Archive | June 2014

GIOVE: RUMORE è il primo singolo dal suo omonimo album d’esordio

Giove- rumore.doc
La canzone che dà il titolo all’album, porta con sé un messaggio di speranza ed esprime il desiderio di cambiamento insito in tutto il lavoro del cantautore.

Il “rumore” è quello “interiore”, che ha bisogno del silenzio esterno per essere ascoltato al meglio. Un isolamento, dalla frenesia e dal caos quotidiano, che permette di sentire con attenzione quello che si ha dentro, di riflettere sul proprio percorso e sulle proprie aspettative.
E saranno solo le emozioni e le sensazioni più recondite, quindi le più trascurate nella vita di tutti i giorni, a zittire il rumore.

Composto da undici canzoni, l’album d’esordio di Giove racconta le attese, i sogni, i movimenti interiori che generano un “rumore” da ascoltare in silenzio. E’ il suono del cambiamento, il punto di partenza verso una nuova direzione.
Una sorta di suo personalissimo “Best of”: dalla sua più che decennale produzione, Giove ha estrapolato le sue canzoni maggiormente rappresentative, come se avesse dovuto estrarre, dalla sua faretra, le frecce più appuntite.
Le songs sono state scritte in momenti temporali diversi (alcune composizioni sono recentissime, altre risalgono anche a 7/8 anni fa) e riflettono maturità diverse. Nonostante inizialmente non ci fosse un’idea di “concept album”, durante le registrazioni in studio, Giove si è accorto che le canzoni, in realtà, hanno un filo conduttore e anche ben definito. Ogni brano racchiude in sé la voglia di cambiare, di lasciarsi indietro il passato continuando a credere nei propri sogni.
Musicalmente Giove si è divertito a spaziare tra vari generi, dal pop-rock al funky, dall’elettronica allo ska, a volte mettendosi a “nudo” con canzoni molto intimistiche, senza mai trascurare la parte narrativa e i testi.
L’autore erbese ha scritto i testi e le musiche di tutte le undici canzoni, avvalendosi, per quanto attiene la produzione artistica, della collaborazione di Max Zanotti (ex cantante dei Deasonika), attualmente membro dei “Rezophonic”.

Nato nell’agosto del 1981 a Erba, nella provincia di Como, Giuseppe Liga – in arte Giove – inizia a suonare la chitarra all’età di 9 anni.
Per lui la chitarra diventa lo strumento per scrivere canzoni: inizia così a comporre diverse melodie e a eloborare testi che parlano di sé. Già da molto piccolo, Giove si appassiona al mondo dei cantautori italiani (De Gregori, Battisti, Tenco), mentre qualche anno più tardi viene letteralmente “folgorato” da alcuni album che diventeranno punti di riferimento per la propria crescita: “Born to run” di Springsteen, “Nevermind” dei Nirvana, “Parachutes” dei Colplay, “Pablo Honey” dei Radiohead, solo per citarne alcuni.
Giove divora in modo famelico repertori di diversi generi, innamorandosi della “forma canzone”: comprende come, attraverso un testo e una melodia, possa comunicare tutto ciò che gli bolle nello stomaco, i propri pensieri, le fragilità e le inquietudini.
Dopo tre anni di corso di chitarre acustica – nei quali migliora l’approccio allo strumento – e dopo tre anni trascorsi all’Accademia Europea di Musica – dove studia canto moderno e solfeggio – iniziano le prime esperienze live. Dal 2005 ad oggi, con la propria band, Giove calcherà i palchi di diversi clubs e locali affinando sempre di più il contatto e il feeling col pubblico.
Il 23 gennaio del 2014 esce il suo primo album di inediti – dal titolo “Rumore” – composto da undici canzoni.

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METROMORALITÀ è il nuovo album di Adolfo Dececco

Adolfo Dececco- metromoralità.doc
Il primo disco del giovane cantautore abruzzese uscito il 16 maggio distribuito da Universal

Andare via o restare tra i problemi di un Paese che “pretende le rivoluzioni” ma è capace solo di “reazioni” è il dubbio di una generazione, caratterizzata al contempo dall’eccesso di comunicazione e dal rischio di incomunicabilità, che sta scegliendo oggi la strada della propria vita: forse “non farà storia” ma non può prescindere dal dovere della memoria e di una partecipazione disincantata alle vicende della propria società, sempre riflettendo sul rapporto tra sé e l’altro, tra l’uomo esistenziale e l’individuo sociale, tra la metro e la moralità.

