Archive | June 2017

GLORIA ZACCARIA “AMORE DISEGNATO” È IL SINGOLO ESTIVO DELLA CANTANTE BRESCIANA

Dopo aver partecipato a numerosi concorsi che l’hanno portata anche a guadagnarsi un Premio Mia Martini, arriva ora un brano che racconta dell’amore idealizzato.

Amore disegnato”, il singolo estivo di Gloria Zaccaria (in digital downloading su tutte le piattaforme in 240 paesi), anticipa il l’EP che sarà pubblicato nel prossimo mese di ottobre. La canzone ci racconta di una ragazza che in preda alla solitudine e tormentata da mille dubbi decide di vincere la solitudine cercando un amore che non trova e per questo se lo immagina… prova a disegnarlo nella speranza che prenda vita…illudendosi.

Il mini album sarà una raccolta di brani (sei tracce più una bonus track) che descrivono non solo l’amore verso un uomo, ma anche l’amore verso la vita e la natura. Il progetto conterrà inoltre anche una versione acustica di “Amore disegnato” che rappresenterà il lato B di un vinile a 45 giri che verrà presentato al pubblico a settembre in edizione limitata (500 copie).

Etichetta: Dielle Records

BIO

Bresciana di Collebeato.

A 12 anni comincia a coltivare la passione per la musica e avvia il suo percorso partecipando come voce solista al coro della scuola.

A 19 anni intraprende un corso di studi presso l’Accademia Lizard di Brescia che frequenta per 3 anni partecipando nel contempo a diversi concorsi canori. Da gennaio 2014 studia tecnica e interpretazione musicale dei vari generi ma soprattutto nel pop, r&b e musica leggera. Ha partecipato a numerosi concorsi canori raggiungendo sempre un ottimo riscontro e risultato.

• “Cantatour” edizione 2011, 3 vittorie di tappa e 3^ Classificata nella finalissima;

Finalista per due anni consecutivi al Concorso di Canto “Mai smettere di sognare” di Castegnato;

Finalista regionale al Concorso di Canto “Premio Eleonora Lavore 2014”;

Finalista del “Premio Canzone Italiana 2014” di Sirmione e Vincitrice del Premio del Pubblico.

Agosto 2015 breve tour in alcuni locali degli Stati Uniti, in particolar modo a Los Angeles e dintorni dove ha presentato le cover di brani degli anni ’70 e ‘80 rivisitati e reinterpretati nel suo personalissimo stile.

26 Ottobre 2015 ospite all’evento “La Vetrina dei Talenti” in Expo 2015.

13 Febbraio 2016 ospite all’Open Theatre di Sanremo.

19 Giugno 2016 protagonista della Festa della Musica organizzata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

24 Settembre 2016 Concerto di beneficienza per le famiglie colpite dal terremoto di Amatrice in collaborazione con le “Alter Echo String Quartet” presso Gardaforum di Montichiari.

21 Ottobre 2016 vincitrice del i Premio Speciale della critica Mia Martini.

Dicembre 2016 breve tour in Giappone per alcune date del suo spettacolo “Music Parade” omaggio alla musica internazionale degli anni ’80 da lei reinterpretati.

DISCOGRAFIA

2015 Dimmi se l’uomo sei tu (Singolo)

2016 Liberi (Singolo)

2016 Lui (Premio Mia Martini)

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SITO DIELLE RECORDS: www.diellerecords.it/

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VALLANZASKA “QUANDO È GATTA”

Una canzone a Kilometro-0, VeganFriendly and Cruelty Free”

Il ritmo in levare dei Vallanzaska si mescola a un sound più pop-rock, dando vita a un brano ironico e leggero che tratta l’erba in tutte le sue forme. Un viaggio scherzoso fra i luoghi comuni sul giardinaggio per affrontare il tema della legalizzazione in maniera divertente, con un ritornello che è un tipico tormentone alla “Vallanza”

In “Quando è gatta” si trovano immancabili lo ska e l’ironia, due mondi che contraddistinguono da sempre lo stile della band milanese, ma questo brano preannuncia qualcosa di più. Sonorità pop-rock e una scrittura pulita si affacciano all’orizzonte segnando un nuovo fronte della ricerca artistica dei Vallanzaska.

