Archive | September 2015

“ORA PUOI” è il terzo singolo estratto dal nuovo album “TIMIDI OCCHI NERI PER DOLCI OCCHI CHIARI” del cantautore GIUSEPPE VORRO

Il brano parla dello stato d’animo di un uomo della working class (“potrebbe essere mio padre”) che arriva all’agognato periodo di riposo tanto sognato e un po’ temuto perché comunque segna la fine della parte di vita più energica e combattiva.

Ci si volta indietro controvoglia per fare un bilancio di quello che è stato e di quello che si è stati costretti a fare per vivere o forse sopravvivere, più forte, però, è la voglia di guardare avanti finalmente più liberi per potersi curare un po’ più di se’ stessi.

Uno spaccato su un’epoca che forse comincia a perdersi. Un’altra sconfitta?

Per la registrazione ci si è avvalsi della collaborazione di Lele Battista per i cori, le tastiere e l’orecchio produttivo.

L’album Timidi Occhi Neri Per Dolci Occhi Chiari da cui il singolo è tratto comprende 10 brani e richiama il vissuto dei propri genitori attraverso il filtro dei ricordi e di ciò che si è diventati, nel bene e nel male, anche per l’educazione ricevuta, l’esempio avuto, lo stato delle cose in cui è stato necessario coesistere. Un volo a planare su vite intrecciate che si sono amate e graffiate. Un lavoro lungo 7 anni per problemi materiali non certo di ispirazione.

BIO

Nato a Milano a novembre. Studi di chitarra jazz e violino da autodidatta a partire dall’età di 14 anni. Ai primi studi musicali subito si è affiancata la scrittura di canzoni sia dal punto di vista dei testi che della musica.
L’impulso decisivo alla ricerca compositiva lo ha avuto con la scoperta del genio di Lucio Battisti nel periodo della seconda metà degli anni settanta. Una intensità di influenza mai venuta meno e sempre arricchita di nuovi risvolti. Il caso ha voluto che come suo vicino di quartiere abitasse Alberto Radius, stretto collaboratore di Battisti, che Giuseppe Vorro conobbe approfondendo negli anni l’amicizia. Le sue prime esperienze come chitarrista in band pop rock risalgono alla fine degli anni settanta con proposizioni di brani di Lou reed, Dire Straits, Rolling Stones, Queen e primi tentativi di composizioni personali.

Conclusa questa esperienza nei primissimi anni ’80 seguono anni di elaborazione personale, sul fronte della ricerca di una propria dimensione compositiva. Situazione anche un po’ costretta dalla mancanza di tempo da dedicare alla dimensione gruppo, in seguito a impegni di tipo universitario.
Nella seconda metà degli anni ’80 riprende la voglia e la possibilità di suonare in band. E’ la volta del gruppo Slep, gruppo tra il pop, il rock e la canzone italiana d’autore e non. Una band a suo modo sperimentale, che iniziando dalla proposizione di cover per la maggior parte italiane sbarca su una propria dimensione compositiva, miscuglio tra diversi input musicali tanti quante le influenze che ciascun componente del gruppo portava. Diversi concerti in locali e in manifestazioni estive. Diverse registrazioni demo. Progetto infine conclusosi con la registrazione del brano Veleni nella compilation Malambro prodotto dal comune di Cologno Monzese con la direzione artistica di Mino Di Martino ex Giganti.

Con qualche superstite del gruppo inizia un girovagare, per un paio di anni circa, tra un’esperienza e l’altra.. Ancora sperimentazioni in diversi gruppi, esibizioni live (tra cui una al Rolling stones di Milano) e qualche registrazione di demo.

Inizia l’esperienza solista di cantautore che sfocia nel 1995 con il CD autoprodotto “In Fede” realizzato con la collaborazione di Niccolò Lapidari che qualche anno dopo partecipa all’album della Vanoni, Argilla, come paroliere.
Lavoro solitario poi nel proprio piccolo studio di home recording provando e riprovando colori, atmosfere musicali, testi e coltivando la voce. Diversi pezzi hanno preso forma e sostanza da questa esperienza conclusa poi nel maggio del 1999. Nei primi mesi del 2001 il risultato di questa esperienza nel secondo CD autoprodotto “Perlatangente”.
Registrazione con una band pop-rock di un Cd dal titolo “.exe” nel 2002. Inoltre singolarmente un’altra raccolta di brani scritti negli anni novanta, che vede la luce nella primavera del 2006 dal titolo “ Se mi trovo così”. In seguito un altro cd dal titolo “Abbandonati” col gruppo realizzato nell’anno 2007.