Metromoralità, nuovo album di Adolfo Dececco, è nato sotto il segno della produzione artistica di Vince Tempera e Guido Guglielminetti, con la collaborazione di musicisti come Elio Rivagli, Pier Mingotti, Alessandro Arianti, Paolo Giovenchi, Andrea Morelli, Stefano Parenti, Carlo Gaudiello, Fabrizio Barale, Alex Valle e Ivano Zanotti; per alcuni testi, invece, Dececco ha scelto la collaborazione di Giorgio D’Orazio. Nei 10 brani di cui è composto, Metromoralità rispecchia i concetti sottesi a questo neologismo che dà il titolo al primo brano e all’intero lavoro, concetti caratterizzati, sia nei testi che nelle melodie e negli arrangiamenti, da una visione del tutto personale di Dececco. Tra musica e parole è costante il binomio di dimensione intimistica e riflessione collettiva, da quell’osservatorio che è l’Italia del 2014, un momento storico in cui guardare soprattutto alla generazione dei ventenni e trentenni, fra problematiche e sogni, che se dubita sul mondo del lavoro e della politica può ancora credere in una soddisfazione della propria vita nella società attuale grazie alla capacità di vivere la contemporaneità pagando il biglietto alla metropolitana dell’arte: il ruolo dell’artista oggi coincide con quello del pubblico nel senso di lasciare aperte tutte quelle domande che vanno alla ricerca dei possibili riferimenti culturali odierni, per una generazione che non sa bene dove appoggiarsi. Il problema, secondo Dececco, è proprio questo, capire anzitutto se possono essere ancora validi i miti del passato, i quali, anche se costituissero ancora un riferimento, lo stesso in fin dei conti apparirebbe “tragico”, perché significherebbe non poter trovare nel presente nessun ancoraggio culturale.

Adolfo Dececco, classe 1986, all’età di tredici anni inizia a suonare e studiare privatamente la chitarra, affascinato dai grandi musicisti di ambito rock-blues come Angus Young, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jimmy Page. Abbandonati gli studi per continuare da autodidatta, inizia anche a cantare e ad esplorare la via della composizione accompagnata dalla scrittura di testi per brani propri.
Dopo una serie di demo (“Aèdo”, “Per chi vive e muore il 32 dicembre”) e dopo essersi avvicinato al cantautorato dei maestri italiani, da De Andrè a De Gregori, da Tenco a Dalla, da Fossati a Bertoli e a Lolli, senza mai dimenticare il maestro Dylan, incide con l’etichetta Microcosmo di Milano l’album “O si scrive o si canta” (2006) composto da brani scritti da Dececco sia nel testo che nella musica eccetto il brano “Cosa vuoi che sia” al cui testo collabora Giorgio D’Orazio.
Sono anni in cui, sempre a Milano, studia filosofia all’Università “San Raffaele”, una scuola di pensiero dove le lezioni di pensatori come Severino, Donà, Reale e altri lo accompagnano alla laurea, conseguita nel 2008, lasciando una traccia di questa esperienza anche tra i versi delle nuove canzoni che continua a scrivere. Alcune di queste, per quanto concerne i testi, le firma assieme a Giorgio D’Orazio, amico di sempre. Ed è sempre con lui che Adolfo Dececco pubblica “Giocando a Scacchi”, una raccolta di poesie a due mani (Edizioni Tracce, 2005), ed “Eolocrasia vomitevole”, un libello in versi e prosa (ilmiolibro.it, 2009), firmati con lo pseudonimo congiunto “CoroReVerso”. Sempre insieme, nel 2011, redazigono il bisettimanale “L’Altrolato”, un “foglio culturale” a distribuzione locale.
Tra le esperienze dal vivo (con scaletta di canzoni proprie affiancate da cover in versione rivisitata), vanno menzionati il Premio “Pigro” di Urbino del 2006, i Festival “G.R.I.F.” e “Tener-a-mente” di Pescara, rispettivamente del 2010 e 2011, il “Petit tour” organizzato nell’estate del 2010 dall’Associazione Culturale Rimmel per sostenere l’A.I.R.C. (concerti presso l’Auditorium “Fermi” di Celano, il Teatro “Vittoria” di Ortona e lo Spazio “ex Aurum” di Pescara), il Galà della solidarietà “Un sogno in corsia” organizzato dalla onlus Adricesta presso il Teatro Circus di Pescara (2011), oltre a decine di serate e concerti in Abruzzo, che tra il 2012 e il 2013 lo vedono accompagnato dai musicisti della band di De Gregori, prima, e da quelli della band di Guccini poi.
L’intento è di fondere le sonorità rock e blues dei suoi esordi con il folk e con la musica cantautorale più pura, basata sulla centralità del testo. In quest’ottica ha inciso alcuni brani con la produzione di Guido Guglielminetti, da circa trent’anni “capobanda” di Francesco De Gregori, e gli strumenti di Alessandro Valle, Stefano Parenti, Paolo Giovenchi, Alessandro Arianti, Elio Rivagli, Lucio Bardi, Carlo Gaudiello e Fabrizio Barale. Da queste collaborazioni è nato anche il singolo “L’amore paziente”, distribuito da Believe su iTunes e su tutti gli altri digital stores, che in poco tempo ha raggiunto quasi 60.000 visualizzazioni col videoclip su Youtube. Un esordio nel quale risuona la volontà di cercare una nuova via per il cantautorato italiano, del tutto personale nei testi, incisivi ma godibili, e fuso di nuove idee musicali. La musica è firmata da Adolfo Dececco che per il testo si è avvalso della collaborazione di Giorgio D’Orazio. Dalla primavera del 2013 Adolfo è seguito, in studio e sul palco, dal maestro Vince Tempera, che ha deciso di assumerne la direzione artistica, avvalendosi della collaborazione di Pierluigi Mingotti (Guccini), Ivano Zanotti (Bertè) e Andrea Morelli (Cremonini), con i quali Dececco ha inciso anche nuovi brani per l’album di prossima uscita “metromoralità” (Zelda Music/Warner) distribuito da Universal nel maggio 2014.

