarà lo stesso Carlo Petrini (fondatore e presidente Slow Food) che salirà con loro sul palco di piazza San Giovanni

I Kachupa suoneranno “Siamo Tutti Africani“che è l’inno ufficiale di “Terra Madre 2014

[ guarda il video qui: http://youtu.be/zszIWyUMJ4I ] meeting internazionale delle comunità del cibo organizzato da Slow Food che riunisce tutti coloro si impegnano per difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo. A presentarli sul palco, Carlo Petrini, anima dell’associazione della chiocciola. Ancora una volta i Kachupa si impegnano nella campagna promossa dalla Fondazione Slow Food per la biodiversità – Onlus che vuole creare “10.000 orti in Africa” nei prossimi anni. Orto come simbolo di sovranità alimentare, lotta alla malnutrizione e riscatto sociale. I Kachupa ci parlano di Relazione-Integrazione-Comunione come unica profezia della Globalizzazione.

Il brano racconta il ritorno alla terra con una citazione al grande Nuto Revelli. I Kachupa ci parlano di Poeti e Contadini travestiti da operai che ritornano alla terra per un futuro migliore. Una gioventù ingannata che rivuole radici, rivuole la sua storia per cercare il futuro. “Siamo tutti africani” ci dice che ognuno di noi è diverso, meravigliosamente unico. Siamo liberi di guardare nel profondo e amare, quando ci troviamo al centro del mondo, al centro di una danza che sa di Africa, Mediterraneo e Balcani e ci rende tutti migranti, viaggiatori e sognatori. I Kachupa inseguono ancora un sogno di integrazione che da importanza alle differenze e le mantiene con orgoglio.

La versione Italiana vanta la collaborazione di Max Casacci dei Subsonica ed è stata mixata da Riccardo Parravicini presso il “MAM Recording Studio”. La versione internazionale è stata invece arrangiata e mixata direttamente a Londra dagli “Incognito”. Il video clip del brano è stato girato a Pollenzo (CN) nel complesso che ospita l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, la Banca del Vino e l’Albergo dell’Agenzia.

L’appuntamento con il Salone del Gusto e Terra Madre è a Torino dal 24 al 27 ottobre prossimi.

Maggiori informazioni: www.slowfood.it .

La band, ambasciatrice dei “10.000 Orti in Africa” di Slow Food e autori dell’inno di “Terra Madre 2014”, nasce nel 2003 in strada a bordo di un carretto. Condividono il palco con artisti quali, VINICIO CAPOSSELA, EUGENIO BENNATO, ROY PACI, AFRICA UNITE, MCR, CASINO ROYALE, fino a suonare alla NOTTE DELLA TARANTA. Vengono invitati nelle trasmissioni QUELLI CHE IL CALCIO, AMBIENTE ITALIA e I RACCOMANDATI. Vincono “Area Sanremo 2011” e nel 2012 l’Inedited World Music Festival premiati da BLUEY MAUNICK fondatore degli INCOGNITO, che collabora successivamente al brano “Siamo Tutti Africani”. Con “El Chupitero” (feat. ROY PACI) entrano a far parte della compilation XL di REPUBBLICA. Al loro attivo tre dischi: GABROVO EXPRESS , premiato al MEI come miglior disco autoprodotto ed uscito in edicola con WORLD MUSIC MAGAZINE. Il cofanetto TERZO BINARIO insieme al libro autobiografico “Se la tartaruga s’abbronza”(prefazione di Carlo Petrini). Il 2014 vede l’uscita di RADICI, il primo disco live.

LINE UP

Lidiya Koycheva: voce

Davide Borra: fisarmonica, voce

Alberto Santoru: basso elettrico, voce

Mattia Floris: chitarre, voce

Angelo Dalmasso: tastiere

Corrado Vergano: percussioni

Federico Aschero: batteria

 

CONTATTI

Youtube: il mondo kachupa

SitoWeb: www.kachupa.com

Facebook: www.facebook.com/kachupa

Twitter: www.twitter.com/kachupaband

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ARIZONA DOGS: il nuovo singolo è MELE MARCE dal loro secondo album OSSESSIONI GRATUITE

Una canzone  di ribellione contro una società muta per la band piemontese, caratterizzata da un sound che spazia dalle ballate alle sfuriate punk, dal classic rock , alle più moderne sonorità “alternative” e psichedeliche.

