Archive | March 2018

RAMES: “MOVIMENTI E PIANI” è l’ep del rapper piemontese fuori dal 9 marzo

Una webcam sulla realtà che fotografa la vita.

Movimenti e piani” racchiude tutti gli alti e bassi della vita muovendosi statisticamente come se fosse un grafico.

«Siamo circondati costantemente da media che sfornano notizie 24 ore su 24 parlando esclusivamente di politica, speculazioni finanziarie, potere e cronaca giornaliera, “Movimenti e piani” non è altro che una lente d’ingrandimento su tutte queste tematiche che spesso vengono deviate ma che automaticamente portano l’ascoltatore alla realtà e a una propria riflessione sui problemi da affrontare». Rames

La copertina dell’album raffigura il viso di Rames associato a una telecamera che osserva il mondo e lo trasforma in musica, una vera e propria webcam sulla realtà. Affrontare i temi più cupi con positività è la sfida lanciata da Rames, con produzioni decise ma armoniose, curate e movimentate.

Rames non è soltanto un rapper bensì una webcam puntata sulla realtà: il suo focus riprende le situazioni più salienti del contesto in cui vive. La musica di Rames è adatta a chi si sente spento ed è alla ricerca di una carica di energia. Ballabile, piena di ritmo giusto per coronare le serate e allo stesso tempo meditativo e rilassante. Ascoltando i suoi brani, emergono esperienze di vita quotidiana in cui tutti ci possiamo riconoscere mescolando la fredda realtà, la leggerezza dell’esser giovani, il pessimismo e al tempo stesso l’entusiasmo per le proprie passioni con ritmiche coinvolgenti ed accattivanti.

TRACK BY TRACK

. Intro: scratch di Rames affiancato dai media che parlano di un crack finanziario di vaste proporzioni.

. Domani: assume il punto di vista dell’ascoltatore soffermandosi sull’attenzione che questi pone sulla vita reale, sul futuro e sull’ attualità.

. Io: tematiche vitali e positive che corrispondono pienamente al carattere di Rames

. Movimenti e piani: rafforza il concetto di rovesciamento sociale dove la realtà è sostituita dalla virtualità.

Pubblicazione Ep: 9 marzo 2018

Autoproduzione

BIO

Alessio, in arte Rames nasce nel 1986 a Chieri, alle porte di Torino, e si scopre fin da piccolo appassionato di musica, nel 1996 il decisivo incontro con l’hip hop. È subito amore. Rames scopre un mondo che lo appassiona. Nel 2002 esce “Zonastretta”, il primo album autoprodotto che contiene 11 canzoni, con svariati featurings, in cui Rames si affianca anche come Dj per lo scratch. Dopo numerosi live in giro per il Piemonte Rames scopre di avere ancora moltissimo da dire e si mette al lavoro per continuare a produrre nuove canzoni. Ogni giorno scrive, e negli anni, barcamenandosi con gli impegni di un lavoro faticoso, riesce a trovare il tempo per dare vita al suo nuovo lavoro, Nel 2005 inizia le registrazioni del nuovo album e dopo serate e serate in studio arriva finalmente a giugno del 2006, l’album omonimo, “Rames”, che affronta tutti i lati di Alessio, anche i più nascosti ed intimistici, e la sua visione del mondo, della musica, e dei rapporti con gli altri che ogni giorno affrontiamo. Senza mai fermarsi, lavorando alla distribuzione del disco, in rete e nei canali di distribuzione underground, con un migliaio di copie in giro e recensioni positive su riviste come Hip Hop Magazine e su webzine come Hiphopitaliano.com. Rames inizia a progettare un nuovo disco, che richiede un anno intenso di lavorazione. “Playrames” nasce dall’idea di separare il lato nero e il lato bianco dentro le creazioni del rapper, che dell’alternanza fra uno stile allegro e disimpegnato e uno stile cupo e introspettivo ha fatto una caratteristica peculiare. Nel disco appare una visione più matura dei temi già noti, compresi morte e solitudine, ma anche dei lati più vitali e positivamente aggressivi che corrispondono pienamente al carattere di rames, e alla espressività tipica di questo genere musicale. Affrontare i temi più cupi con positività è la sfida lanciata dall’album, con produzioni decise ma armoniose, più curate e movimentate. Rames viene intervistato, recensito e inserito nelle più importanti webzine hip hop italiane come: hip hop italiano, hiphoponestage, honiro, venendo anche trasmesso su Radio rai 1 segnalato da Giulio Tedeschi di Audiocoop Piemonte. Nel 2012 esce “Arriva arriva”: questo il titolo del nuovo singolo di Rames uscito su I-Tunes e sugli altri portali della musica distribuito da Primula record. Una nuova, interessante proposta che unisce sonorità hip hop e pop, in un mix coinvolgente grazie soprattutto a un ritornello accattivante che subito cattura l’attenzione e che rimane in testa all’ascoltatore. Dal 2013 in poi Rames lavora all autopromozione portando il giro la sua musica, i suoi remix e il suo nome lavorando nel frattempo al suo nuovo lavoro Movimenti e piani. Anche questo ultimo lavoro muove le attenzioni dei media che lo definiscono una web cam sulla realtà. Movimenti e piani porta Rames a essere trasmesso in radio e entrare nella classifica musicale italiana “Indie Music Like” e a scalare la classifica europea “Euro Indie Musichart” arrivando alla tredicesima posizione nelle top20.