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KACHUPA: SIAMO TUTTI AFRICANI è il loro nuovo singolo, inno ufficiale di TERRA MADRE 2014

Ospiti al Concertone del Primo maggio di Roma come ambasciatori del progetto 10.000 Orti in Africa di Slow Food. 

Il nuovo singolo “Siamo Tutti Africani”  è anche l’inno ufficiale di “Terra Madre 2014” , meeting internazionale delle comunità del cibo  organizzato da Slow Food che riunisce tutti coloro si impegnano per difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo. A presentarli sul palco del Concertone Carlo Petrini, anima dell’associazione della chiocciola. Ancora una volta i Kachupa si impegnano nella campagna promossa dalla Fondazione Slow Food per la biodiversità – Onlus che vuole creare “10.000 orti in Africa” nei prossimi anni. Orto come simbolo di sovranità alimentare, lotta alla malnutrizione e riscatto sociale. I Kachupa ci parlano di Relazione-Integrazione-Comunione come unica profezia della Globalizzazione.
Il brano racconta il ritorno alla terra con una citazione al grande Nuto Revelli. I Kachupa ci parlano di Poeti e Contadini travestiti da operai che ritornano alla terra per un futuro migliore. Una gioventù ingannata che rivuole radici, rivuole la sua storia per cercare il futuro. “Siamo tutti africani” ci dice che ognuno di noi è diverso, meravigliosamente unico. Siamo liberi di guardare nel profondo e amare, quando ci troviamo al centro del mondo, al centro di una danza che sa di Africa, Mediterraneo e Balcani e ci rende tutti migranti, viaggiatori e sognatori. I Kachupa inseguono ancora un sogno di integrazione che da importanza alle differenze e le mantiene con orgoglio.La versione Italiana vanta la collaborazione di Max Casacci dei Subsonica ed è stata mixata da Riccardo Parravicini presso il “MAM Recording Studio”. La versione internazionale è stata invece arrangiata e mixata direttamente a Londra dagli “Incognito”. Il video clip del brano è stato girato a Pollenzo (CN) nel complesso che ospita l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, la Banca del Vino e l’Albergo dell’Agenzia. L’appuntamento con il Salone del Gusto e Terra Madre è a Torino dal 24 al 27 ottobre prossimi. Maggiori informazioni: www.slowfood.it .