La libertà è un muro su cui gridare insulti?

La fantasia è una baia dorata, la società una pozza di fango

Le regole nella mente non esistono, ma le mangi a colazione tutti i giorni

Piccoli Haikù punk , di un outsider metropolitano.

 

 

Ossessioni gratuite, secondo album della band astigiana ARIZONA DOGS.. i cani del deserto, cani… come uomini ridotti a nulla , spersi in una landa desolata ed indifferente.

Riflessioni , no-sense e suggestioni notturne, paure , fobie e tratti di vita vissuta, incubi e notti efferate, insonnia, instabilità emotiva.

Ossessioni gratuite è un album crudo e vero, solo come può esserlo la nostra singola esistenza, con

però, un’ ombra danzante ed incappucciata, che danza ghignante al di fuori del tuo finestrino della macchina, imperlato di malinconiche stille piovane.

 

La band si forma sul finire del 2006 dall’idea Max che dice: “ora facciamo un po’ quel che vogliamo”.

David e Vins si uniscono al progetto , essendo da secoli amici.

In pochi mesi danno alle stampe il primo album “ surfing with demos”( confusione dischi , 2007 , reperibile su i-tunes ed amazon) e guarda te, finanziato da un’ agenzia di arti funerarie ( UNIZETA, at).

Un concept viscerale, che racconta di un viaggio dal deserto al mare e che finisce tragicamente come finiscono tutte le nostre esistenze.

Pink floyd, garage rock, e psichedelia sono il leit-motiv del disco

Suonano in tutto il nord Italia in vari e prestigiosi locali

( a random: Hollywood Milano, transilvania Milano ,Woodstock , Como, Mephisto Alessandria,,……)

Partecipano a MIND THE BAND e vengono selezionati ed intervistati da Marco Biondi di Virgin Radio e tante altre date che chi se le ricorda..

Nel 2008 esce il singolo BLACK STARS REBEL.

La formazione cambia circa 5 batteristi,

e nel 2009 , per incompatibilità caratteriale la band si dà uno stop.

Nel 2011 il nucleo si rimaneggia.

Nuovi pezzi e nuove canzoni.

Intanto “Black stars rebel”( che sul disco è diventata la bonus track) viene selezionata da 272 record di Los Angeles ed incomincia ad essere trasmessa sulle campus Radio di San Francisco, Los Angeles e Boston.

Un vecchio singolo “junky monkey” è insistentemente trasmessa su Rechearged Radio a Londra.

Nel frattempo si cambia tutto.

Max scrive un romanzo pulp edito da booksprint edizioni “ James Parrot , un romanzo dall’inferno” e poi

tutto in “Italicus” , lingua del cuore e della mente.

Aprono intanto i concerti di : Marta sui Tubi, Casinò Royale , e The Niro

2014: ecco “Ossessioni gratuite” ultimo lavoro firmato automatic /Protosound records e L’Altoparlante.

Max : chitarra, David: voce, Vins: basso, Andrea: batteria

 

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IL TUO NOME È FRANCESCO A PIEDI NUDI LUNGO LA VIA DEL PERDONO

IL NUOVO LIBRO DI FABIO SALVATORE

IN RISTAMPA DOPO SOLE 24 ORE DALL’USCITA!

 

La morte di un papà, il travaglio dell’ingiustizia. Un libro scritto ascoltando queste tracce:

Mi fido di te Lorenzo Jovanotti – Life Ludovico Einaudi – Tears Giovanni Bomoll – Simphony of life Giovanni Allevi – Le finestre degli altri Paolo Buonvino – Piccola Luce Giulia Mazzoni – Un mondo d’amore Gianni Morandi – Hey Dio Nek – È una vita Nesli

Fabio Salvatore ha perso il padre in un incidente stradale nel 2008.

A distanza di sei anni ecco un libro intimo e spirituale, la narrazione del cammino ad Assisi ma soprattutto dentro se stesso, nella fatica e nella gioia del perdono.