E ora pubblicato da pochi mesi il nuovo cd in formato trio pop rock dal titolo “Timidi occhi neri per dolci occhi chiari”.

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“BABILONIA” e’ il nuovo singolo del collettivo dub all sense CHE ANTICIPA l’album “bro” COPRODOTTO CON la 4Weed Records IN USCITA IL 27 NOVEMBRE

Babilonia” è un brano dedicato a chi ha lottato per un mondo migliore e non c’è più: per la particolare occasione intervengono Zulù dei 99 Posse e Treble, ex voce e fondatore dei Sud Sound System

Il pezzo nasce dal’ esigenza di realizzare un “manifesto“ sociale nel quale si guarda ad un passato romantico e ribelle dove l’identità e la dignità erano un pilastro fondamentale di ogni uomo e di ogni donna che guardavano ad un altro mondo possibile riflettendo oggi invece su come “Babilonia“ abbia preso il controllo sulla vita di ognuno di noi, facendoci dimenticare i motivi per il quale volevamo un mondo diverso da quello in cui viviamo oggi!

Artisti che non parlano più di realtà, ragazzi che inseguono false promesse politiche, obiettivi che mirano a crescere il proprio profitto ignorando completamente tutto ciò che accade intorno… non è questo il mondo che vogliamo!

BRO” è un disco caratterizzato da numerosi ospiti e vanta la collaborazione di un’eccellenza della produzione dub mondiale, Neil Perch (Zion Train), che ha curato mix e mastering. Il sound è curato da Dubline, produttore e fondatore del progetto DAS.

L’album si compone di 12 tracce ed è arricchito da numerosi featuring da ogni angolo del mondo: da Los Angeles alla Grecia, dal Messico all’Inghilterra fino ovviamente all’Italia.

Gli ospiti di “BRO” sono: Mr.Williamz, Speng Bond, Marina P, Zulù (99Posse), Treble Lu Professore, Luca (Polina), MrDill Lion Warriah, Mc Baco, Fikir Amlak, Fleck, Virtus & JanahDan, TadeoMan.

Il disco è stilisticamente vario e abbraccia molte sfumature della bass music. Impregnato del background dub/reggae con elementi mediterranei dei Dub All Sense, “BRO” è caratterizzato da variazioni sul tema improvvise e spesso sperimentali, come Uk stepper, digital rubadub, echi profondi e ricercate strutture in chiave EDM, ipnotici ritmi dubstep, trip hop, sfacciata jungle.

BRO” è un gergo della subcultura di questo secolo, forma abbreviata della parola ‘brother’, fratello. L’universalità di questa sillaba, esaustiva nel suo stesso essere, è una forma di connessione immediata, di superamento di ogni barriera, di provenienza, colore o razza.

BRO” è inclusivo, è un farne parte, un accogliere, un miscelare esperienze, attimi, passioni. Questo album prende forma nella commistione di talenti, idee creative e generi in un melting pot musicale figlio legittimo dell’era in cui viviamo; un mix sapiente di tradizione e innovazione che non preclude alcun percorso, ma che tende ad accoglierlo in sè per rivelare una sola ed unica anima.

Da sempre per il collettivo DAS la musica è mezzo di cambiamento e di rivoluzione culturale ed è per questo che in “BRO” c’è ampio spazio per liriche incentrate su scottanti temi sociali cosi come è consistente il numero di tracce nate per far ballare l’ascoltatore dal vivo. Questo lavoro può considerarsi un punto di arrivo e contemporaneamente di partenza, un album maturo che guarda alla cultura dei sound system con rispetto, con più di una produzione con quel particolare “taglio”.

La copertina di “BRO” è stata disegnata dal writer Carmine Foschino aka Korvo, la grafica è stata affidata al talento di Luca Tramma.

Il disco uscirà per l’etichetta 4Weed Records e sarà supportato da RedGoldGreen di Roma e l’ufficio stampa L’Altoparlante di Milano.