La band, ambasciatrice dei “10.000 Orti in Africa” di Slow Food e autori dell’inno di “Terra Madre 2014”, nasce nel 2003 in strada a bordo di un carretto. Condividono il palco con artisti quali, VINICIO CAPOSSELA,  EUGENIO BENNATO, ROY PACI, AFRICA UNITE, MCR, CASINO ROYALE, fino a suonare alla NOTTE DELLA TARANTA. Vengono invitati nelle trasmissioni QUELLI CHE IL CALCIO, AMBIENTE ITALIA e I RACCOMANDATI. Vincono “Area Sanremo 2011” e nel 2012 l’Inedited World Music Festival premiati da BLUEY MAUNICK fondatore degli INCOGNITO, che collabora successivamente al brano “Siamo Tutti Africani”. Con “El Chupitero” (feat. ROY PACI) entrano a far parte della compilation XL di REPUBBLICA.  Al loro attivo tre dischi: GABROVO EXPRESS , premiato al MEI come miglior disco autoprodotto ed uscito in edicola con WORLD MUSIC MAGAZINE. Il cofanetto TERZO BINARIO insieme al libro autobiografico “Se la tartaruga s’abbronza”(prefazione di Carlo Petrini). Il 2014 vede l’uscita di RADICI, il primo disco live.

 

LINE UP

Lidiya Koycheva: voce

Davide Borra: fisarmonica, voce

Alberto Santoru: basso elettrico, voce

Mattia Floris: chitarre, voce

Angelo Dalmasso: tastiere

Corrado Vergano: percussioni

Federico Aschero: batteria

 

CONTATTI

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Management: Fabio Gallo (348.3650978 – info@laltoparlante.it)

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TOUCHSCREEN è il nuovo singolo di Adolfo Dececco

Brano tratto dall’album del cantautore abruzzese METROMORALITA’ che rispecchia i concetti sottesi a questo neologismo che dà il titolo: concetti caratterizzati, sia nei testi che nelle melodie e negli arrangiamenti, da una visione del tutto personale.

Chi è e cosa cerca oggi il viaggiatore di un’Italia che “non sa più portare i tacchi” mentre il mondo si muove sul touchscreen e nessuno sembra sapere o volere “alzare un dito”?

Il brano è una delle 10 tracce dell’album Metromoralità di Adolfo Dececco, nato sotto il segno della produzione artistica di Vince Tempera e Guido Guglielminetti, con la collaborazione di musicisti come Elio Rivagli, Pier Mingotti, Alessandro Arianti, Paolo Giovenchi, Andrea Morelli, Stefano Parenti, Carlo Gaudiello, Fabrizio Barale, Alex Valle e Ivano Zanotti; per alcuni testi, invece, Dececco ha scelto la collaborazione di Giorgio D’Orazio. Tra musica e parole è costante il binomio di dimensione intimistica e riflessione collettiva, da quell’osservatorio che è l’Italia del 2014, un momento storico in cui guardare soprattutto alla generazione dei ventenni e trentenni, fra problematiche e sogni, che se dubita sul mondo del lavoro e della politica può ancora credere in una soddisfazione della propria vita nella società attuale, grazie alla capacità di vivere la contemporaneità pagando il biglietto alla metropolitana dell’arte.

Il ruolo dell’artista oggi coincide con quello del pubblico nel senso di lasciare aperte tutte quelle domande che vanno alla ricerca dei possibili riferimenti culturali odierni, per una generazione che non sa bene dove appoggiarsi. Il problema, secondo Dececco, è proprio questo, capire anzitutto se possono essere ancora validi i miti del passato, i quali, anche se costituissero ancora un riferimento, lo stesso in fin dei conti apparirebbe “tragico”, perché significherebbe non poter trovare nel presente nessun ancoraggio culturale.

 

Adolfo Dececco, classe 1986, all’età di tredici anni inizia a suonare e studiare privatamente la chitarra, affascinato dai grandi musicisti di ambito rock-blues come Angus Young, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jimmy Page. Abbandonati gli studi per continuare da autodidatta, inizia anche a cantare e ad esplorare la via della composizione accompagnata dalla scrittura di testi per brani propri.

