Archive | March 2015

I TEMPI DURI tornano dopo 30 anni di silenzio con un nuovo album dal titolo CANZONI SEGRETE

La band di Verona, originariamente prodotta da Fabrizio De André per l’etichetta discografica FADO, torna a pubblicare il 27 gennaio oltre a un disco di inediti anche la ristampa dello storico album CHIAMALI TEMPI DURI (remastered) e un cofanetto (digitale) dedicato agli affezionati che permette di scaricare entrambi gli album ad un prezzo speciale

Il cofanetto digitale conterrà 21 brani (i 12 del nuovo album CANZONI SEGRETE ed i 9 del vecchio CHIAMALI TEMPI DURI REMASTERED) ed inoltre conterrà un digital booklet di 25 pagine che riassume la storia della band e comprenderà per intero i libretti digitali dei 2 album.
I 2 cd saranno comunque ordinabili nei negozi tradizionali a partire da metà febbraio.

«Abbiamo vissuto per anni rintanati in trincea, in pochi, lontani dal modo di vivere che avevamo inconsapevolmente adottato prima. Abbiamo atteso che passasse la tormenta, protetti da un muro di silenzi e filo spinato. Come soldati giapponesi nella seconda guerra mondiale, dopo il giorno numero 1119 non abbiamo più ricevuto notizie. Abbiamo riorganizzato le nostre vite, ci siamo dati da fare per nutrirci, coprirci, pensare, imparare qualcosa. A un certo punto abbiamo sentito dire che era morto il grande capo. Quando egli viene a mancare il colpo vale per tutti, non solo per la tua piccola, ma anche per altre grandi tribù. Vieni a sapere che alcuni l’hanno sotterrato ed altri l’hanno fatto santo. Da quel momento capisci di non avere più nessuno alle spalle, sai di essere solo, vai avanti. I rinforzi non arriveranno più. Non c’è la corrente, non riesci nemmeno a sapere dove si trova tuo fratello. Attendi, attendi, attendi finché a un certo punto ti rassegni e ti decidi a continuare da solo la tua ricerca.

Un giorno trovi nel bosco dei cuccioli e ti fanno pena. Questo cambia le tue prospettive. Da loro fortunatamente scopri che il giro appena concluso ricomincia e si ripropone di continuo.
Finalmente ti dedichi esclusivamente a vivere, annotando distrattamente su un libretto piccoli appunti. A volte provi a mettere la testa fuori, perché ne avresti voglia e perché avendo i cuccioli devi nutrirli. Ma anche gli altri esseri umani che incontri sono storditi da una tormenta forte e sempre più insensata.
Meglio continuare a pensare e rimanere nascosti, meglio aspettare di aver raggiunto la quota di mille appunti, pensando a chi verrà dopo di te.
Il sole dura poco ed il tempo scorre lento nell’inverno sotto le montagne. Puoi sentire crepitare il fuoco, a volte è possibile sentire il ticchettio di un vecchio orologio. Dell’assoluto silenzio si riesce a percepire lo spessore. Allora capisci che il tuo posto è un posto dove vale la pena di vivere.»

Esistono molti tipi di amore e i Tempi Duri in questo disco ne hanno presi in esame 11: a ciascuno di essi è infatti dedicata una traccia di del loro nuovo lavoro.

BIO
I Tempi Duri, band originariamente prodotta da Fabrizio De André e Dori Ghezzi per la Fado, nasce nella prima metà degli anni ottanta tra le città di Verona (città di 3 dei 4 musicisti della band) e Genova, città natale di Cristiano De André.