BIO

Lo scenario è quello di un periodo storico segnato da forti tensioni sociali, dal fermento creativo, dall’innovazione in ambito musicale che segna il progressivo affermarsi dell’elettronica, scomposta in varie forme e differenti generi.

Nel 2008 il collettivo Dub All Sense nasce da un’idea di Luigi ‘Dubline‘ Telese, producer e ideologo del progetto. Il suo background artistico si compone della partecipazione come dubmaster per la band La’brosTer e dj per i sound Sativa Dub Station e Mystical Powa.

Un humus che si amalgama incredibilmente con le influenze sonore di Dubline. Zion Train in primis, prepotentemente rivoluzionari, inventori di genere, energici; ma anche Asian Dub Foundation, Almamegretta (D-Rad), Massive Attack e l’inafferrabilità dei loro suoni, la loro difficile collocazione in un preciso genere musicale, un’anima mediterranea marcata e una ricerca musicale continua.

Il primo lavoro discografico prende il nome di ‘Follow the Lion‘. Pubblicato nel 2009, il disco vede la partecipazione di Madaski (Africa Unite, Dub Sync) e Paolo Baldini (Alambic Conspiracy, BR Stylers) alla produzione artistica. Collaborano nomi come il batterista Alex Soresini (Africa Unite, Alborosie, Reggae National Tickets) e il rapper Clementino. Partecipa in maniera incisiva alla produzione il percussionista Enzo ‘JamOne‘ Daddio, che entra attivamente nel collettivo DAS. L’album riscuote un ottimo riscontro nazionale ed internazionale, le sonorità calde e la dimensione analog/digital viene percepita nel modo giusto da critica e pubblico. Neil Perch, fondatore degli Zion Train e della label Deep Root, decide di pubblicare su vinile 7pollici il singolo ‘Afrika‘, cimentadosi in un remix della traccia che ne valorizza esponenzialmente il già ricco potenziale.

Questo primo contatto e il feeling nato dai due produttori nelle numerose volte in cui si incontrano live, pone le basi per una collaborazione duratura. Infatti il 2011 è l’anno di ‘Goodbye Riot‘, prodotto da Dub All Sense con la supervisione di Neil Perch, che ne cura il mix e il mastering. La crescita artistica del collettivo DAS è netta e progressiva, le tracce sono più mature e personali, arrangiante e composte interamente da Dubline. Arricchiscono questa nuova produzione voci nazionali ed internazionali del panorama dub/reggae. Marina P, Fitta Warri, MrDill Lion Warriah, Longfingah, Mc Baco, Sista Kinky, sono solo alcuni dei nomi che rendono ‘Goodbye Riot‘ un album ricco di tematiche e di sonorità innovative che immergono l’ascoltatore in un mondo, un ambiente avvolgente, a tratti futuristico. Come successo per ‘Follow the Lion‘, anche in questo caso Neil Perch estrae un singolo ‘Collieman‘ e lo produce su 7pollici per la sua etichetta Deep Root. La copertina dell’album è finemente curata dall’artista Alice Pasquini. ‘Goodbye Riotrivive una seconda volta nel remix ep ‘Fear and Loathing from Dub‘. L’ep esce nel 2013 per l’etichetta 4Weed Records, con cui Dub All Sense stringerà una stretta collaborazione, e vede ai remix produttori come Mystical Powa, Insintesi, Dziga, I.N.D. e No Finger Nails. L’ep è impreziosito da un inedito con la singer Janis.

Il 2014 è un anno importante per il collettivo DAS sia a livello artistico che personale. Inizia una nuova avventura per il duo campano che decide di trasferirsi a Londra e respirare l’aria, le vibrazioni che tanto hanno influenzato le loro produzioni fino a quel momento.

Il processo creativo, incessante, porta ad una collaborazione con l’etichetta tedesca Lion’s Den che, in cooproduzione con 4Weed Records, rilascia l’ep ‘Rudebwoy Corporation‘ su vinile 12pollici.

In questo nuovo lavoro musicale, Dub All Sense collabora con MrWilliamz, Longfingah e MrDill Lion Warriah alla voce e con Zion Train, Jambassa e Welders HiFi ai remix.