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FURIA feat. LELLA COSTA: “GIULIETTA” è il singolo della cantautrice milanese che vede la partecipazione straordinaria dell’attrice Lella Costa

Il brano (testo di Furia e Gianfranco Fasano, su musica di Gianfranco Fasano, Marco Guarnerio e Furia) è il secondo singolo estratto dall’album “Cantastorie” in uscita a Marzo 2018.

Giulietta”, una storia reale ma purtroppo drammatica:

«La storia di Giulia, un mistero. Ritrovata morta dopo un volo giù da un cavalcavia. Suicidio o omicidio? Ancora non si sa. Ho immaginato una versione dell’accaduto. Un amore impossibile, come la Giulietta di Shakespeare. Una ballata di cui sono onorata ed orgogliosa di avere come ospite nel pezzo una Donna e un’Artista che ho sempre ammirato: Lella Costa, che mi ha fatto dono della sua inconfondibile voce nella parte rappata-recitata.». Furia

Il video è la libera interpretazione della storia cantata. Ambientato nelle campagne piemontesi e da giovani del luogo. Giulietta è innamorata di un ragazzo già impegnato. La prima delusione d’amore e il primo smarrimento emotivo. Una ballata che Furia ha immaginato con un finale triste. Il soggetto è di Luigi Albertelli. La regia è curata da Davide Bonaldo.

Cantastorie” è l’opera prima di Furia, composta da tredici brani. Il viaggio dell’artista è un contenitore di storie vere narrate come cronache poetiche, alcune di un passato glorioso, altre di ferite antiche che ancora si aprono nel presente: di bambini e donne di ogni strato sociale, traditi nella loro essenza e negli affetti da chi si fidavano. Ma sono anche riflessioni sulla frattura necessaria e naturale che si è formata nei rapporti tra uomo e donna, e di come il ribaltamento dei ruoli e del potere nella coppia porti a conseguenze non sempre prevedibili. E la mutevole posizione della donna di oggi, tra ironia, sogni e speranze.

Furia è una moderna cantastorie che supporta le sue parole e la sua musica con narrazioni visive che sono spaccati di realtà in cui lei è la voce narrante, un Io che osserva da vicino laccaduto, restituendoci una cronaca poetica dei fatti, delle gesta e dei sentimenti della generazione di oggi e del passato.

La possibilitàà di creare un messaggio di speranza è rappresentata dalla presenza a fianco di Furia, del Maestro Luigi Albertelli in veste di produttore e manager, che vuole gettare un seme di speranza nella produzione musicale italiana ed internazionale. Una condivisione e un incontro tra la giovane cantautrice e il paroliere di lungo corso, con storie nuove, per raccontare che sullautostrada dellomologazione c’è sempre unuscita in direzione della libertàà.