Il nome della band, in cui oltre a Cristiano militavano Carlo Facchini (voce ed autore di quasi tutti i brani), Loby C. Pimazzoni e Marco Bisotto è un omaggio ai Dire Straits. Sia nel loro primo singolo che nel successivo album Chiamali Tempi Duri, registrarono la canzone omonima Tempi Duri, un brano originale in italiano che, dal punto di vista musicale, ricordava Sultans of Swing. I Tempi Duri parteciparono, come gruppo di supporto, a tre tour di De André del 1982: tour invernale, tour europeo e tour estivo de L’Indiano.
Carlo Facchini conobbe Fabrizio De André durante l’incisione in studio del brano Una storia sbagliata. Colse quell’occasione per cantare dinanzi a Fabrizio le canzoni Tempi Duri, Regina di Dolore, Elena e Trenta Nodi (mai incisa). Lo fece nonostante il braccio sinistro infortunato e fasciato, accompagnato alla chitarra da Massimo Bubola. L’esibizione spinse De Andrè ad invitare Facchini in Sardegna con lui ed il figlio Cristiano. Fu in quell’occasione che germogliò il rapporto con Cristiano, sfociato poi nella nascita dei Tempi Duri e con l’entrata nel progetto dell’eclettico e talentuoso chitarrista Loby C. Pimazzoni e del batterista Marco Bisotto.
Inizialmente fu anche ipotizzato un duo Facchini – Cristiano De Andrè, ma quest’ipotesi tramontò quando Fabrizio De André e Dori Ghezzi decisero di produrre i Tempi Duri con la Fado, la loro etichetta discografica.
Il primo album inciso dal gruppo, intitolato Chiamali Tempi Duri (1982), fu anche l’unico disco di una band prodotta da Fabrizio De Andrè. A causa delle difficoltà nel reperire un bassista, fu Carlo Facchini a suonare un quattro corde fretless che si trovava in studio al momento delle incisioni. L’album vendette 40mila copie, un ottimo risultato per l’epoca. Il gruppo andò in tour con Fabrizio De André per tre volte. Facchini partecipò anche ad un quarto giro di concerti insieme a Massimo Bubola. Tutti e quattro i tour furono dedicati al disco L’indiano e si tennero dal 18 agosto al 13 settembre 1981, dal 24 gennaio al 21 febbraio, dal 2 marzo al 24 aprile (unico tour europeo di Fabrizio) e dal 4 agosto al 7 settembre 1982.
De André stesso li aveva proposti a Ravera per partecipare a Sanremo con il brano Tempi Duri. Dopo essere già stati ammessi, i Tempi Duri furono esclusi all’ultimo momento dalla competizione a causa di un particolare burocratico segnalato da un’etichetta discografica concorrente; la mancata incisione di un disco precedente a quello in concorso entro il termine del 31 marzo precedente la manifestazione.
Prima dell’album fu inciso un 45 giri contenente i brani Tempi Duri e In una notte così. Nell’anno successivo, il 1983, i quattro lavorarono con Mauro Pagani su un altro 45 giri contenente Jekyll e Gabbia.
I Tempi Duri, oltre a suonare in oltre 100 concerti, si esibirono anche in due edizioni del Festivalbar e presentarono i loro brani in alcune trasmissioni televisive, tra cui Mr. Fantasy condotto da Carlo Massarini, Azzurro 83 di Vittorio Salvetti, Tutti insieme con Gianni Morandi, Superclassifica Show condotto da Maurizio Seymandi, Discoring con Jocelyn, Domenica musica e due puntate di Blitz.
Nonostante il materiale per il secondo album fosse già stato composto, Carlo Facchini fu costretto a partire per la leva. Questo fatto fu anche preludio per lo scioglimento del progetto, avvenuto a luglio del 1985.
Dopo oltre 30 anni di blackout quasi totale (eccetto una brevissima reunion di due giorni allo Studio Metropolis per la registrazione del brano di Carlo Facchini “Con le nostre mani”), i Tempi Duri riprendono sorprendentemente la piena attività nel 2014, effettuando 3 uscite contemporanee in un solo giorno: quella del nuovo album Canzoni Segrete, la ristampa dello storico album Chiamali Tempi Duri (1982) remastered e la pubblicazione sul canale digitale del cofanetto CANZONI SEGRETE Deluxe Edition che racchiude entrambi gli album luogo il 27 gennaio 2015.