Il singolo ‘Haffi Bun‘ feat. MrWilliamz viene scelto dal progetto GreenHouse Seed Company, ideato da Franco Loja, per la realizzazione di un videoclip. Lo storico dj inglese David Rodigan premia la traccia con più di un passaggio radiofonico su BBC Radio 1xtra.

Il drop tra il 2015 e il 2016 vedrà invece alla luce il terzo album del progetto Dub All Sense: “BRO” che segna la definitiva consacrazione, il punto di arrivo e contemporaneamente di inizio, il momento in cui abbracciare idealmente artisti che hanno ispirato il percorso musicale dei DAS, collaboratori storici della band, nuovi singers e producers.

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ONLINE IL VIDEOCLIP DI “THE KING OF MY OWN SOUL”, IL SINGOLO DI DENI BEAT ESTRATTO DAL SUO PRIMO EP “KAOS”

L’ex allievo della scuola di Amici di Maria De Filippi è tornato

con un nuovo progetto, un controverso alter ego: dice NO alle case discografiche e sceglie l’autoproduzione.

The King of my Own Soul” è il singolo che apre l’EP, l’unico brano prevalentemente pop che si discosta completamente dagli altri pezzi che invece richiamano sonorità più dance.

E’ il pezzo più contemplativo e intimo che ricrea la tipica atmosfera surreale targata Deni Beat. Si focalizza sul percorso di crescita per diventare uomo, sulla ricerca affannosa del vero significato della vita. Prefissarsi obiettivi e far di tutto per raggiungerli, cercando di superare ogni tipo di difficoltà.

 

Una piccola porzione di terra ai confini del mondo; la personificazione del bene e del male trova spazio dentro due esseri fatati che percorrono la stessa strada per poi incontrarsi alla sorgente della vita. Lì c’è l’Uomo che le aspetta, per fondersi insieme ad esse. Tutto intorno prende vita.”


Un quadro astratto con cui Deni ha voluto dipingere il suo mondo: un tripudio di colori e sfumature che spesso sfuggono agli occhi dei tanti, che si modellano e cambiano a seconda della situazione, che vediamo solo noi, perché siamo noi stessi a generarle.

Il mood del video vuole richiamare lo stile dark di Tim Burton, così come i particolari outfit indossati da Deni nel videoclip. Il cantante ha da poco aperto un popolare style blog (blog.denibeat.com), in cui raccoglie tutti gli outfit indossati nei suoi video e concerti, e si diletta a parlare di moda, stile, lifestyle..

Deni spiega così il suo album: “Kaos parte da me, l’origine di tutto. Nella mitologia greca, il caos simboleggia la personificazione dello stato primordiale di vuoto, il buio anteriore alla generazione del cosmo, da cui emersero gli déi e gli uomini e da cui tutto ebbe origine. Con questo album, voglio esprimere proprio il concetto di vuoto come stato necessario per la creazione di qualcosa di straordinario. Luce e oscurità, disfatta e rivalsa, odio e amore, sentimenti contrastanti, che mi aiutano a comporre nuove melodie ma mi opprimono se non sono bilanciati l’uno con l’altro. Kaos è sicuramente l’inizio, il mio inizio. 6 brani, 3 in italiano e 3 in inglese che parlano di me, della mia vita e rinascita artistica, del mio essere artista senza regole e compromessi, in perenne ricerca della luce” .

L’evoluzione di Deni Beat, artista sempre in movimento, lo ha portato, negli ultimi anni, ad abbandonare l’etichetta di artista di talent show per avvicinarsi sempre più a quella di cantante e producer di contaminazione pop-dance: il suo album d’esordio, Kaos, racchiude la voglia di scrivere e comunicare la sua musica, in maniera diretta e senza compromessi artistici. Il sound, mai banale, si sposa perfettamente con la passione di Deni per la melodia italiana, mixata con il beat dance, suoni tecno underground che aiutano a ricreare le atmosfere disco degli anni ’80 e ’90, ma con un tocco di modernità.

Deni Beat è la mia rinascita artistica– afferma- Il beat non è solo quel termine tecnico con cui si indica la frequenza del ritmo, ma è anche il battito del cuore, un cuore che rinasce, il mio battito, ma anche quello della natura che ci circonda, e di chi la ascolta”.