Dopo una serie di demo (“Aèdo”, “Per chi vive e muore il 32 dicembre”) e dopo essersi avvicinato al cantautorato dei maestri italiani, da De Andrè a De Gregori, da Tenco a Dalla, da Fossati a Bertoli e a Lolli, senza mai dimenticare il maestro Dylan, incide con l’etichetta Microcosmo di Milano l’album “O si scrive o si canta” (2006) composto da brani scritti da Dececco sia nel testo che nella musica eccetto il brano “Cosa vuoi che sia” al cui testo collabora Giorgio D’Orazio.

Sono anni in cui, sempre a Milano, studia filosofia all’Università “San Raffaele”, una scuola di pensiero dove le lezioni di pensatori come Severino, Donà, Reale e altri lo accompagnano alla laurea, conseguita nel 2008, lasciando una traccia di questa esperienza anche tra i versi delle nuove canzoni che continua a scrivere. Alcune di queste, per quanto concerne i testi, le firma assieme a Giorgio D’Orazio, amico di sempre. Ed è sempre con lui che Adolfo Dececco pubblica “Giocando a Scacchi”, una raccolta di poesie a due mani (Edizioni Tracce, 2005), ed “Eolocrasia vomitevole”, un libello in versi e prosa (ilmiolibro.it, 2009), firmati con lo pseudonimo congiunto “CoroReVerso”. Sempre insieme, nel 2011, redazigono il bisettimanale “L’Altrolato”, un “foglio culturale” a distribuzione locale.

Tra le esperienze dal vivo (con scaletta di canzoni proprie affiancate da cover in versione rivisitata), vanno menzionati il Premio “Pigro” di Urbino del 2006, i Festival “G.R.I.F.” e “Tener-a-mente” di Pescara, rispettivamente del 2010 e 2011, il “Petit tour” organizzato nell’estate del 2010 dall’Associazione Culturale Rimmel per sostenere l’A.I.R.C. (concerti presso l’Auditorium “Fermi” di Celano, il Teatro “Vittoria” di Ortona e lo Spazio “ex Aurum” di Pescara), il Galà della solidarietà “Un sogno in corsia” organizzato dalla onlus Adricesta presso il Teatro Circus di Pescara (2011), oltre a decine di serate e concerti in Abruzzo, che tra il 2012 e il 2013 lo vedono accompagnato dai musicisti della band di De Gregori, prima, e da quelli della band di Guccini poi.

L’intento è di fondere le sonorità rock e blues dei suoi esordi con il folk e con la musica cantautorale più pura, basata sulla centralità del testo. In quest’ottica ha inciso alcuni brani con la produzione di Guido Guglielminetti, da circa trent’anni “capobanda” di Francesco De Gregori, e gli strumenti di Alessandro ValleStefano ParentiPaolo GiovenchiAlessandro AriantiElio RivagliLucio BardiCarlo Gaudiello Fabrizio Barale. Da queste collaborazioni è nato anche il singolo “L’amore paziente”, distribuito da Believe su iTunes e su tutti gli altri digital stores, che in poco tempo ha raggiunto quasi 60.000 visualizzazioni col videoclip su Youtube. Un esordio nel quale risuona la volontà di cercare una nuova via per il cantautorato italiano, del tutto personale nei testi, incisivi ma godibili, e fuso di nuove idee musicali. La musica è firmata da Adolfo Dececco che per il testo si è avvalso della collaborazione di Giorgio D’Orazio. Dalla primavera del 2013 Adolfo è seguito, in studio e sul palco, dal maestro Vince Tempera, che ha deciso di assumerne la direzione artistica, avvalendosi della collaborazione di Pierluigi Mingotti (Guccini), Ivano Zanotti (Bertè) e Andrea Morelli (Cremonini), con i quali Dececco ha inciso nuovi brani per l’album di prossima uscita “metromoralità” nonchè le canzoni selezionate per le audizioni live di Musicultura 2014.

 

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ELLY: il suo primo singolo è GIURAMI

La giovane cantante all’esordio con il suo progetto discografico: un ep che uscirà in autunno.