Etichetta SAIFAM

Facebook: https://www.facebook.com/tempi.duri.39

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FABRIZIO ZANOTTI: DIECI DITA è il suo singolo che ha fatto da colonna sonora a un Guinness dei Primati

L’idea ritmica del brano ricalca una pedalata irriverente, schietta, gioiosa, come quella affrontata da Paola Gianotti che con la sua impresa KEEP BRAVE il 30 novembre 2014 ha stabilito il nuovo Guinness dei primati facendo il giro del mondo in bici!


«Nei primi mesi del 2014, mi trovo con una mia amica che mi racconta l’ennesima storia di fallimento lavorativo. Anche lei aveva dovuto chiudere la sua società per via della crisi. Qualcosa nei suoi occhi e nelle sue parole però, era molto diverso, mi dice che ha deciso di sfidarsi in un’impresa pazza e gigantesca: fare il giro del mondo in bicicletta. Un modo per rilanciare che apparentemente non ha connessioni col lavoro, ma in fondo alla pancia so che non è così. Sfidarsi in qualcosa di enorme proprio quando ci si sente piccoli è decidere di avere un futuro, anzi, di andare a prenderselo, il proprio futuro. Niente lamentele, né rimpianti, solo organizzarsi e prepararsi a partire. Quell’amica è Paola Gianotti che il 30 novembre ha vinto la sua sfida e il Guinness dei Primati pedalando 29.430 km in 144 giorni e 25 paesi.

Prima dei racconti di Paola stavo lavorando ai brani del nuovo album, ma questa storia mi ha talmente rapito che non ho più saputo scrivere altro. La prima bozza di “Dieci dita” è nata a marzo, volevo un ritmo incalzante, che non molla mai, così come lo slogan che lei spesso mi ripeteva quando ci vedevamo: “Keep brave”. M’immagino i piedi che come due stantuffi di una locomotiva spingono in fondo a quei 215 km ogni giorno. E alla fine sono anch’io lì sopra, la sua bicicletta è diventata un tandem e nasce anche un videoclip “al brucio”, proprio prima che lei parta.

Durante il suo viaggio accadono molte cose, che se prima erano solo parte di un gioco poetico della canzone, ora invece sono diventate realtà. Innanzitutto la vittoria davvero si è inchinata davanti alla sua determinazione e gli ostacoli che ha dovuto affrontare sono ben più duri di quelli immaginati. Non credo che tante persone dopo un incidente pericoloso come quello che ha avuto in Arizona (Paola è stata investita da un auto, la caduta le ha fratturato una vertebra cervicale), avrebbero deciso di rimettersi in sella e di finire il percorso. Il vero potenziale umano dell’impresa di Paola si è manifestato proprio quando ha superato la paura e ha deciso di non mollare.» (F. Zanotti)

Insieme a “Dieci dita”, sono nati dei satelliti, delle canzoni che raccontano il viaggio con gli occhi di chi, come Fabrizio e tanti altri, non era fisicamente lì sulla bicicletta, ma si è preparato, ha atteso e ci ha creduto. Questo progetto, frutto della collaborazione con il produttore Enrico Caruso, è sicuramente diverso dalle sue produzioni precedenti, ha sonorità sfacciatamente pop ed un animo molto più leggero. C’è l’idea di voler raccontare una bella storia, di una crisi che diventa opportunità di sognare, di far vedere che, al di là delle nostre vite scandite dai ritmi di ogni giorno, tutti noi abbiamo delle potenzialità meravigliose da scartare ed assaggiare, come delle caramelle…

Un’altra particolarità di questo progetto è il libretto all’interno del cd che in realtà è un piccolo poster con le illustrazioni di Monica Menenghin, artista di Centonove e Dintorni, fucina creativa del Consorzio In.Re.Te. di Ivrea (TO). “Centonove e dintorni” da anni si occupa di accoglienza e inclusione sociale di persone con disabilità.