Track List “Kaos”:

  1. The King of Own Soul

  2. Nuovo Sole

  3. Compromise

  4. I met an angel

  5. Aspettando dicembre

  6. La fine del mondo

BIO

Deni Beat, nome d’arte di Denis Mascia (Imperia, 18 gennaio 1988), è un cantautore e blogger italiano.
Dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico e frequentato la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere a Genova, prende il via la sua vera carriera musicale. L’anno della svolta è il 2009, quando partecipa alla nona edizione del Talent Show “Amici di Maria De Filippi”. Grazie a quest’esperienza, e sotto il nome
di Denis Mascia, riesce a incidere e pubblicare tre singoli, “Extradolce” (2010), “Se solo fossi qui” (2010) e “Il mago dei miei sbagli” (2011), ottenendo buoni risultati in termini di successo.

Dopo un periodo di pausa, nel Novembre 2011, adotta il nome d’arte di Deni Beat e intraprende un progetto internazionale auto-prodotto, pubblicando il singolo dal mood danceForest Rain”, che ottiene attenzione dai media e dagli esperti. A seguire pubblica altri singoli, sempre caratterizzati da un’atmosfera disco-dance: “Exchange” (2012), “Diamond” (2012) e “Quando Valentina mi diceva” (2013).

A Dicembre 2014 esce “Aspettando Dicembre”, singolo che anticipa l’album di inediti “Kaos”. Il 14 Giugno 2015 esce “Kaos”, il primo EP di Deni Beat che contiene 6 tracce, 3 in italiano e 3 in inglese.

Deni è autore delle parole e della musica delle sue canzoni, e dirige anche tutti i suoi video.

Dopo un piccolo periodo di pausa dopo la partecipazione ad Amici, infatti, Deni Beat torna più forte che mai, decidendo di ampliare i propri orizzonti musicali e di rimettersi in gioco con un progetto internazionale ed autoprodotto. E’ in questo periodo che lascia definitivamente il nome di Denis Mascia, per adottare il nome d’arte Deni Beat.

Deni Beat segna la morte e la rinascita artistica di Denis Mascia, che passa da un genere melodico italiano a sonorità pop-dance internazionali.

Nel Novembre 2011 incide e pubblica il suo primo singolo, “Forest Rain” e la relativa versione remix, accompagnati rispettivamente da videoclip musicali, raccogliendo l’attenzione del nuovo pubblico e degli esperti del settore.

Il 14 Gennaio 2012 si esibisce nella data zero del suo tour ai Magazzini Generali, nota discoteca milanese, nella quale si sono esibiti anche artisti del calibro di Adam Lambert, James Morrison, Adele, Tiziano Ferro e Jovanotti. In concomitanza a questo grande evento, viene pubblicato il secondo singolo dance, “Diamond”. Il terzo singolo in uscita, intitolato “Exchange”, è cantato in anteprima durante la data zero del suo tour ai Magazzini Generali.

Nell’estate 2013 esce “ Quando Valentina mi diceva”, brano disco dance ricco di energia creato appositamente per la stagione estiva.

Il 16 Dicembre 2014 esce “Aspettando Dicembre”, singolo con video che anticipa l’album di inediti “Kaos”.

Ad inizio 2015 Deni ha aperto lo style blog Beats ‘n Boots (blog.denibeat.com), dove pubblica tutti gli outfit indossati nei suoi video e concerti, e offre una panoramica sulle tendenze di moda e lifestyle maschile. Nel primo mese di vita, il blog ha registrato più di 30.000 visualizzazioni uniche.

Il 14 Giugno 2015 esce “Kaos”, il primo EP di Deni Beat che raccoglie il lavoro di scrittura e stesura di 1 anno e mezzo, comprende 6 brani pop/dance scritti in testo e musica da Deni, apre l’album il singolo con video “The king of my own soul”.

L’EP “KAOS” è acquistabile su ITUNES:

https://itunes.apple.com/it/album/kaos-ep/id1002040604

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“KALEOIDOSCOPE”: IL NUOVO SINGOLO DEI NEW TELLA

Un inno alla speranza, guardando la vita da altri punti di vista, la stessa può essere migliore.