È la voce di un figlio che non ha ancora avuto giustizia dallo stato italiano, che rischia di vedere il processo per la morte di suo padre andare in prescrizione. Un caso di malagiustizia che Fabio affronta tuttora con forza, con uno spirito cattolico improntato al perdono dei colpevoli ma non all’oblio della perdita subita. Un tema di grande attualità in un momento in cui il reato di omicidio stradale è argomento di discussione estremamente rilevante. È dal 2011 che si parla dell’introduzione del nuovo possibile reato, ma in tre anni non si sono fatti passi avanti.

Queste pagine sono uno scrigno prezioso a cui attingere perle di speranza e di conforto. Il racconto del pellegrinaggio spirituale compiuto da Fabio Salvatore sulle tracce diFrancesco d’Assisi è un viaggio dell’anima, un’avventura che lo porta a perdonare iresponsabili – ancora impuniti – dell’incidente stradale in cui ha perso la vita ilpadre, vivendo sulla propria carne quella misericordia che è stata la parola d’ordine dell’esordio del pontificato di papa Francesco.

Quando si attraversa il tempo dell’amore e il tempo del dolore, occorre rallentare il passo, fermarsi a riflettere su quel che di bello e buono si è ricevuto e anche su ciò che di faticoso e drammatico ci ha riservato la vita.

Il diario del cuore che Fabio Salvatore affida ai suoi lettori è una confessione commovente e intensa, un invito a non lasciarsi sfuggire l’esistenza, ma di assaporarla –istante dopo istante – con tutto l’amore possibile.

Sono passati sei anni da quando è stato ucciso, il 20 gennaio 2008. Sembra ieri che mangiava con noi, litigava con noi, ci salutava al mattino, occupava quello spazio per certi versi distante e misterioso che un padre occupa sempre in una casa, in una famiglia, di fronte agli occhi di un bambino, e di un adolescente, e poi di un giovane adulto.

 

FABIO SALVATORENato nel 1975, scrittore e regista, inizia la sua carriera artistica in teatro. Formato e diretto da grandi maestri – Enzo Garinei, Walter Manfrè, Corrado Veneziano, Giorgio Albertazzi – ha interpretato ruoli in importanti produzioni teatrali, televisive e cinematografiche. Fondatore del Magna Grecia Awards, ha diretto spot sociali e numerose opere teatrali. Ha scritto Cancro, non mi fai paura (2008), La paura non esiste (2010), Ti cerco da sempre (2010). Ha scelto la scrittura come terapia alla sua sofferenza e per essere testimone vivo di una fede che sposta le montagne. Per Piemme ha pubblicato con successo il volume Abraccia aperte fra le nuvole (2012).

 

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ERIKA BIAVATI: “Ho scordato un cavallo in cantina” è il singolo che anticipa l’omonimo album d’esordio

Alle ottime doti vocali ed espressive  affianca alle competenze tecniche la profondità compositiva che la porta ad affermarsi come cantautrice raffinata e di forte impatto emotivo.Nelle sue canzoni racconta la sofferenza, la speranza, la paura e i sogni, attraverso testi semplici e suggestivi, valorizzati appieno dall’accompagnamento strumentale, che regala un’atmosfera intima ed evocativa.

La canzone racconta di un sogno, in cui la protagonista ritrova in cantina un cavallo in fin di vita, da lei stessa dimenticato. L’atmosfera cinematografica viene enfatizzata sia dal testo che dalla parte musicale, che presenta volutamente delle disparità ritmiche, per portare l’ascoltatore ad un climax emotivo, in sintonia con lo scorrere del pezzo. Il cavallo dimenticato rappresenta il senso di colpa, la paura di non essersi presi cura di chi ne aveva bisogno. L’ arrangiamento è basato sulla commistione dei diversi suoni e dalle dinamiche musicali che vedono la massima forza nel ritornello, nel quale la protagonista non si capacita di una tale situazione e si racconta, nel suo intimo e spasmodico cercare di non dimenticare. La voce è espressione di questo viaggio onirico ed emotivo. Al risveglio le sensazioni restano vive  e resta il bisogno di chiedere perdono.