BIO

Piemontese di nascita ma pugliese d’origine, la sua esperienza artistica comincia nel ’91 con il duo folk Fabry & Banny, nato dal sodalizio artistico con Ernesto De Martino. Nel ’96 sono ospiti nella trasmissione “Segnali di fumo” condotta da Paola Maugeri in onda su Videomusic, per promuovere l’album “Country Party” appena uscito. Grazie ai numerosissimi live in Italia, Francia e Svizzera, aprono i concerti di Mauro Pagani, Yo Yo Mundi e Tazenda. L’evoluzione del duo porta alla nascita della band Stazione Marconi nel ’97, che suona una miscela di rock elettro-acustico. L’attività live è tra le prerogative della band che realizza un fitto numero di concerti nelle piazze d’Italia, partecipando anche a festival e rassegne. Nello stesso tempo, diversi incontri e confronti con Massimo Bubola, compositore di noti brani italiani, aiutano Fabrizio a sviluppare la sua poetica come autore. “Viaggiatori” è l’unico album di Stazione Marconi, scritto da lui e uscito nel ’99.

Matura però il desiderio di esplorare nuove strade e nel 2003 nasce un nuovo progetto, Foce Carmosina, frutto della collaborazione con Lino Ricco ed ispirato al cinema. Realizza il filmconcerto “Sacco e Vanzetti, canzoni d’amore e libertà”, approda al Teatro Sistina, a Rai Cinema e al Festival Nazionale de l’Unità di Genova. Conosce il regista del film che lo ha folgorato, Giuliano Montaldo e con lui gira il video dello spettacolo che viene pubblicato dal quotidiano “L’Unità” .

Nel 2007 il filmconcerto è trasmesso in diretta su Rai Radio3 dal Teatro Toselli di Cuneo e proiettato alla IX edizione del “Festival Internacional de Derechos Humanos” di Buenos Aires.

Nel 2005 scrive “Poco di buono”, canzone dedicata alla Resistenza e cantata insieme a Claudio Lolli.

Nel 2007 muove i suoi primi passi da solista: pubblica “Il ragno nella stanza” (Storie di note), album ricco di omaggi ai suoi maestri come Lolli e De André, per il quale sarà invitato alla International Cooperation for Memory, di Srebreniça (Bosnia).

Nel 2010 esce, ben accolto dalla critica, “Pensieri corti” (Storie di note) un concept-album sulla vita contemporanea, nel quale inizia ad emergere il suo stile ironico e romantico al tempo stesso. Con questo progetto collabora con Libera contro le Mafie.

Nel 2011 vince la prima edizione del “Concorso Nazionale di Musica e Poesia Giuseppe Moretti”, ideato da Dacia Maraini.

Sarò Libero!” (Fabrika Musika/Primigenia 2012) è il titolo dell’album dal vivo realizzato in occasione del 25 aprile. Tornano le sperimentazioni e nello spettacolo le canzoni si intrecciano con discorsi storici di Calamandrei. Ieri e oggi si fondono.

Dal 2013 con “Canzoni d’amore e libertà”, concerto di brani che attraversano la sua storia, Fabrizio si fa conoscere in Svizzera e Germania. Il 28 giugno 2014 sale sul palco del Revierpark Wischlingen di Dortmund come ospite del celebre cantautore tedesco

Konstantin Wecker. Questo dicembre è uscito il nuovo Ep “Dieci dita”, ispirato all’impresa “Keep Brave” di Paola Gianotti, rientrata dal suo giro del mondo in bicicletta il 30 novembre 2014, vittoriosa del nuovo Guinness Record mondiale.

Sito: www.fabriziozanotti.org

Facebook: www.facebook.com/ZanottiFabrizio

Youtube: https://www.youtube.com/user/zanotaji

CHEAP: il rapper calabrese al suo esordio col singolo NON DEVI CEDERE

Metriche funamboliche e ritmo incessante della voce sono le sue caratteristiche per un brano molto introspettivo

Il brano NON DEVI CEDERE del giovane Cheap (all’anagrafe Michele Mazzeo), è un sorprendente incalzare di descrizioni e sensazioni provate da un ragazzo di 22 anni che si ritrova a vivere al sud, con tutte le contraddizioni che la cosa comporta, con l’amore per la sua terra, ma anche con la rabbia di vivere un’apparente assenza di prospettive.