Giurami vuole rappresentare storie d’amore di qualsiasi età viste con gli occhi di una ragazza che racconta e chiede l’esigenza, l’impegno e la dedizione da parte del partner in una relazione, accentuando il fatto che a volte si rischia di rovinare tutto dimenticando la parte sentimentale con il rischio di finire nell’essere superficiali.

Il 28 aprile 2014, con la pubblicazione del primo singolo “Giurami” sui principali Music Digital Download, inizia il progetto discografico di Elly.

Il brano d’esordio, supportato anche da un Videoclip realizzato dal fotografo e regista Fabio Cattabiani, apre le porte ad un progetto più ampio, Cd Ep, realizzato al Macwave Studios e Cromo Studio di Brescia nel 2013.

Alle registrazioni hanno partecipato importanti musicisti come Alberto Pavesi (Batteria), Larry Mancini (Basso) Paolo Zanetti e Massimo Alessi (Chitarre) e Valerio Gaffurini (Pianoforte e Hammond), Le registrazioni e i mix sono stati curati da Paolo Costola (Tecnico del Suono), le pre-produzioni e gli arrangiamenti da Valerio Gaffurini mentre la produzione artistica è di Massimo Alessi per Vitamine Factory.

Il progetto completo, costituito da un Cd Ep di 4 brani inediti più una bonus track Unplugged di “Giurami”, verrà pubblicato entro la metà di ottobre 2014 con l’etichetta Vitamine Factory.

Il 3 maggio 2014 alle ore 21.00, Elly sarà ospite all’interno della manifestazione Darfo Boario Terme In Fiore a Darfo B. Terme (BS) dove si esibirà con il singolo “Giurami” e farà la sua prima presentazione del progetto.

 

Elly, (All’anagrafe Chiara Bertelli), classe 1998, si appassiona alla musica fin da bambina, già all’età di quattro anni non perde occasione di esprimere la sua passione al canto ascoltando e ricantando ogni genere musicale con una attitudine particolare per la musica Soul e Blues.

All’età di 11 anni inizia a studiare canto con il Soprano Lirico, Vittoria Vitali, che la seguirà nella tecnica fino al 2012, contemporaneamente nel 2011 inizia anche a studiare canto moderno con l’insegnante Anna Gotti all’Accademia Vocal Power Italia, unendo la tecnica con la ricerca dei colori e di nuove sonorità vocali.

A 13 anni inizia a “misurarsi” nei concorsi locali, provinciali e regionali, negli anni successivi si propone a concorsi nazionali ottenendo da subito riscontri e ottimi giudizi espressi dalle varie giurie, inoltre diventa un’occasione per farsi ascoltare da professionisti dell’ambito musicale.

Si ispira ad Etta James cantando i suoi brani, per poi esplorare la musica Soul inglese e americana senza però trascurare di proporre brani di canzoni italiane anche se fra i suoi generi preferiti spiccano i nomi di Aretha Franklin, Otis Redding e naturalmente la grande Etta.

Nella musica contemporanea internazionale predilige Joss Stone, Christina Aguilera, Jessie J, Beyoncé e Taylor Swift, mentre per la musica italiana trova i suoi riferimenti in Mia Martini, Giorgia, Mina, Noemi e Alexia.

Nel 2012, all’età di 14 anni, inizia a suonare la chitarra e sempre nello stesso anno incontra Massimo Alessi, (Musicista/Produttore), che crede in lei e decide di seguirla nel suo percorso artistico musicale che rapidamente si trasforma nella produzione del suo primo progetto discografico.

Alla produzione si affiancano subito altri importanti musicisti tra cui Valerio Gaffurini (Pianoforte e Hammond), che segue con Massimo Alessi tutto il lavoro di pre-produzione e arrangiamenti, Paolo Costola (Tecnico del suono), Alberto Pavesi (Batterista della Band di Omar Pedrini), Larry Mancini (Bassista della Band di Omar Pedrini) e Paolo Zanetti (Chitarrista di Enrico Ruggeri).

La produzione e le registrazioni iniziano nel 2013 negli studi “Macwave Studios e Cromo Studio di Brescia” e il 28 Aprile 2014 viene pubblicato il suo primo singolo “Giurami”.