La cantastorie ha scelto di presentarsi vestita alla Corto Maltese perché, oltre ad amare il famoso personaggio di Hugo Pratt, si identifica nella sue storie avventurose, come avventurosa è la vita di tutte le donne, che come il marinaio ribelle diventano antieroine per eccellenza. Il viaggio di Furia è un contenitore di storie vere narrate come cronache poetiche, alcune di un passato glorioso, altre di ferite antiche che ancora si aprono nel presente: di bambini e donne di ogni strato sociale, traditi nella loro essenza e negli affetti da chi si fidavano. Ma sono anche riflessioni sulla frattura necessaria e naturale che si è formata nei rapporti tra uomo e donna, e di come il ribaltamento dei ruoli e del potere nella coppia porti a conseguenze non sempre prevedibili. E la mutevole posizione della donna di oggi, tra ironia, sogni e speranze.

Radio-date singolo: 2 febbraio 2018

Pubblicazione album: marzo 2018

Produzione: Luigi Albertelli

BIO

Furia, nome d’arte di Tania Furia, nasce a Milano. Dal 2010 inizia la sua carriera artistica avvicinandosi prima alla musica jazz poi alle cover di musica pop italiana e straniera. Si esibisce in diversi locali, festival e teatri italiani. Nel 2011 partecipa alle selezioni di X Factor 5. Viene eliminata agli Home Visit. Questa la gavetta di Furia, simile a tante ragazze che vogliono inserirsi nel mondo della musica italiana. Ma finalmente nel 2015, proprio in un teatro, avviene lincontro con uno dei più grandi autori che ha segnato la musica italiana, il Maestro Luigi Albertelli, che diventa suo produttore e manager. Con lui nasce uno splendido sodalizio artistico che porta Furia a far emergere le sue qualità di autrice. Insieme decidono di usare come nome d’arte solo il cognome, Furia. Che caratterizza perfettamente il suo carattere. Ed inoltre, il destino vuole che sia anche il titolo di uno dei successi del Maestro, Furia il cavallo del west. Grazie all’insegnamento di Albertelli si scopre e diventa una vera cantautrice completa. Ma Furia in effetti è una cantastorie, le tematiche dei suoi testi sono la cronaca di storie vere e della situazione socio-culturale italiana attuale. Prendendo spunto dalla tradizione dei cantastorie che si avvalevano di cartelloni su cui veniva disegnata la storia che narravano, Furia utilizza installazioni video che l’accompagnano nella sua esibizione vocale. Indossa una divisa alla Corto Maltese, personaggio famoso del fumetto italiano, da lei amato e scelto per rappresentare la sua idea di donna: l’antieroina. Questa la sua originalità che la contraddistingue rendendola unica nel panorama musicale italiano. L’album dal titolo “Cantastorie” di prossima uscita, nella primavera 2018, è composto da undici brani inediti. Il singolo di lancio è il brano “Tu sei mio”.

Dal maggio 2017 è in scena con lo spettacolo itinerante “E lasciami gridare” di e con Luigi Albertelli, dove interpreta i grandi successi dei 50 anni di carriera del Maestro.

Nell’Ottobre 2017 è ospite a TV2000 nel programma in diretta “Bel tempo si spera” con Luigi Albertelli. In questa occasione presenta in anteprima il suo progetto.

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COMELINCHIOSTRO: “FACILE” è il nuovo singolo del cantautore del Montefeltro

Il brano che viaggia fra indie-pop italiano, pop elettronico e pop anglosassone fa parte dell’album “Di che cosa hai paura?”.

«“Facile” è il cammino interiore che affrontiamo attraverso le nostre emozioni, i nostri sogni e le nostre paure. Un sentiero, questo in fondo è la nostra vita: lungo, corto, in salita, in discesa, può essere in molti modi, ognuno ha il suo, ma sempre di andare si tratta. C’è un mondo da scoprire davanti a noi, bisogna soltanto continuare a camminare senza avere paura delle difficoltà e soprattutto non avere fretta di arrivare. Tutto sommato alla fine ci rendiamo conto che è più facile di quello che sembra». COMELINCHIOSTRO

Il brano, pur strizzando l’occhio all’indie-pop italiano (Stato Sociale, Appino), è fortemente contaminato dalle atmosfere sognanti ed eteree tipiche del pop elettronico del nord Europa (Sigur Ros) e dal pop di matrice anglosassone (Matt Corby, Damien Rice) soprattutto per quello che riguarda il modo di usare la voce.