Il singolo sarà on air da fine gennaio: il testo è dello stesso Cheap mentre le musiche sono state scritte insieme ad Ettore Diliberto che si è occupato anche degli arrangiamenti oltre ad aver suonato i vari strumenti nel brano, con la partecipazione al basso di Anna Portalupi.

Il brano è stato realizzato tra novembre e dicembre 2014 a Parma presso gli studi di Et-Team

Guarda qui il video del singolo: https://www.youtube.com/watch?v=3CNEaw0UJmU

BIO

Michele Mazzeo nasce a Vibo Valentia il 14 novembre 1992, la passione per la musica lo spinge sin da piccolo allo studio del sassofono. All’età di circa quattordici anni inizia la grande passione per il rap.

Il  brano “Non devi cedere” è il suo primo lavoro in assoluto, compreso anche in un album attualmente in lavorazione.

Cheap è riuscito ad attirare l’attenzione dell’etichetta Et-Team e di Ettore Diliberto (che si è occupato delle musiche), tramite l’invio di alcuni demo che hanno da subito fatto risaltare il suo evidente dono di natura. I suoi testi sono profondi, intelligenti e ricchi di contenuti. Cheap è difatti molto bravo nel delineare lo spaccato di un’intera generazione di suoi coetanei che vive un’epoca difficile, tanto più se al sud.

Attualmente vive a Rombiolo, un piccolo paese della Calabria, da cui fa la spola con le città di Milano e Parma.

Facebook Fanpage: https://www.facebook.com/www.cheap.it?fref=ts

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Francesca Zizzari 

Tel. 328 4161425

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RAFFAELE TEDESCO: il cantautore lucano torna con un nuovo album da cui il primo singolo estratto è COCCI DI DOLORE

Quando una storia finisce restano solo cocci taglienti che ci feriscono. Parole e momenti cristallizzati, fissati per sempre nel tempo.

Cocci di dolore è il nuovo singolo con musica di Raffaele Tedesco e parole di Angelo Parisi, estratto dal quarto album del cantautore lucano dal titolo Che mondo sei.

Ritmica, melodia e armonia danno al brano un respiro decisamente internazionale. Ogni poesia è un po’ una bugia. Passa da labbra a labbra con i baci e apre nel cuore fiori di dolore.

 

“Che mondo sei” , il quarto lavoro in studio di Raffaele Tedesco, è da considerarsi una svolta  per la carriera ventennale del musicista di Moliterno. Raffaele torna all’essenza della forma canzone, eseguendo insieme ai talentuosi amici musicisti, le nove tracce inedite che compongono l’album.

Le nuove canzoni, lontane dalla vita virtuale che l’uomo vive in questi tempi aridi, raccontano le difficoltà, le gioie, le delusioni, i sentimenti più nobili della nostra anima.

Pensare con la propria testa, non con quella degli altri, in un mondo che quando si era bambini, si immaginava diverso.

Il saper mescolare sapientemente i diversi generi musicali, cosa già apprezzata nei suoi precedenti lavori, conferma l’abilità compositiva dell’artista lucano. E ancora una volta, a sorprendere l’ascoltatore, c’è la sua voce, sempre significativa, al servizio delle emozioni.

Firma tutti i brani del disco con la complicità di un altro autore lucano di grande talento, Angelo Parisi, che scrive due testi dell’album.

Raffaele, cura anche gli arrangiamenti insieme ai suoi storici musicisti: Francesco Canzoniero (batteria), Domenico Dalessandri (basso), Rocco Lapadula (chitarra elettrica), Franco Frezza (piano), con la supervisione di Daniele Chiariello.