Il video è stato girato in un vivaio nei dintorni di Milano e racconta tra fiction e realtà lo stralunato e botanico mondo dei Vallanzaska. Una dichiarazione d’amore alla musica, alle piante e alla loro bellezza. La regia è di Davide Romagnoni.

Quando è gatta” è il primo singolo estratto dal nuovo disco in arrivo in autunno. Con “L’orso giallo” – questo è il titolo del prossimo album – i Vallanzaska affrontano il tema dell’ansia, uno dei motori del mondo contemporaneo.

Freschi dei festeggiamenti per i 25 anni di attività, la band lavora a un album che non è una “minestra riSKAldata” ed è pronta a rimettere in discussione il sound, gli arrangiamenti, lo stile, la scrittura delle canzoni, scegliendo anche un’insolita copertina firmata dal cantante.

Radio date singolo: 26 maggio 2017

Pubblicazione album “L’orso giallo”: settembre 2017

Etichetta discografica: Maninalto! Records

BIO

I Vallanzaska sono un gruppo storico italiano, pionieri della musica ska punk e attualmente una delle ska band più famose d’Italia. Attivi dal 1991, hanno pubblicato 10 album in studio e varie hit di successo come “Cheope”, “Reggaemilia”, “Boys from Comasina”, “SisisiNonono”, “Spaghetti ska” e “Generazione di fenomeni”, tutti brani ballatissimi nelle discoteche rock e utilizzati per sigle tv e colonne sonore. “L’orso giallo” è il titolo del nuovo album, in uscita per Maninalto! Records.

I Vallazaska sono: Davide Romagnoni (Dava) voce, Lucio Contini (Lucius) chitarra, Christian Perrotta (Skandi) tastiera, Luca Specchio (Spekkio) sassofono, Andrea Vagnoni (Vanny) basso, Francesco Piras tromba, Davide Bini batteria.

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ZuiN “FANTASMI” È IL DIROMPENTE SINGOLO DI LANCIO DEL CANTAUTORE ROCK MILANESE

La canzone è un incoraggiamento a seguire i propri istinti, le proprie passioni a dispetto di chi cerca di convincerti che il giusto sia altrove.

Fantasmi” è un viaggio dentro e fuori se stessi: i FANTASMI sono tutto ciò contro il quale siamo costretti a lottare ogni giorno, sono le persone che siamo costretti ad assecondare, sono le paure con le quali dobbiamo imparare a convivere. L’uomo in quanto tale è un essere insicuro di natura e ricerca nelle persone delle conferme per capire se la strada che sta percorrendo è quella giusta.

«Il FANSTASMA di questa canzone è quello che dà importanza solo al lavoro, quello che subdolamente cerca di convincerti che il giusto è in quello che lui crede sia meglio per te. Sorridi al fantasma ma ascolta la tua voglia». ZuiN

Etichetta: Volume! Discografia moderna

BIO

ZuiN è un progetto nato nel maggio 2016 da un’idea dell’ex frontman della band indie rock Ninfeanera. ZuiN è nato con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni che parlassero in prima persona. Fin da subito per ZuiN inizia un never-endig tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi come Carroponte, Parco Tittoni Desio, Santeria Social Club come supporter di artisti punta della scena musicale indipendente italiana (Umberto Maria Giardini, Alessandro Fiori, Daniele Celona, L’orso ecc.).

Dopo qualche mese di attività live e di intensa scrittura inizia la collaborazione artistica con Claudio Cupelli che inizierà a seguire ZuiN come produttore artistico e co-arrangiatore dei brani. Un cantautorato italiano graffiante, ricco di pathos ed energia emotiva si fonde con arrangiamenti moderni, una forte ricerca dei suoni tipica di produzioni anglo-americane. Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage in Santeria Social Club a Milano, un form di OFFICINE BUONE – associazione che porta musica e cucina negli ospedali di tutta Italia -, ricevendo il Premio Social per il secondo classificato assegnato dalla giuria di qualità composta da Caterina Caselli, Mara Maionchi, Alberto Salerno, Fortunato Zampaglione.