Il progetto New Tella nasce dall’’interesse suscitato da questi tre ragazzi, un americano e due genovesi, decisamente creativi, compositori di tutti i brani pubblicati, molto piacevoli al primo ascolto.

BIO

Nel 2010 a Genova, dal buio e lo sporco dei vicoli di una città morente, nasce l’amicizia che divenne NewTella. Max (Bostoniano) e Pietro (Genovese), compagni di classe, si trovarono con Davide (Genovese) per formare un gruppo musicale con un obbiettivo preciso: comporre e suonare i propri pezzi. Dai loro diversi gusti musicali e dalla loro fertile vena compositiva, nasce un pop-rock molto gradevole che affascina già al primo ascolto.

Nella Cantina medievale, il Bagoon, sala prove e di registrazione, nascosta nel centro storico genovese, il progetto NewTella prese vita e nel 2011 iniziò l’incisione di quello che divenne il loro primo disco, Spoon.

Nel 2012 firmarono con la BMA Music di Genova e nel 2013 uscirono online i video di tre canzoni: No Toilet Paper, Daisies, e Kaleidoscope. L’approccio a questo disco – e a tutta la loro musica – è stato di trattare ogni pezzo singolarmente, senza forzarla come parte di un insieme e senza modellarla su un’idea di “sound”. Hanno cercato di permettere a ciascuna canzone di diventare se stessa. Allo stesso modo i testi delle canzoni, che sono tutti in inglese, nascono singolarmente; sono impressioni ed atmosfere, non storie. Se Spoon ha un “sound” è da definire “vintage” o “retro”, poiché ispirato dal modo di fare rock negli anni 60 e 70 e da gruppi che più hanno rivissuto quel tipo di approccio (come The Beatles, The Police, the Clash, The Zombies, Lovin’ Spoonful, RHCP etc.).

La musica dei NewTella è spiegata dal loro motto: It’s the same old story – but with a NewTella.

I NewTella SONO:

Max Hernandez (basso, voce)

Pietro Binda (chitarra, voce)

Davide Bergaglio (batteria, voce)

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Facebook www.facebook.com/newtellaofficial?fref=ts

Managment bmamusic.com

Youtube https://youtu.be/xuLk4sHp72Q

MAPPO PRESENTA “PREGHERO’”, il BRANO Con il QUALE HA VINTO IL PREMIO LUNEZIA 2015 nella sezione “NUOVE PROPOSTE”

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L’artista spezzino ha vinto durante la storica edizione numero venti, che ha visto tra i Big premiati Fedez, Enrico Ruggeri, Nina Zilli, Dolcenera, Gianluca Grignani, Grazia Di Michele e Platìnette, gli Stadio, Giorgio Conte e molti altri. Secondo Loredana D’Anghera, direttore artistico della sezione nuove proposte, Mappo ha le qualità per una carriera musicale di profilo e originale, un talento che merita l attenzione degli addetti ai lavori. Tra i recenti vincitori del Lunezia Nuove Proposte ricordiamo “Amara”, quest’ anno approdata con successo tra i giovani di Sanremo.

Il brano nasce in un contesto buddista, inizialmente, per condividere determinazioni e speranze con altri praticanti, ma diventa subito parte integrante del repertorio di Mappo, ideato per provare a creare valore attraverso la musica.
“Pregherò” tratta il tema della preghiera (il mantra
Nam myoho renge kyo cantato anche nella parte conclusiva del brano) come mezzo per arrivare alla pace nel mondo in modo non utopico e generico, ma concretamente, poichè parte dalla pace nel cuore di ogni singola persona. Il buddismo insegna che basta una sola persona per cambiare il proprio ambiente.
Partendo da un lecito dubbio sulla meditazione, il pezzo aiuta a capire che, per cambiare realmente le cose, è importante credere profondamente nelle proprie convinzioni ed agire nel concreto.