Di che cosa hai paura?” è il disco d’esordio di COMELINCHIOSTRO. Otto tracce prodotte insieme a “Livio Boccioni” che conducono ad un viaggio dentro il cuore dell’essere umano, alla ricerca di se stessi e degli altri, senza alcuna certezza di poter tornare con delle risposte. Il progetto musicale, nasce e si sviluppa insieme al progetto grafico tanto che le due cose si influenzano a vicenda. Il disegno a carboncino (Violoncello) e l’uso dei colori ad acquerello (Acquatic Synth e Delay) si materializzano nelle sonorità del disco; il terzo brano (Disegnerà) è in parte dedicato a questo connubio poiché infondo l’arte è un’esperienza globale.

Un disco in movimento: a volte un movimento estremamente fisico che conduce fin quasi al ballo, a volte invece soltanto emotivo, piccolissimo e misurato (solo per far battere il cuore) come un respiro.

Pubblicazione album: di prossima uscita

Parole e Musica di Comelinchiostro

2018 Comelinchiostro

Produzione artistica – Livio Boccioni e Comelinchiostro

Registrato e Missato da Livio Boccioni al “The Convent Recording Studio” di Sant’Angelo in Vado (PU)

Mastering – Claudio Pisi Gruer al “Pisi Audio Mastering Studio” di Roma

Videomaker – Comelinchiostro

Vocal Coach – Davide Piludu Verdigris

Artwork – Sabrina Sideri

Hanno Suonato:

Violoncello – Daniela Savoldi

Chitarra Elettrica e Basso Elettrico – Livio Boccioni

Pianoforte, Tastiere e Synth – Alessandro “Mr Poto” Esposti

Tromba – Enrico Lupi

Batteria – Gabriele Mohamed Galal

Chitarra Acustica e Voce – Comelinchiostro

BIO

Comelinchiostro (Giorgio Bravi) è un cantautore del Montefeltro. Influenzato dal Teatro Canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, dal Folk e dal cantautorato italiano ma fortemente contaminato dal Pop elettronico del nord Europa e dall’indie-pop italiano. Inizia a scrivere all’età di 14 anni (canzoni, racconti e poesie) ma nel frattempo si appassiona al teatro di strada e alla commedia dell’arte maturando esperienze da attore e da regista. Con “La Bottega del Rumore Nobile” di cui era il Front Man, mette in fila più di 700 live, un disco (“L’isola dei Conigli”, 2010) e un singolo (“Il Baule”, presentato nel 2015 al Mamamia di Senigallia). Nel 2017 esce il Primo singolo da solista (Chissà) tratto dall’album “Di che cosa hai paura?” di prossima uscita.

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ALESSANDRA BECELLI: “QUANTE VOLTE” è il singolo che anticipa il suo progetto discografico di prossima uscita

Una storia agrodolce ma romantica prende vita nel brano proposto dalla raffinata interprete pop.

La cantante umbra Alessandra Becelli torna sulle scene con un nuova etichetta discografica – la milanese “La Compagnia di Donidà” – dopo aver raccolto consensi di pubblico e critica con l’EP di debutto “AliBi”. Lontana da TV e talent show Alessandra è riuscita comunque a mettersi in luce grazie al suo talento di interprete. Il nuovo singolo in uscita il 2 marzo 2018 si intitola “Quante volte” e presenta non poche novità rispetto al sound di AliBi. L’influenza del mixaggio di Matteo Caretto “italiano di Los Angeles” si fa sentire nelle sonorità made in USA asciutte su un prodotto pop italiano. Il mood dominante è quello dei sentimenti:

«Vivere ognuno la propria vita cercandosi ancora, come se ogni storia finita componga un puzzle che è poi la nostra identità». Alessandra Becelli

“Quante volte” è stato scritto per lei da Andrea Pantano, Dario Bonelli, Paolo Gianfredi ed è il primo singolo del nuovo disco che si preannuncia pieno di sorprese musicali interessanti. Gli arrangiamenti sono di Max Satta e Fabrizio Foggia. La produzione artistica Max Satta.