Sempre ad aprile partecipa alla finale della prima edizione del contest per emergenti “MEMO Live” ideato dalla Direzione Artistica del locale nella persona di Antonio Vandoni e da Mescal, L’AltopArlAnte, All Music Italia, MEI. Il brano “Fantasmi” farà parte della compilation digitale che raccoglie tutti i pezzi in gara dei finalisti del concorso e che sarà prodotta dalla Mescal.

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PREMIO BINDI Annunciati gli 8 finalisti: Buva, Roberta Giallo, Antonio Langone, Lorenzo Marsiglia, Mizio, Molla, Andrea Tarquini, Luca Tudisca

Il festival organizzato dall’associazione Le Muse Novae con il contributo economico di SIAE, Comune di Santa Margherita Ligure e Regione Liguria, si terrà il prossimo luglio nei giorni 7-8-9 a Santa Margherita Ligure nell’Anfiteatro Bindi sotto la direzione artistica di Zibba. Quest’anno riserverà uno speciale omaggio a Ivan Graziani nel ventesimo anniversario dalla sua scomparsa.

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Sono Buva, Roberta Giallo, Antonio Langone, Lorenzo Marsiglia, Mizio, Molla, Andrea Tarquini e Luca Tudisca i finalisti del Premio Bindi 2017.

Il Premio è uno dei festival italiani più importanti nel panorama della canzone d’autore emergente. Nasce nel 2005 da un’idea di Enrica Corsi con il contributo economico del Comune di Santa Margherita Ligure ed è ovviamente dedicato a Umberto Bindi.

Un evento formato da tanti piccoli tasselli: un appuntamento e una vetrina musicale per i nuovi talenti che si muovono nel panorama della musica e della canzone d’autore legata al territorio italiano, i quali partecipano al concorso che è il fulcro della manifestazione e che si tiene in una delle tre giornate del festival; un happening per la promozione di progetti di qualità; un’occasione per le nuove realtà musicali di confrontarsi su un palco prestigioso, davanti ad una giuria di esperti e di addetti ai lavori; un festival con ospiti di prestigio che si esibiscono nelle serate, a significare la continuità artistica tra artisti affermati e cantautori emergenti.

La storia del Premio Bindi è fortemente legata a due figure di spicco della musica italiana che sono state negli anni alla direzione artistica: Bruno Lauzi e Giorgio Calabrese, i quali hanno portato, con la loro personale storia artistica, credibilità, forza e valore ad un premio storicamente giovane ma fortemente incentrato su una passione autentica per la canzone d’autore, ritenendola parte integrante della storia e della cultura musicale del nostro paese.

Il Premio Bindi è inoltre un’occasione di incontro, di scambio e di crescita artistica per i nuovi talenti, che hanno la possibilità di incontrare, durante la manifestazione, musicisti professionisti, autori, giornalisti, critici musicali, manager, uffici stampa, promoter di eventi musicali a livello nazionale, molti dei quali presenti in giuria.

Caratteristica fondamentale del Premio Bindi è quella di non premiare una singola canzone ma l’artista nel suo complesso. Infatti ogni finalista, nella giornata dedicata al concorso, l’8 luglio, si esibirà due volte. Al pomeriggio proporrà due propri brani in versione acustica. Poi in serata, sul palco dell’anfiteatro Bindi, si esibirà con l’interpretazione di una cover di un cantautore italiano e di un proprio brano.

Le scorse edizioni del Premio sono state vinte da artisti che si sono spesso poi affermati nel mondo della musica: Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), Fabrizio Casalino (2012), Equ (2013), Cristina Nico (2014), Gabriella Martinelli (2015), Mirko e il cane (2016).

Per l’edizione 2017, la giuria del Premio Bindi sarà come sempre composta da addetti ai lavori tra i più accreditati del settore. Ecco i nomi ad oggi confermati: Roberta Balzotti (Rai); Armando Corsi (musicista); Enrico de Angelis (giornalista e storico della canzone); Stefano De Martino (Premio Lunezia); Daniela Esposito (ufficio stampa); Guido Festinese (critico musicale); Elisabetta Malantrucco (RadioRai); Lucia Marchiò (La Repubblica); Francesco Paracchini (rivista L’Isola che non c’era); Paolo Pasi (Rai); Andrea Podestà (saggista e segretario di giuria); Massimo Poggini (giornalista/direttore Spettakolo.it); Maurizio ‘Rusty’ Rugginenti (Rusty Records); Paolo Talanca (Il Fatto Quotidiano); Margherita Zorzi (saggista). Inoltre ci saranno un rappresentante per la SIAE e Roberto Razzini, Managing Director di Warner Chappell.