Il videoclip di questo brano, (riprese Donato Testoni, montaggio Simone Masina) si ambienta in 2 luoghi differenti, in momenti diversi. La fabbrica è un luogo in disuso, ma molto illuminato, in piena estate. Nelle riprese fatte al mare siamo poco dopo il tramonto, in inverno. In entrambe le situazioni l’atmosfera è desolata, solitaria, quasi surreale. Erika si trova nella fabbrica, con un abito molto elegante, in forte dissonanza col setting, per sottolineare il contrasto tra ciò che cerca di essere (precisa, affidabile, matura) e ciò che scopre essere (distratta, superficiale, inaffidabile). Nelle scene sulla spiaggia si rappresenta il lento contatto con la parte più nascosta di sé, la presa di coscienza della non perfezione. Erika canta in mezzo al mare, con i vestiti addosso, come se non le interessasse più ciò che la circonda.

Un disco, quello di Erika Biavati, che pone l‘attenzione sugli angoli nascosti dell’animo umano, raccontati con grande profondità compositiva, maturata negli anni anche grazie al percorso lavorativo che vede Erika al sostegno di persone con disagio psicofisico. Le sonorità dei brani oscillano dalle atmosfere più acustiche, in cui primeggiano contrabbasso, fisarmonica, pianoforte, chitarra folk, fino ad espressioni musicali ricche di loop elettronici, dando vita ad un album di notevole spessore artistico, capace di essere al tempo stesso semplice e raffinato.  Grazie alla raccolta fondi sostenuta tramite Musicraiser, è stato possibile realizzare questo disco dando anche un piccolo aiuto economico alla Cooperativa Sociale Campi D’arte, la cui sede è stata distrutta dal terremoto in Emilia Romagna nel 2012.

A soli sette anni, muove i suoi primi passi nel mondo musicale e continua il suo cammino di crescita che la porta a diventare una persona di grande sensibilità umana e artistica.

Il suo percorso si divide tra la musica e l’impegno sociale.

Erika assiste persone disabili, portatori di handicap fisici e psichici. Questa esperienza l’arricchisce profondamente, portandola a guardare le cose da un punto di vista nuovo, silenzioso, ma attento e proprio grazie a questo, la sua produzione artistica ne viene fortemente influenzata.

Erika affronta approfonditi studi sul canto (Premio per la didattica, con la tesi sul Registro di Fischio, al corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica) che tuttora prosegue. Si dedica alla ricerca e alla sperimentazione, con particolare interesse alla didattica del canto moderno.

Il talento di Erika è valorizzato da importanti riconoscimenti da parte della trasmissione Demo-l’acchiappatalenti di Radio1 Rai, che la vuole ospite più volte in trasmissione e a manifestazioni quali il Lamezia Demofest, il premio Demo d’autore, il Demo’s Lady Awards e l’Allegromosso 2012.

Ottiene ottimi risultati in numerosi concorsi e selezioni, fra cui:

– Una Canzone In Cui Credere (2°classificata nel 2014) – CantiAmo La Vita (1°classificata nel 2013)- WALK ON RIGHTS, il concorso sui diritti umani di Amnesty International (1°classificata nel 2013)- Premio Lunezia (2°classificata nel 2012)- Biella Festival (3°classificata nel 2012)- Premio Musica Folk d’Autore by Etnoacustica (1°classificata nel 2011)- Premio Poggio Bustone (2009)- Premio Bianca D’Aponte (finalista nel 2006)- Bologna Music Festival (1°classificata nel 2005)

Erika canta all’apertura di concerti di importanti artisti quali Ridillo, The Commitments, James Tylor Quartet, Antonella Ruggiero, Ron, Eric Tylor, Nina Van Horn e Bill Toms, che la vuole al suo fianco nelle date italiane dei suoi tour 2010, 2012, 2014.Prende parte a diverse edizioni del Ferrara Buskers Festival e di altri Festival dedicati agli artisti di strada.

Numerosi le collaborazioni in qualità di cantante, tra le quali è corista in studio per il cantautore Paolo Simoni, per il gruppo hip hop Keep Out.