 

«Questo nuovo progetto parte dall’idea di voler tornare in campo, di vivere la mia musica da persona “nuova”, arricchita da nuove esperienze che hanno segnato un traguardo importante per la mia vita. La voglia di rimettermi in gioco e far conoscere agli altri ciò che sono o, per chi già mi conosce, farmi riscoprire. La musica per me è sempre stata la mia forza, la mia vita, la mia ancora, il mio strumento per comunicare qualcosa che a volte a parole sembra difficile dire. Questo progetto vede nuove ed interessanti collaborazioni con artisti di esperienza come Massimo Satta, autori come David Poggiolini e tanti altri che stanno credendo in me e lavorano sodo per realizzare tutto ciò. Fare musica oggi non è semplice, ma come dicono Ramazzotti e Bocelli “musica è guardare più lontano e perdersi in se stessi”. Ed è proprio questo perdersi in se stessi che mi spinge a non fermarmi nel fare musica, la mia musica». Alessandra Becelli

Etichetta discografica: La Compagnia di Donidà

Radio date: 2 marzo 2018

BIO

Umbra di nascita, Alessandra Becelli è un’interprete pop raffinata, dalle sfumature vocali calde e gradevoli. Appassionata d’Arte, si è laureata con lode in Scienze e Tecnologie della Produzione Artistica scrivendo una tesi sulla video arte. Dopo la laurea ha lavorato, come costumista, in Teatro (“Gli innamorati ‘50” dell’attore e regista Riccardo Leonelli), nel Cinema (“Lezioni di Cioccolato” con Luca Argentero) e in diverse Fiction Rai tra cui “Gente di Mare 2” e “il bene e il male”. Ma è l’amore per la Musica a prendere poi il sopravvento. Brucia le tappe facendosi notare in diverse manifestazioni nazionali. Alla sua prima partecipazione a Sanremolab nel 2009 giunge tra i primi 20 classificati con un brano piano e voce scritto per lei da David Poggiolini e suonato al pianoforte dal Maestro Giuseppe Barbera (pianista e arrangiatore di Arisa, nonché vocal-coach ad X-Factor). Risulta tra i finalisti di rassegne quali il Premio Mia Martini 2008, Premio Franco Reitano 2013 e vincitrice della tappa di Palmanova del POV Music Festival in Friuli V.G. Si diploma al CET di Mogol nel 2009 e ha modo di collaborare con autori e musicisti di rilievo. Nel 2012 apre il concerto dei Dirotta su Cuba e nel 2013 quello del cantautore Bungaro. Personalità artistica a tutto tondo, Alessandra coinvolge con la sua empatia e simpatia fuori e dentro le scene, dimostrandosi un personaggio di grande carisma. La sua pagina fan su Facebook ufficiale conta quasi 12.000 iscritti coinvolti e attenti alla sua strada musicale. Dopo l’uscita del suo primo singolo “Solo una bugia” nel 2012 sono nati altri gruppi e pagine autogestite da Fan che hanno avuto modo di apprezzarla ed affezionarsi alla sua strada musicale. Il primo singolo ottiene un riscontro di critica e di pubblico notevole, il brano è stato in rotazione in oltre 130 emittenti radiofoniche con 200.000 visualizzazioni del videoclip prodotto dalla Pennylane di Duccio Forzano (regista de “Il tempo che fa” e “Sanremo 2018”). Il suo secondo singolo, intitolato “Una meraviglia”, uscito il 21 giugno 2013 risulta nel trimestre estivo del 2013 il secondo singolo più venduto nei digital download tra gli Artisti Zimbalam Italia ed è ancora tra i brani in airplay in molte radio italiane tra cui anche a Radio Rai. “Una meraviglia” apre le porte al suo primo EP “AliBi” con 6 inediti, suonati da alcuni dei più importanti musicisti del panorama nazionale e scritti da autori come Luca Angelosanti e Francesco Morettini (già autori di Mina, Morandi, Renato Zero, Nina Zilli, Alessandra Amoroso, Emma Marrone, ecc…), in collaborazione con Maltese e con l’Artista stessa. Questo EP segna il debutto discografico dell’Artista con l’etichetta Riserva Sonora. A partecipare e sovraintendere al progetto di Alessandra c’è la firma della sua manager Amelia Milardi. Nel mese di settembre è uscito il suo terzo singolo intitolato proprio “Settembre” che ha riscontrato in pochissimi giorni un ottimo successo da parte del suo pubblico. Con la sua formazione acustica (chitarra, voce, percussioni), si è esibita in molte location proponendo le sue canzoni e cover italiane/internazionali riarrangiate e personalizzate. Dopo aver scritto nel 2016 la più bella pagina della sua vita con la nascita di sua figlia Giulia, è attualmente impegnata nella realizzazione di nuovi brani, sia come interprete che come cantautrice, per il suo prossimo progetto discografico in collaborazione con Massimo Satta, David Poggiolini e La compagnia di Donida. 