PARTNER DELL’EDIZIONE 2017

Il Premio Bindi sarà sostenuto dal contributo del Comune di Santa Margherita Ligure, della Regione Liguria e della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Mainpartner: Warner Chappell Music Italiana.

Partner: Rusty Records, L’Altoparlante, UnipolSai Annichiarico Assicurazioni, Gruppo Albergatori S. Margherita Ligure e Portofino, Akamu, Storti Strumenti Musicali, Spettakolo.it.

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SIMONE COSTANZO “LACRIME IN UN SOGNO” È IL NUOVO SINGOLO DEL GIOVANE CANTAUTORE SICILIANO

Un brano che fa da ponte fra l’irruenza del rap e la morbidezza del pop creando un connubio perfettamente equilibrato e pronto ad appassionare tutti i tipi di palato musicale.

Un testo nato di getto si arricchisce dell’arrangiamento del produttore Umberto Iervolino, che conferisce il plus di valore ad una canzone che si pone come obiettivo primario quello di fondere a perfezione due culture musicali spesso tenute separate, rap e pop, senza mai dissacrarle.

 

BIO

A soli 20 anni Simone Costanzo ha già maturato un’importante gavetta, prima iniziando come dj e suonando in molti locali della Sicilia orientale, ed in seguito lavorando come cantante nei piano bar e nelle serate di paese. Guadagna in seguito le semifinali di Castrocaro e la finale di Area Sanremo qualificandosi tra i primi 60. Partecipa inoltre ad ulteriori concorsi legati al Concerto del Primo Maggio che lo portano ad esibirsi anche al noto locale di Roma “Contestaccio”.

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LO YETI “LE MEMORIE DELL’ACQUA” È IL DISCO D’ESORDIO DEL CANTAUTORE BOLOGNESE USCITO IL 7 APRILE

Dall’esigenza di delineare il proprio vissuto nasce un disco che reinterpreta in chiave personale il ponte fra l’alternative rock e il cantautorato italiano.

Le memorie dell’acqua” è un percorso di auto-osservazione volto al racconto ed alla comprensione, affidato all’acqua, affinché venga da esso trasportato in modo trasparente e senza giudizio. Come in un fiume, ogni brano è un affluente che fissa le diverse sfaccettature di un rapporto: trovarsi, amarsi, cambiare, allontanarsi, tradirsi, lasciarsi. Le memorie scivolano così su chiunque ascolti, in un fluire di sensazioni personali ma allo stesso tempo universali.

L’acqua è il fil rouge che permea l’intera opera, assumendo, di volta in volta, forme e significati diversi. L’acqua è neve, lacrime, bolle di sapone, torrenti, mare. L’acqua è la persona in grado di infiltrarsi dentro di te, fino a scavare e a creare solchi. L’acqua, nel suo stato alterato più estremo, è ghiaccio, quello stesso ghiaccio da cui misterioso e dal nulla arriva Lo yeti. L’acqua infine ha una dimensione sotterranea, come quella dei canali che scorrono invisibili sotto Bologna, città che ha dato i natali all’autore e al suo progetto.

Il disco è prodotto da Angelo Epifani e registrato presso i Tup Studio di Brescia da Pierluigi Ballarin e presso i Raw Studios di Bologna dallo stesso Angelo Epifani che ne ha curato anche il mixaggio e il mastering. La musica e i testi sono di Pierpaolo Marconcini. Gli arrangiamenti sono di Pierpaolo Marconcini, Marco Milani e Pierluigi Ballarin. Nel disco hanno suonato: Pierpaolo Marconcini (Voce, Chitarra Acustica, Chitarra Elettrica), Marco Milani (Basso), Pierluigi Ballarin (Tastiere, Piano, Synth, Chitarra Elettrica), Simone Gelmini (Batteria), Daniela Savoldi (Violoncello).