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NEVRUZ, 4 anni dopo l’esperienza X Factor, si rilancia con il singolo LA PROTESTA

Un mix  di  musica che si discosta dalla linea solitamente intrapresa da Nevruz, a creare una sorta di sfottò nei confronti di ciò che oggi è considerato ‘vendibile’ a discapito di chi invece vuole proporre nuove forme di musica.

Finalmente libero da qualsiasi legame con etichette discografiche, Nevruz pubblica sul web un nuovo singolo dal titolo LA PROTESTA, brano che dice molto del proprio autore, ma che è soprattutto dedicato all’Italia e a tutti gli italiani. Un pezzo autoironico che ben rappresenta l’italiano di oggi, anche per come viene visto all’estero, pieno di riferimenti sonori e citazioni a personaggi del presente e del passato, condito da un sound volutamente canzonatorio. Nevruz affronta  un  tema sociale importante  e di attualità come ‘la protesta’ e ne fa un ballo per l’estate.

 

 

Fondatore del C.M.D. ” LE OSSA” (Collettivo Musica Diversa ). Collettivo di progetti artistici indipendenti liberi e d’avanguardia.

NEVRUZ JOKU, all’anagrafe Nevruz Maljoku, polistrumentista, autore e sperimentatore della voce, cantautore-compositore-musicista. Nato a Caserta da madre campana e padre balcanico. Approda nella Bassa Modenese all’età di 4 anni e i suoi primi tentativi di formare una band risalgono al 2004 con i Qvestion Tag ed al 2005 con i Ruffled. A 22 anni, nel 2006, con il progetto WATER IN FACE, Nevruz calca, in veste di cantante e batterista vince il main stage di AREZZO WAVE e HEINEKEN JAMMIN FESTIVAL nello stesso anno, grazie all’EP “13 Hours”. Un risultato ancora oggi imbattuto.

Nel 2010 partecipa alla quarta stagione del talent show X FACTOR, nella squadra capitanata da ELIO di ELIO E LE STORIE TESE. In virtù della forte visibilità fornita dall’importante vetrina che la diretta su RAI 2 ha rappresentato, si fa conoscere dal grande pubblico e giunge fino alla finalissima del programma televisivo, ricevendo apprezzamenti anche dalla critica. A seguito di tale risultato, esce nello stesso anno l’EP della SONY “TRA L’AMORE E IL MALE” e contestualmente parte il suo JOKER TOUR 2011 con questa formazione: Batteria : Matteo Rosestolato – Basso: Alessandro Giliberti – Chitarra : Elia Garutti – Pianoforte & Sinth: Filippo Lui e Giulio Saltini – Violoncello : Pietro Orlandi – Voce e Chitarra: Nevruz Joku, il quale registra diverse date sold out in giro per l’Italia, tra cui l’evento “ROCK IN ROMA” in veste di gruppo opening act di Elio e le Storie Tese. E’ in questo periodo che Nevruz aderisce al progetto di beneficenza “COMICSXAFRICA”. A fine tour, lancia, da REGISTA, il videoclip di “Tra l’Amore e il Male” su Youtube.

Verso la fine del 2011, il giovane artista ottiene il contratto discografico con l’etichetta indipendente HUKAPAN di E.E.L.S.T. e con loro registra il suo primo album d’autore. Per il Capodanno del 2012 presenta in teatro, collaborando con l’orchestra sinfonica NEXTIME ENSEMBLE lo spettacolo teatrale ‘KURT WEILL SONGS’, tratto dall’Opera da Tre Soldi di Bertolt Brecht e le musiche di Kurt Weill. In attesa dell’uscita del suo nuovo disco, Nevruz cerca inoltre di produrre il suo progetto LE OSSA come collettivo di musicisti indipendenti. Vive in una piccola località tra i comuni di San Prospero e Cavezzo, un piccolo comune in provincia di Modena, in un ex monastero del 1600. Il paese viene completamente devastato dal terremoto del 29 maggio 2012. Tra gli sfollati, il “Joker della Bassa” perde casa e posto di lavoro, ossia il suo laboratorio di musica. Durante questa vicenda, assieme alle persone amiche, anch’esse colpite dal sisma, gira il videoclip-documento del singolo dalle sonorità Dark-wave “MAYA SAID THE WORLD IS GONNA DIE”. Attraverso questa canzone, lanciata in rete, prende definitivamente vita concreta il suo Progetto LE OSSA: un collettivo che unisce alcuni tra i migliori maestri del Rock della Bassa Modenese. Grazie al suddetto brano, Nevruz entra a far parte del progetto REZOPHONIC di Mario Riso e ROCK TV, partendo così per un nuovo tour in giro per l’Italia nell’estate del 2012.