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Sito www.alesound.org

Canale Youtube https://www.youtube.com/c/AlessandraBecelliMusic

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TORCHIO: SOSTITUIBILE È L’EP DEL CANTAUTORE ALESSANDRINO FUORI DAL PRIMO GENNAIO 2018

“Sostituibile” è un EP di 4 brani intitolato “Sostituibile” in cui un sound costruito da archi e fisarmoniche con contaminazioni di elettronica pura, fa trasparire il desiderio del musicista di non accasarsi in un cliché di impronta tradizionalmente pop.

TRACKLIST

Da Lungomare – Un atto di ribellione che incita a non arrendersi mai dinnanzi agli stereotipi imposti dalla società.

La perla nascosta – Una canzone, un breve racconto sulle occasioni mancate.

Sostituibile – Ad ogni ascolto si può respirarne la malinconia e poetica ironica.

Sottosopra – E’ la musica, è la fisarmonica, è tutto ciò che resiste.

Pubblicazione: 1 gennaio 2018

Etichetta: Gin Sonic

BIO

Torchio nasce ad Alessandria, figlio e amante della provincia come del mondo. Dopo diverse collaborazioni e numerosi live con band dall’attitudine prettamente rock, in cui sfoggia il proprio lato istrionico da vero e proprio “animale da palcoscenico”, sceglie di dedicarsi alla propria creatività più profonda, costruendo brani i cui testi sono intrisi di ironia e senso critico verso le apparenti libertà umane.

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Pagina Facebook: www.facebook.com/Torchio-349550532124453/

 

REFILLA – “DUE”: fuori dal 2 febbraio l’album d’esordio della band alternative rock

Un disco di contraddizioni: dal sound alle tematiche affrontate, dall’identità non identificata al packaging innovativo.

«L’enantiosemia è una parola che significa contemporaneamente qualcosa e il suo contrario. La parola greca pharmakon ha questa proprietà, e significa sia cura che veleno. In effetti molti farmaci che abbiamo in casa potrebbero ucciderci se presi in dosi elevate, e molti veleni sono stati usati per trovare le cure di altrettante malattie. Quando cresci diventi più saggio ma ti senti anche piú confuso. Hai l’impressione che i contorni delle cose si facciano meno netti, che il bianco e il nero si confondano in un grigio indistinto che abbraccia tanti aspetti della vita: le verità sono meno certe e i cattivi sono meno cattivi di quello che credevi tu. In sostanza la vita stessa diventa una enantiosemia. Il lavoro che ti serve per vivere si prende il tempo della tua vita, mentre tu ti scopri ogni giorno più simile al genitore le cui scelte hai sempre rinnegato». Refilla

 

Questo è il concetto alla base dell’album dei Refilla ‘Due’: un disco sviluppato sui paradossi a volte tristi a volte ironici della nostra esistenza, e sulle maschere che dobbiamo indossare per recitare i nostri ruoli ambivalenti sui vari palcoscenici quotidiani. Un album di contraddizioni la prima delle quali è il packaging, curato dal designer Antonio Feroldi. Il disco, infatti, non ha la forma di un album, il supporto utilizzato non è né il cd né il vinile ma una chiavetta usb a forma di pillola, con tanto di blister e bugiardino informativo, il tutto racchiuso in un’elegante confezione in plastica trasparente concepita per essere un pezzo da collezione. In seconda battuta il suono, esattamente a metà tra elettronico e analogico. Il sintetizzatore elettronico korg ms20 crea atmosfere industriali che si contrappongono a slide guitars di stampo delta blues e batterie e percussioni elettroniche si intrecciano a piano rhodes. In terza battuta il cantato, che oscilla tra parti melodiche e virtuosismi rap.