TRACK BY TRACK

Santa madre dei miracoli

Un brano dalle influenze soul che parla di un tradimento, reiterato e mai svelato. La paura di essere scoperti. E il percorso di auto-perdono necessario per andare oltre, approdando a nuovi equilibri, sottolineati musicalmente da aperture di incredibile respiro e fiati evocativi.

Sotto effetto della luna

Contrasti cromatici che creano distinzioni, che accentuano le differenze, rendendole ancora più nette ed evidenti. Il bianco: della luce della luna, del manto della neve. Il rosso: delle fragole, del viso di chi non sa mentire, ma tenta ugualmente l’impresa impossibile di farlo. Colori opposti che mettono a confronto, rendendo ancora più nitide e chiare le peculiarità di ogni cosa. Una chitarra cinica e una voce consapevole.

Rita

Un fervido ritratto di donna, echi beatlesiani e cori avvolgenti: è Rita, colta nei suoi contrasti, nelle sue luci e nelle sue ombre, nei suoi giorni e nelle sue notti. Solare, brillante, fantasiosa, con la “testa tra le nuvole” e con una teoria dei colori tutta sua. Ma anche meteoropatica, fragile, testarda, con inverni gelidi tra le mani e con storie alle spalle che ha scelto di non raccontare. Da una parte c’è il percorso di una persona che cambia, rifugiandosi ermeticamente dentro se stessa, chiudendo al di fuori tutto il resto. Dall’altra ci sono la mancanza, il senso di impotenza e la nostalgia che avverte chi è stato chiuso fuori.

La canzone dell’acqua

L’acqua con il suo scorrere crea legami, con il suo flusso innesca cambiamenti. Acqua nella sua duplice veste, di purezza e trasparenza, di lineare quotidianità, ma anche di forza potente, violenta, che tutto spazza via, senza fare distinzioni.

Intrepida

La nostalgia che permea questa ballad rivela un amore forte e totalizzante ma pervaso dalla consapevolezza di trovarsi in due luoghi ed in due tempi diversi, pur essendo sullo stesso percorso, nella stessa dimensione, nella stessa storia. Lo scontrarsi con le differenze che inevitabilmente si sono create e lentamente sono cresciute, fino a divenire ostacoli che separano, difficili da sormontare. Ostacoli che ciascuno, all’interno della relazione, affronta a modo suo, con i propri strumenti. Anche con la reazione intrepida di chi, nonostante tutto, va avanti, con la “voglia di ridere”.

Amore bufalo

Il bufalo, animale possente, massiccio. All’apparenza forte, solido. Ma in questo brano, onirico e visionario, è reso vulnerabile, in preda alle contraddizioni e soggetto a mutamenti: di forma, di stato, di significato. Un brano che simboleggia il cambiamento: la sua inevitabilità, la sua continua ricerca; concetto sottolineato musicalmente dall’alternarsi di un rock ipnotico e serrato, che cede il passo ad uno stato di calma apparente dal ritmo elettronico, e a chitarre acide sullo sfondo. Primo singolo estratto.

La nostra rivoluzione

Un brano che crea distinzione tra ciò che può mutare e ciò che invece è immune al cambiamento. La canzone stessa subisce al proprio interno una rivoluzione: l’inizio delicato, intimo omaggio a Blackbird dei Beatles, cede inaspettatamente il posto ad un ritmo più incalzante, che volutamente restituisce all’immaginario i luoghi e i tempi di una generazione: una spiaggia, un falò, una chitarra, e le note di Battisti. Sonorità biografiche ispirano una melodia raffinata, che svela le grandi doti compositive dell’autore.

Anidride

Anidride carbonica rappresenta qualcosa di impercettibile, di impalpabile e silente, in grado di coglierti ed annientarti di sorpresa, nel momento più inaspettato. Potere letale su una vittima inconsapevole. Un brano sulla fisiologia dell’assenza. Perché l’accettazione di un abbandono non riguarda solo la mente, ma impatta anche sul nostro corpo, implicandone ogni parte: atomi, cuore, ossa, e al “fegato il compito più duro, mostrarsi indifferente”.