All’interno del booklet del cd, oltre ai crediti, e ai testi, le straordinarie opere di Casa Museo Domenico Aiello, Moliterno (Pz). Il progetto “Che mondo sei”, è sostenuto e condiviso da: Apt Basilicata e da Lucana Film Commission.

 

BIO

Il percorso artistico di Raffaele Tedesco è basato su un’attenta e accurata ricerca di diversi generi musicali.

Quando si ascolta Raffaele, infatti, si avverte subito la sua grande passione per la canzone d’autore, ma non si può non restare colpiti dalle innumerevoli influenze musicali che emergono dai suoi brani.

Interprete, compositore, chitarrista, produttore di se stesso vive nel mondo della musica, con insolita libertà, credendo nell’arte, e non nell’apparire. Lucano di Moliterno, inizia fin da bambino ad essere attratto e affascinato dalla musica. La sua infatti è una famiglia di artisti, il nonno paterno era un violinista, un suo prozio Michele Tedesco, è stato un famoso pittore dell’800, i cui quadri sono esposti in diversi musei d’Europa.

Collabora per molti anni con il Poeta della canzone italiana, Mogol, esibendosi in diverse delle più importanti trasmissioni Rai (La vita in diretta, Ci vediamo in tv, Uno mattina, Passioni ), e in molti dei migliori teatri italiani (il Sistina di Roma, il Goldoni di Venezia, il Biondo di Palermo, il Teatro Romano di Verona).

Firma un contratto editoriale con la prestigiosa multinazionale Warner Chappell Music Italiana, e le sue canzoni diventano colonne sonore di diverse fiction di Raiuno, e Raidue.

Ha pubblicato sei album, due con il C.e.t. di Mogol, quattro da solista. Con Giuseppe Anasatasi, autore di tutte le canzoni di  Arisa (compresa Controvento, canzone vincitrice di Sanremo 2014) compone Sei come sei. Sei come sei,  è il singolo del primo album di Raffaele, La strada, e ancora oggi,  resta uno dei suoi brani più noti.

Il concerto è la sua dimensione ideale, ed è sempre un’esperienza coinvolgente, sia per i fedelissimi sia per il pubblico di nuova generazione.

Sostenuto da una voce da sempre apprezzata per  estensione e duttilità, e dall’esperienza di musicista, riesce ad arricchire l’esibizioni live con momenti di grande magia. Per questo ogni suo concerto è diverso dal precedente.

In studio di registrazione Raffaele ha lavorato con: MOGOL, MARIO LAVEZZI, OSCAR PRUDENTE,GIANNI DALDELLO, KARL POTTER, ALFONSO DEIDDA, ROBERTA FACCANI (ex cantante dei MATIA BAZAR), GIUSEPPE BARBERA (tastierista di ARISA, ORNELLA VANONI e LOREDANA BERTE’), DIEGO CALVETTI (produttore e autore di NOEMI), GIOVANNI SALA (arrangiatore de “LA STRADA”), DANIELE CHIARIELLO (arrangiatore di “RAFFAELE TEDESCO”).
Nei live ha lavorato con: MOGOL, GIANNI BELLA, UMBERTO TOZZI, NATHALIE (vincitrice di X FACTOR 4), MARIO LAVEZZI, MARIO ROSINI, KARL POTTER.
In TV con: PAOLO LIMITI, PIPPO BAUDO, MICHELE CUCUZZA, PAOLA SALUZZI, CRISTIANO MALGIOGLIO, SALVO LA ROSA, RED RONNIE.
In veste di compositore ha collaborato con GIUSEPPE ANASTASI (autore di “Controvento”, “La notte”, “Sincerità” , “Sei come sei”).