Parallelamente al percorso cantautorale, Erika si esibisce in diverse formazioni, affrontando molteplici generi musicali: hip hop, blues, pop, dance, liscio, musical theater. Nel 2007 fonda la band di 10 elementi tributo ad Aretha Franklin SOUL SISTERS, di cui è voce leader.Cantante nel duo Baci di dama, accompagnata al pianoforte da Silvia Telloli.

Inoltre Erika è ideatrice e realizzatrice di spettacoli musical-teatrali, porta avanti gli studi sulle relazioni tra canto-psiche e voce, si dedica alla formazione per gli insegnanti di canto e tiene seminari sulla didattica della vocalità “estrema”.

Erika si esibisce accompagnata dagli stessi talenuosi musicisti con i quali lavora alla realizzazione dei brani “in studio”: – Ivan Fortini . pianoforte, fisarmonica- Valerio Fuiano . chitarra – Simone Masina . basso, contrabbasso – Simone Pozzi . batteria

www.erikabiavati.it

 

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BRUNO  BOTTIROLI :  18 ANNI è il singolo estratto da “PALABRAS“

BOTTIROLIUno degli esordi più interessanti dell’anno quello del giovanissimo cantautore emiliano: un ventenne dalle grandi doti autorali!

                         

Bruno Bottiroli, cantautore classe 1993, sa cosa significa scrivere testi per la voglia di andare oltre il semplice gioco. Per Bruno è importante comunicare emozioni e contenuti.

Della musica dice che è “un posto magico dove sfogare le  sofferenze“. Sarà che superati i 12 anni, nonostante  una mancanza improvvisa, ha trovato la maniera più adatta per dare un senso alla propria vita senza dimenticarsi mai dei suoi coetanei e delle loro difficoltà.

“ Palabras “ sicuramente è un album con diverse influenze e miscellanee di suoni che vanno dal cantautorato al Pop, utilizzando un linguaggio nei testi veramente giovanile e immediato. 

18 ANNI: è la vita di un adolescente; racconta precisamente come ho vissuto io la maggiore età, i pensieri, gli amori, le cavolate con gli amici e le cose più serie: le incomprensioni da parte degli adulti. Ora ho 20 anni ma rifarei tutto quello che ho fatto a 18 anni.

 Bruno Bottiroli è nato a Porretta Terme, all’età di 7 anni ha iniziato a cantare con passione alcune canzoni tratte dal famoso Musical “Notre Dame De Paris” di Riccardo Cocciante. All’età di 13 anni è entrato in Conservatorio per studiare pianoforte. Durante i suoi studi ha seguito lezioni private di tecnica vocale, avvicinandosi al musical grazie alla passione per il canto e la recitazione.  Nel 2008 ha fatto parte di un coro da camera con repertorio classico. Semifinalista interprete del “Tour Music Fest” 2009 di Roma, finalista interprete del “Cantazzurro Festival 2009” di Vicenza, vincitore interprete del 1° Festival per giovani emergenti “Io Canto 2009” di Bologna, ha partecipato anche al “Nastro d’argento 2009″ di San Damiano D’Asti vincendo il premio della critica e la sezione giovani del festival. Ha partecipato alla Finalissima del “Festival di Saint Vincent 2010” classificandosi come migliore proposta nelle “Nuove proposte”. Non ultima, ma di sicuro interesse  la partecipazione alla manifestazione “ Italian Music Festival “ e Casa Sanremo 

https://www.facebook.com/pages/Bruno-Bottiroli/137461708544     

https://www.facebook.com/events/240023452829805/?fref=ts

Produzione Advice Music (www.advicemusic.com) 338-8802964 in collaborazione con Edel

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PAOLA DONZELLA: INSONNIA D’AMORE è il singolo che anticipa CONFINE

La cantautrice, dopo varie esperienze che l’hanno portata anche a vincere una Targa Tenco, esordisce con un album solista in cui convivono le sue varie anime sfaccettate, la ricerca e l’elettronica, il retrò francese e il raffinato italiano.

La cantautrice, dopo varie esperienze che l’hanno portata anche a vincere una Targa Tenco, esordisce con un album solista in cui convivono le sue varie anime sfaccettate, la ricerca e l’elettronica, il retrò francese e il raffinato italiano.