BIO

Manuel “Hosè” Picciolo nasce a La Spezia il 15/06/1989. Sin dalla prima infanzia inizia a voler vibrare di musica. Distrugge l’udito della madre pregandola continuamente di mandarlo a lezione di chitarra, richieste che non verranno mai adempite. All’età di 13 anni, riesce a convincere l’anziano vicino di casa, chitarrista esperto, a rimettere apposto una chitarra trovata dal padre in un cassonetto dell’Arsenale. E’ l’inizio del tutto. Con la chitarra che si scorda continuamente e con il solo aiuto dell’orecchio, Manuel inizia a “tirar giù” le note di Samba pa ti ed Europa di Santana, a farsi trascinare dalle sonorità di Bob Marley, Pink Floyd, Doors e De Andrè e inizia a comporre i primi brani e poesie. Parole e voce saranno il perenne binomio della sua arte, senza dualità.
All’età di 15 anni si esibisce per la prima volta alla Dialma Ruggero, in qualità di solista. Alcuni concerti di sola chitarra e voce per poi passare ad una fitta serie di gruppi. Tra questi anche gli Oltremodo (ora Visibì), esperta band spezzina con il quale inizia a riarrangiare i brani in chiave folk, imparando sempre più a fare scorrere le dita sul manico, con gusto e precisione. Nel 2006, c’è poi una nuova importante occasione. Dopo solo 2 settimane di confidenza con il nuovo spessore delle corde, viene chiamato a ricoprire il ruolo di bassita dagli April Fool’s Day, avviata band rock&funk spezzina. E’ tempo di groove, sincopi e lavoro duro dietro le quinte. Ed è proprio con questa formazione che arrivano i primi traguardi importanti: calcare il palco del Jux Tup, esibizioni regolari e il primo concorso vinto (rock contest di Carrara 2008 con l’incisione del primo CD ufficiale, uscito per la RC MUSIC RECORDS ). Intanto “Hosè” continua a crescere, in maniera ancora autodidatta, continuando a comprare e ricevere strumenti diversi. Ed è proprio in questo processo di continua esplorazione che crescono anche le sue qualità compositive, grazie alla maggiore conoscenza di timbrica, estensione e possibilità di ogni singolo strumento “carezzato”. Amore e passione continuano a crescere, in ogni singolo istante di vita.
A rendere tutto molto più indirizzato e sentito è, però, l’arrivo nel dicembre 2006 della pratica buddista nella vita di Manuel: Nam myoho renge kyo. La luce giusta nel momento giusto per trasformare il buio e creare valore anche dal fango più profondo. E sono proprio la pratica del buddismo di Nichiren Daishonin e le molteplici attività della Soka Gakkai (associazione per la creazione di valore) che rafforzano e influenzano il suo spirito originario, motivandolo a crederci fino in fondo, con la forza di vincere ogni ostacolo. E consapevole che il beneficio arriva solo quando, con sforzo sincero, cambiamo atteggiamento nei confronti della vita, ogni singolo sforzo di Manuel per trasformare sè e l’ambiente lo porta ad accogliere il primo regalo dell’universo. Nel luglio del 2010, difatti, apre il concerto a Gloria Gaynor, assieme agli April Fool’s Day e davanti a circa 4000 persone. Non è tutto qui, c’è l’occasione per sfidare ancora i propri limiti. Nel solito anno,infatti, diventa bassista dei Rush to End, con cui decide di sfidarsi a fare metal e a metterci del suo. Cavalcando il nuovo approccio con i tempi dispari e le “giovani” sonorità distorte inizia la composizione di brani inediti. La creatività scorre veloce, sulle ali dell’entusiasmo, e all’inizio del 2011, dopo aver concluso la prima demo, decidono di partecipare al Jux rock contest. E’ un’altra grande occasione per Manuel, che arrivato in finale con la band, ha la fortuna e il merito di vincere il premio come miglior bassita. Il 2011 è già anno prolifico, ma il 13 luglio, compleanno della madre, arriva la ciliegina sulla torta: gli April Fool’s Day, aprono alla Original Blues Brother Band! Roba da obla!
Nel Luglio 2014 arrivà anche il primo disco ufficiale con i Visibì, band folk spezzina, dal titolo “Giro di Danza”.
Dopo le tante emozioni è tempo di rimettersi a lavorare sui propri brani. C’è voglia di trasmettere. E dietro c’è un grande obiettivo: curare con musica e parole. Arrivare al cuore delle persone e farle vibrare di vita, quella natura meravigliosa che ognuno di noi ha dentro. Ed è proprio per questo che, su mistica segnalazione della madre, Manuel decide di chiamarsi Mappo, l’epoca malvagia in cui l’uomo può, però, ritrovare la luce intrinseca e condividerla con ogni singola persona. E nel luglio 2015 arriva finalmente il primo prestigioso riconoscimento: vincitore del Premio Lunezia per la sezione nuove proposte con il brano “Pregherò”.
E’ musica a tempo di vita. Grazie!