Discografia

CHE MONDO SEI – Ara music 2014

HO UN NOME LIVE – Ara music 2011

RAFFAELE TEDESCO – Ara music/Warner Chappel Music It. 2007

LA STRADA – Ara music/Warner Chappel Music Italiana 2003
VIVA LA MUSICA VIVA – Cet/Joker 2000
MOGOL: MUSICA E POESIA – Hobbie & Work 1999

Etichetta discografica: Ara music s.a.s.

http://www.raffaeletedesco.it/

https://www.facebook.com/pages/Raffaele-Tedesco-cantautore/268577986322

https://www.youtube.com/user/aramusicrt/video

https://twitter.com/tedraffa

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MARIAN TRAPASSI esce col singolo L’ARANCIA primo estratto dal suo quarto album BELLAVITA

Ispirato ad un passaggio del saggio “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes, l’arancia è la gelosia, sentimento umano che accompagna la vita di ognuno di noi. 

Il nuovo lavoro, che vanta la produzione artistica di Paolo Iafelice per Adesivadiscografica, arriva dopo un lungo periodo di silenzio da parte della cantautrice siciliana e nasce durante un lungo viaggio in Spagna dell’artista già vincitrice del Premio Ciampi.

“Bellavita” è il quarto album in studio di Marian Trapassi. “Bellavita” è la vita che fanno gli artisti, i poeti i musicisti, gli attori: così si crede o si vuole credere. Il nuovo lavoro della cantautrice siciliana nasce con la scommessa di restituire una identità internazionale ad un disco fondamentalmente italiano, nelle melodie e nella maggior parte dei testi. Il sound acustico delle chitarre porta alla memoria il folk, il country, Dylan e Cohen, mentre i temi orchestrali ricreano suggestioni teatrali e cinematografiche tra Kurt Weil, Brassens e Paolo Conte, ed il battere pulsante di una stomp box colora il disco di blues. I brani di “Bellavita” nascono dopo un lungo periodo di silenzio, che ha lasciato spazio a nuovi suoni da scovare, e sono per la maggior parte ispirati da un viaggio a Siviglia durato un anno. La voce di Marian, trasformata, cambiata, si è fatta confidenziale, se si vuole narrante. “Bellavita” è un disco essenziale, arricchito di volta in volta da strumenti che mirano ad accentuare le peculiarità delle singole storie raccontate. Un disco nel quale ci si muove comodamente. “Bellavita” ha un sottotitolo – “l’arancia ed altri viaggi” – che evoca l’idea stessa dell’album, fatto di singoli viaggi, reali o dentro di se, e di singole storie. Ecco il video teaser dell’album https://www.youtube.com/watch?v=_PNt7fUfTL0 .

BIO

Marian Trapassi, siciliana d’origine e cittadina del mondo per scelta, si è ritagliata negli anni uno spazio importante nel panorama della musica italiana. Il suo album di esordio “Sogno Verde” esce nel 2002 e viene accolto con interesse ed entusiasmo dalla critica. Con il secondo album “Marian Trapassi” nel 2004 vince il Premio Ciampi come miglior artista emergente. Il suo terzo album “Vi chiamerò per nome” (2008) porta Luca de Gennaro a sostenere che Marian è “la migliore cantautrice italiana che non avete mai sentito nominare….qui ci troviamo di fronte a una cantautrice vera” (Rolling Stone). L’esperienza di Marian passa anche dalla contaminazione di territori non solo musicali: ne sono una testimonianza gli spettacoli “Vago e Torno” (2006) e “Vi Chiamerò per nome”, già concept del suo terzo album, con il quale partecipa al FEST – Festival di arte Scenica di Siviglia (2009). In più occasioni partecipa al Mantova Music Festival (2007 – 2008) e al Salone del Libro di Torino (2009); collabora alla realizzazione dello spettacolo/tributo a Nick Drake “Le cose dietro il sole” (2006) e presta la sua voce per il progetto di Ashley Hutchings – Fairport Convention, “My land is your land” (2008). Alcuni anni di silenzio, nei quali scelte di vita e di percorso portano Marian anche lontano dall’Italia ma non dalla musica, sono stati utili, se non necessari, alla realizzazione del nuovo album: “Bellavita, l’arancia e altri viaggi”, viene pubblicato ad ottobre 2014 per AdesivaDiscografica con la produzione artistica di di Paolo Iafelice in collaborazione con Simone Chivilò ed è il risultato di un lavoro lungo un anno che ha visto Marian “attraversare” il proprio tempo, anche con il sorriso.