Uomo

È volutamente l’ultimo brano dell’album. Un momento per chiedere scusa alle persone che nella propria vita hanno davvero avuto significato. Il divenire adulti, uomini, avvertendo un senso di completezza, di ricongiunzione, esplicitato in un ritornello potente. Brano di chiusura e punto di arrivo dell’acqua. Meta e fine del suo lungo e tortuoso viaggio. Qui l’acqua assume la forma di una donna, capace di penetrarti all’interno, scavando, infiltrandosi, scuotendoti con impeto, fino a fondersi con la tua interiorità, invadendola. Un ciclo che si chiude in un outro sognante e malinconico.

Etichetta: SRI Productions

BIO

In una Bologna fucina di fermenti culturali, Pierpaolo Marconcini, pubblicitario classe 1983, diventa Lo yeti.

Lo yeti è un essere che vive una realtà fisica manifesta disegnata da noi, in base alle nostre esperienze, alle storie che abbiamo sentito di lui, alle immagini che abbiamo visto. Una creatura leggendaria che prende forma grazie alla soggettività di chi lo pensa, proiettando su di lui ciò che vuole vedere. Allo stesso modo la sua musica, pur raccogliendo e decodificando ricordi personali, si adatta al vissuto dell’ascoltatore lasciando spazio al significato che ognuno ne vuole trarre. Il suo eterogeneo percorso artistico e musicale gli permette di vestire ogni brano in modo diverso ed adeguato, per sottolineare l’intimità testuale e l’umore del brano stesso. Ugualmente la sua voce, avvolgente ed espressiva, lascia un’impronta caratteristica su ogni melodia. La scrittura musicale de Lo yeti, chitarrista e pianista, è ricca e mai banale, e riesce ad arrivare in maniera immediata e viscerale. L’arrangiamento e la produzione del suono aiutano a creare un’identità forte al progetto musicale.

Grazie all’apporto del bassista Marco Milani, parte integrante del progetto fin dall’inizio che ha notevolmente contributo all’evoluzione dei brani, e del musicista/fonico/produttore artistico Pierluigi Ballarin, il progetto Lo yeti si arricchisce di ritmi e forme elettroniche, archi, synth e fiati.

Nel 2016 l’incontro con il musicista/fonico/produttore artistico Angelo Epifani porta alla definitiva versione de Le Memorie dell’Acqua, disco d’esordio de Lo yeti.

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VITTORIO DE SCALZI “L’ATTESA” È IL NUOVO SINGOLO DEL FONDATORE DELLO STORICO GRUPPO NEW TROLLS

Il cantautore genovese torna in scena con un brano evocativo ispirato al suo mare e prodotto dal cantautore Zibba, suo conterraneo, celebrando i 50 anni di carriera.

Il brano, come si evince dal titolo stesso, parla dell’attesa di un ritorno: descrive una mancanza di gesti, di quotidianità, di piccole importantissime cose che insieme compongono il sentimento. Scritto su un’onda emotiva sconosciuta, la canzone nasce scrutando il mare della sua Genova, proprio là dove si vuol buttare lo sguardo all’orizzonte, ma le onde ti portano indietro malinconie. Abbinare poi i fiori – come si legge nel testo – alle emozioni, per colorarle e profumarle è un tentativo di spazzare via i rimpianti. Il brano è stato prodotto da Zibba e l’arrangiamento con la fisarmonica studiato proprio per conferire una componente evocativa.

Il 2017 segna i 50 anni di onorata carriera di Vittorio De Scalzi, ma anche di ispirazioni continue, tra musica e parole, per uno dei compositori, autori, cantanti italiani che della sua ricerca ha fatto un progresso, anzi un “prog”. Per celebrare questo importante traguardo l’artista terrà un concerto-evento con grandi ospiti presso il Teatro San Carlo di Napoli il prossimo 15 maggio.

BIO

Fondatore del complesso I Trolls insieme a Pino Scarpettini. Nello stesso anno debutta come solista, in un disco realizzato per l’etichetta discografica ARC, dal titolo “Vietato ai maggiori di pochi anni”. Nel 1967, terminata l’esperienza dei Trolls, costituisce una nuova formazione, denominata appunto New Trolls, e con questa getta le basi per una proficua carriera, caratterizzata sin dall’inizio dall’intento di concentrarsi su un repertorio inedito originale, evitando di proporre cover di artisti stranieri come ancora si usava all’epoca. Componenti del complesso oltre a De Scalzi sono Nico Di Palo (chitarre), Gianni Belleno (batteria), Giorgio D’Adamo (basso) e Mauro Chiarugi (tastiere). Nello stesso anno la band apre i concerti della tournée italiana dei Rolling Stones e suona in jam session con musicisti del calibro di Stevie Wonder.