Nell’autunno 2012 vede la luce l’iniziativa “ZONA ROSSA ROCK FESTIVAL”, la quale presenta come obiettivo la ricostruzione dei centri culturali in Emilia. Ad essa prendono parte nomi della scena Underground e Progressive Rock come Pino Scotto, gli AREA, i Trick or Treat, Elio con il suo spettacolo “FU-TURISTI”, la Nextime Ensemble di Danilo Grassi ed il ritorno dei Water in Face. In questa occasione, Nevruz canta “Gioia e Rivoluzione” accompagnato dagli stessi Area. Nello stesso periodo viene girato anche uno speciale per Sky Uno dal titolo ‘NEVRUZLAND’. Il suo primo album d’autore s’intitola “LA CASA E GLI SPIRITI PERDUTI” ed esce a fine Novembre 2012, su etichetta discografica HUKAPAN S.P.A..nel 2013 Nevruz inizia a studiare in maniera più approfondita il canto sperimentale e lo fa affidandosi al maestro Raffaello Regoli  allievo del grande maestro della voce Demetrio Stratos. Anche Nevruz è presente nel nuovo album 2013 RIDI PAIASSO di Sir Oliver Skardy (ex cantante dei Pitura Freska), in veste di ospite nel brano “Tuto Normal”. Nevruz e Skardy si incontrano sul set cinematografico del film indipendente “SEXY SHOP”. Il poliedrico cantante recita il ruolo di uno dei tre antagonisti insieme ad Ivan Cattaneo e lo stesso Skardy e sarà visibile nelle sale cinematografiche italiane dall’8 maggio 2014.

Nevruz nel 2014, dopo essersi visto negata la possibilità di presentare il suo nuovo singolo all’iscrizione al concorso di Sanremo Giovani 2014 dalla sua etichetta, si libera di comune accordo dalla stessa e lancia  LA PROTESTA,  che dice molto di sé, ma è soprattutto dedicata all’Italia e a tutti gli italiani.

 

Contatti:

www.facebook.com/pages/NEVRUZ-JOKU-Official/265467440160406

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RIVER è il primo singolo del nuovo album dei CENTO


Cento-River.docGli ex Blue Popsicle tornano con una canzone che rappresenta la massima voglia di ribalta che il gruppo ha serbato dentro sin dalla nascita.
Chitarre graffianti, batteria trascinante, cori epici e un gigante fiume in piena che senza sosta prende, vi trasporta e non vi lascia più!

River parla di crescita e del tempo che scorre e che, come un fiume, non si ferma, ci prende e ci trasporta tutti verso il nostro destino. Tutta la canzone e’ una spinta, un invito a non fermarsi e a non arrendersi mai neanche quando le cose sembrano andare per il verso sbagliato. Perché soltanto lottando si riesce a crescere.

Insieme dal 2009, con il nome Blue Popsicle si sono fatti segnalare per la vittoria al Rockcontest Nazionale Controradio 2011 e il concertone di capodanno 2012 con i Subsonica davanti a 50.000 persone. Hanno all’attivo centinaia di concerti e molti supporting act importanti (Brunori Sas, Futureheads, WeWerePromisedJetpacks, Aucan, IlTeatroDegliOrrori…) e tre Ep, l’ultimo dei quali, “NudaVeritas” ha riscosso un ottimo successo di pubblico e critica.
Adesso sono al loro primo passo importante, al loro primo LP in uscita prevista per Autunno 2014, registrato allo storico Larione 10 e prodotto insieme a Pio Stefanini e Leo Magnolfi.
Per dare una cornice adeguata al loro lavoro hanno scelto di cambiare il loro nome, pronti a chiudere i conti con un passato troppo ancorato al Brit Pop e a qualcosa che ormai non credono più di essere.
Hanno scelto di diventare Cento.
Questi quattro ragazzi, con  il sound americano nel cuore, non vi lasceranno indifferenti.

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