Insonnia d’amore è una canzone di amore e sogno, dove la notte diventa il momento in cui il sentimento d’amore si trasforma in follia, insonnia, mancanza. Sogno e realtà si mescolano in una dimensione dove affiorano le sfumature più passionali di un storia, la gelosia, il tormento, l’intimità fisica. “Lui” diventa un alieno nel momento in cui il ricordo non ha un riscontro diretto con la realtà, “lui” è lontano fisicamente e il desiderio di averlo accanto all’alba è un desiderio forte che brucia dentro.
Tutta questa passione si traduce in una melodia solare che lascia sperare in una conclusione felice al risveglio. Il sound elettronico, ricco di fragranze internazionali, la ricerca di suoni nuovi si contrappongono ad un’atmosfera dove il testo e melodia si fondono in una dimensione onirica, dolce e retrò.
Modernità e ricercatezza del suono insieme a un’ immediatezza e semplicità della melodia.

Il singolo è tratto dall’album d’esordio di Paola Donzella “Confine” dove il gusto retrò francese che contraddistingue da sempre la sua musica si fonde questa volta con sonorità elettroniche molto ricercate (vedi Gabin, Caro Emerald etc..). Un disco con una forte virata pop mista ad una raffinata e cesellata elettronica ma senza mai abbandonare quel mood swingante e jazzy al quale Paola ci ha abituati.
L’italiano e il francese diventano due lingue che parlano d’amore e di ricerca di paesaggi lontani ma così vicini come appunto la Francia. Due anime che convivono in Paola Donzella e che vengono tradotte in musica in questo disco dove il confine tra l’Italia e la Francia diventa la musica stessa, uno spazio dove le due culture si uniscono come una dimensione immaginaria ma immediata all’ascolto. Il tutto è arricchito da numerose collaborazioni tra cui di un brano scritto da Paolo Fresu e un altro da Belle du Berry (cantante dei Paris Combo, famoso gruppo francese) che ha sempre ispirato Paola. Il disco è prodotto da Red Rose Productions.

 

Paola Donzella, siciliana di origine, vive a Milano.
Dall’età di 8 anni fino a 18 studia danza classica a livello professionale. Nel frattempo scrive racconti e poesie e sviluppa una passione anche per la musica.
Decide poi di intraprendere studi universitari di letteratura straniera (inglese e francese). Si laurea in lingue e letterature straniere. Questo percorso di studi, e soprattutto la passione per la poesia francese, in particolare Jacques Prevert, stimolano Paola nella scrittura di testi, poesie e canzoni. Paola trascorre quasi due anni in Francia ad approfondire gli studi sulla lingua e sul mondo culturale e poetico. Si appassiona alla musica francese, in particolare a Django Reinhardt, Paris Combo e Sanseverino.
Incontra cantautori e musicisti francesi e collabora con loro per qualche anno in Francia.
Nel periodo dell’Università nasce il progetto Elisir. Paola incontra Paolo Sportelli ed in brevissimo tempo Paolo mette in musica i testi di Paola. Da quel momento in poi nasce la storia degli Elisir.
Negli ultimi anni Paola si dedica anche a studi di teatro, dizione ed improvvisazione teatrale.
Con gli Elisir, di cui diventa la cantante e leader, con l’album Pere e Cioccolato (Egea/Odd Times Records) nel 2009 vince la Targa Tenco opera prima. Seguono a stretto giro una moltitudine di concerti compresi Auditorium di Roma, Blue Note di Milano, Agricantus di Palermo, Modo di Salerno, Bravo Caffè di Bologna, The Place di Roma, Folkclub di Torino e tanti altri anche in Africa al festival di Hifa, come a Casablanca su invito del console italiano , oltre a numerose apparizioni televisive e radiofoniche, tra queste a Parla con Me (Rai Tre), Unomattina, Tg2 costume e società. E tante guest di musicisti come Fabrizio Bosso, Bebo Ferra, Walter Calloni, Javier Girotto, Stefano Bagnoli, Paolo Fresu.
Poi nel 2012 lascia la band per intraprendere una carriera solista che la porta ad incidere un album in uscita nel 2014 con la prestigiosa partecipazione di Paolo Fresu.

http://www.paoladonzella.com

 

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