Contemporaneamente De Scalzi si impegna nel lavoro di ricerca sulla musica popolare genovese, scrivendo in quegli anni canzoni dialettali parte del patrimonio culturale della sua città. Con la collaborazione di Fabrizio De André e del poeta Riccardo Mannerini, compone i brani del primo album dei New Trolls, “Senza orario senza bandiera”, di cui Mannerini è autore dei testi e il musicista arrangiatore e produttore. L’ LP sarà tra i primi esperimenti di concept album italiano.

Vittorio De Scalzi è autore di molte canzoni di successo della band (da “Visioni” a “Una miniera”, a “Quella carezza della sera”). Ha composto anche canzoni per Mina e per Ornella Vanoni. Tra i brani scritti per altri interpreti, quelli contenuti nell’album “Tutti i brividi del mondo” di Anna Oxa.

In qualità di tastierista e cantante dei New Trolls, De Scalzi ha partecipato a otto edizioni del Festival di Sanremo. Nell’edizione del 1996 la band partecipa in coppia con Umberto Bindi interpretando la canzone “Letti”, di cui quest’ultimo è autore con Renato Zero.

Un altro filone importante è rappresentato dal Suonatore Jones, un tour perlopiù incentrato sulle sue collaborazioni con l’amico e collega conterraneo Fabrizio De André. La relativa scaletta contiene la riproposta dell’album “Senza orario senza bandiera”, scritto con De André e Riccardo Mannerini, più altri brani dei New Trolls e alcuni brani originali dello stesso De André, che nella sua prima tournée (19751976) era stato supportato da una band composta da alcuni componenti dei New Trolls (Ricky Belloni, Gianni Belleno, Giorgio D’Adamo e Giorgio Usai).

Nel 1973 De Scalzi ha partecipato al disco collettivo “L’Arca”: le due canzoni da lui cantate sono state pubblicate poi sul 45 giri Le api/La foca con la denominazione Vittorio dei New Trolls e sul lato B canta anche Franco Gatti dei Ricchi e Poveri.

Nel 2001, in qualità di solista, supportato dall’Orchestra Filarmonica di Torino diretta da Maurizio Salvi ha realizzato un primo album dal vivo dal titolo “Concerto grosso riuscito esperimento di fusione fra rock e classica; il disco, costituito da brani di repertorio dei New Trolls è stato distribuito in allegato al quotidiano La Stampa.

Nel 2007 realizza il live “Trilogy” per i New Trolls, nel 2011 il nuovo Concerto Grosso n°3 e nel 2013 a preso parte al “Ceará Itália Festival” 2013. 

Nel 2008 ha inciso un disco realizzato interamente in dialetto genovese, “Mandilli”, pubblicato da Aerostella (l’etichetta di Franz Di Cioccio) distribuito da Edel Music.

Nel 2011 ha pubblicato l’album “Gli occhi del mondo”, realizzato mettendo in musica, con la collaborazione di Marco Ongaro, alcune poesie di Riccardo Mannerini.

Nel 2012 fa parte del super gruppo Artisti Uniti per Genova per il progetto benefico “Ora che”, brano scritto da Max Campioni, Arrangiato da Lauro Ferrarini, prodotto da Verdiano Vera e realizzato per raccogliere fondi per l’alluvione di Genova del 4 novembre 2011, che insieme a Vittorio De Scalzi vede la partecipazione di numerosi musicisti e cantanti della scena musicale genovese. Nel 2016 è ospite del tour di Renato Zero ed ha curato la direzione artistica del “Fire Music Festival” di Napoli nel 2017.

Non da ultimo, sempre in attinenza alla sua regione, De Scalzi ha firmato anche l’Inno ufficiale della Sampdoria, squadra del cuore a cui ha dedicato un album intero che, scritto nel 1991, vede tutt’oggi i giovani tifosi cantare a squarciagola “in gradinata” uno dei brani di punta del disco, “Lettera da Amsterdam”.

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