Sito: www.mariantrapassi.com

Facebook: www.facebook.com/marian.trapassiwww.facebook.com/pages/Marian-Trapassi

Twitter: @MarianTrapassi

Etichetta: AdesivaDiscografica/Self

IL REBUS: AVERE TRENT’ANNI è il primo singolo estratto dal loro album d’esordio A COSA STAI PENSANDO?

Il brano rappresenta un punto di vista su una generazione ormai in decadenza in cui convivono quelli che vogliono le rivoluzioni solo nei giorni feriali e quelli che non sanno rassegnarsi, stare a guardare e non se la sentono di scappare.

Avere trent’anni descrive assieme la decadenza di una generazione e la lotta di chi non ha voglia di rimanere con le mani in mano.

Non voler ascoltare, non voler vedere, significa accettare l’indifferenza. Non solo nei confronti del mondo che sta intorno, ma anche verso noi stessi, le persone e i sogni che amiamo.

Avere trent’anni, stare nel mezzo del cammin, significa preferire chiudere gli occhi, come vorrebbe la parabola della vita in uso, oppure scegliere di alzare la voce, dire cose scomode, senza convenienza, per spontanea convinzione.

Il singolo è estratto dall’album “A Cosa Stai Pensando?” , il primo de Il Rebus: uno spaccato di quello che è oggi il Paese in cui viviamo, dove tutto deve essere social, ostentato e possibilmente deformato, anche solo per esistere.
Cantautorato, atmosfere sospese ma anche dirette e incisive.
Una volta ascoltato rifatevi la domanda.

BIO

Il progetto nasce nel 2008 a Como con l’idea di reinterpretare in maniera personale alcune cover per poi dedicarsi alla produzione di brani inediti dal 2010. Nel 2010 vince CER.CO.BAND per la categoria BEST ITALIAN ACT.

Il 2011 porta le maggiori soddisfazioni alla band che si aggiudica il concorso CER.CO.BAND on VIDEO organizzato dal Comune di Como e il PRIMO PREMIO BEPPE GENTILE organizzato dal quotidiano La Provincia, esibendosi sul prestigioso palco di Osnago in apertura a Sulutumana, Luf e Biglietto per l’inferno Folk. Da sottolineare la particolare menzione della stampa e della giuria per il contenuto dei testi.

Sempre nel 2011 Il Rebus partecipa alle finali nazionali di ROCK TARGATO ITALIA e MUSIC SECRETS.

Nel Mese di Ottobre viene presentato il primo video “Vuoti A Rendere” che anticipa l’uscita del loro primo lavoro in studio.

Il 2012 si apre con la presentazione dalla prima produzione “IL REBUS EP” al Tambourine di Seregno in apertura a Giorgio Canali & Rossofuoco. In quello stesso anno Il Rebus si esibisce sui più importanti palchi della Lombardia e della provincia di Como, Milano e non solo.

Nel 2013 Il Rebus collabora con Filadelfo Castro alla realizzazione di un demo contenente tre brani

e seguito dall’uscita di un nuovo video del singolo “Scie” presentato sempre al Tambourine di Seregno.

Il 6 dicembre 2014 esce il singolo “Avere trent’anni” che precede l’uscita del disco “A cosa stai pensando?” nato dalla collaborazione con Max Zanotti.

LINE UP

PAOLO GHIRIMOLDI: testi, voce, chitarra acustica

DANIELE MOLTENI: chitarra elettrica

CRISTIAN OBERTI: basso

FABIO ZAGO: batteria

  

CONTATTI

https://www.facebook.com/ilrebus

http://www.ilrebus.it/

www.twitter.com/IlRebusBand

https://www.youtube.com/user/ilRebusMusic

http://ilrebus.bandcamp.com/

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