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Underdose: “diverso inverso” E’ IL LORO NUOVO DISCO DA CUI E’ ESTRATTO “LA SINTESI PERFETTA”

Diverso inverso” è un disco alchemico, carico di stati d’animo e sonorità contrastanti ma complementari. “La sintesi perfetta” è un brano che richiede il coinvolgimento di tutti i nostri sensi a 360 gradi. Il bello che vediamo, sentiamo, tocchiamo e gustiamo.

La Sintesi Perfetta” è l’espressione stessa della bellezza percepita non solo come un fattore estetico ma da una sintesi di emozioni e sensazioni.

Il pezzo non ha riferimenti oggettivi e non è catalogabile, ma è la personale visione di bellezza.

Diverso Inverso” non è un gioco di parole né un controsenso. E’ un’ alchimia, il risultato finale tra due estremi, due poli opposti che si attraggono e convivono cancellando il significato stesso di “antitesi”: dolcezza e rabbia, gioia e amarezza , ruvidità e armonia. Questi sono i sentimenti che scandiscono la nostra quotidianità, questi sono gli elementi che dipingono l’album, dove tutto trova un senso, dove tutto prende una nuova forma.

Suoni d’oltre oceano, decisi e potenti che si fondono in un continuo abbraccio con le melodie dettate da una voce emozionante e sostenute dal calore e l’elettricità di pianoforti e sintetizzatori. Questo mix che vede nella lingua italiana il suo naturale sfogo, nasce nel 2009 quando si formano gli UNDERDOSE.

TRACK LIST:

  1. La Sintesi Perfetta: La bellezza a 360 gradi

  2. Solamente Paura: La paura di non sapersi accettare
  3. Buon Compleanno: Il regalo che vorresti ma non hai mai chiesto
  4. Neve Su Marte: Una cartolina dal pianeta più bello e misterioso
  5. Ospiti: Una cena tra amici e nemici a base di suoni graffianti e decisi
  6. La Meraviglia Di Alice: Suoni ipnotici e immagini suggestive
  7. Melissa: Un ricordo dovuto
  8. Niente Come Prima: Parole e musica si incontrano a Dublino e niente sarà come prima
  9. Camera 206: Una camera d’albergo per una notte che aspetta il giorno
  10. Artificiale: Emozioni e pensieri nota dopo nota
  11. Ombre: Il chiaro e lo scuro, elementi dell’intero album ,si ritrovano in Ombre

ASCOLTA QUI IL DISCO: http://www.underdose.it/DIVERSOINVERSOepk.htm

BIO

Il loro impatto con pubblico e critiche è da subito importante, tanto da vedere gli UNDERDOSE calcare la scena musicale italiana da protagonisti con la vittoria del “Rock Targato Italia” edizione 2011 e con le finali raggiunte in altri contest nazionali come il Tour Music Fest e Virgin Radio Battle Of The Bands.

In pochissimo tempo gli UNDERDOSE hanno suonato su numerosi palchi italiani tra questi i più importanti ci sono prestigiosi Music Club, Lido di Venezia per Virgin Radio Contest, il palco di “Milano in Musica” e all’edizione 2015 del Rugby Sound Festival dove hanno condiviso il palco con artisti quali, tra gli altri, Caparezza e Sud Sound System.

La discografia degli UNDERDOSE vede all’attivo un EP autoprodotto dal titolo “A Mara Dolce”, edito nel gennaio 2011 contenente 7 brani. Nel 2013 presentano il singolo Neve Su Marte che è stato per mesi nei primi posti della Classifica Indie e Alternativa di Amazon e in rotazione sulle radio locali e nazionali.

La Sintesi Perfetta” è il singolo e video di lancio del primo full-lenght “DIVERSO INVERSO” pubblicato da VALERY RECORDS.

La band è composta da: Sergio Guida (voce), Andrea Cribioli (chitarra), Tony Patruno (basso), Paolo Bottini (tastiere), Stefano Colombo (batteria).

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