Ecco che sia a livello semantico, che a livello sonoro, nelle grafiche e nel packaging la contraddizione si fa coerenza e diventa il fulcro della proposta artistica. Ne esce un disco non classificabile secondo la nomenclatura di genere e indubbiamente nuovo, fresco, inedito.

La pillola può essere veleno o antidoto, gabbia di ferro o via di fuga dalla realtà. Insomma, la pillola è pharmakon, nel senso etimologicamente più centrato. Non per niente il disco è infarcito di citazioni cinematografiche sui personaggi schizofrenici del pop contemporaneo che trovano proprio nella loro malattia la lucidità per cogliere le contraddizioni di una società malata (fight club, trainspotting, mr robot). Due anni di lavoro, uno per la scrittura e uno per le registrazioni, effettuate tra Bergamo e gli studi Frequenze di Monza. Due autori principali, Alessandro Zanin e Stefano Negroni, rispettivamente voce e chitarra. Due produttori artistici, Andrea Ravasio e Pietro Foresti (miglior produttore rock MEI 2016) che hanno cercato di costruire un suono intorno alle caratteristiche specifiche della band, senza cadere in omologazioni o cliché. Un album di esordio che sarebbe a tutti gli effetti il ‘secondo’ album della band, che aveva già prodotto sotto diverso nome (ma stessa formazione) un primo lavoro nel 2014 realizzando oltre 2,5 milioni di visualizzazioni su Youtube. Ragione ulteriore a supporto della scelta di ‘Due’ come titolo dell’album. Il disco esce sotto l’etichetta Neve di Andrea Ravasio, uno spin off della Discipline Records di Renato Garbo e Luca Urbani.

TRACK BY TRACK

ERA MEGLIO PRIMA

“Non è rock, nonostante le chitarre. Non è rap, nonostante i versi stretti e ritmati. Non è ‘indie’ nonostante la tematica. Non è pop, nonostante le melodie del ritornello. Vuole essere semplicemente qualcosa di diverso, senza una definizione di genere o di merito. È un pezzo che non può far altro che essere semplicemente se stesso”.

REVOLVER

“Revolver è il racconto della lotta contro se stessi: la sintesi degli opposti che si riducono, combattendo l’uno contro l’altro. Revolver è una canzone ma è anche una macchina del tempo. Ti può portare avanti, o indietro. Ti fa viaggiare nel modo in cui viaggia un bambino su di una giostra a cavalli”.

INADEGUATO

“La sensazione liberatoria di guardarsi allo specchio senza ipocrisie, senza alibi. Guardarsi dentro e ammettere a se stessi di non essere quello che pensavamo che saremmo diventati. Accettarsi e accettare che la vita si impara solo dopo esserci passati in mezzo, e non è possibile passarci in mezzo senza perdersi qualche pezzo per strada. Beata ingenuità”.

MAI STATO COSI’ BENE

“Chi ha studiato economia ha dimestichezza con il concetto di utilità marginale. All’aumentare del consumo di un bene, l’utilità marginale di quel bene diminuisce. Il primo bicchiere d’acqua è quello che ti disseta di più. E’ il paradosso del privilegio, il dramma dell’occidente, che è incapace di percepire sé stesso come parte di un élite di assoluto privilegio. Mentre milioni di persone cercano di stare a galla (letteralmente) noi siamo sulla punta della piramide di Maslow a comperare a rate piccole illusioni di social status. Siamo i sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona, diceva Tayler Durden, e non siamo mai stati così bene.”

LA PARTE PEGGIORE DI ME

“Quando il capitano Benjamin L. Willard in Apocalypse now, approda alla colonia francese lungo il fiume, la vedova Roxanne Serraut-De Marais gli dice “lei ha due uomini dentro di sé, capitano, uno che uccide, e uno che ama”. Il manicheismo che permea tutto l’album in questo brano trova la sua espressione più completa. Da quale parte bisogna farsi guidare? Da quella che uccide o da quella che ama?”

NELLA MEDIA

“’Lei non ha capito niente perché è un uomo medio diceva Pier Paolo Pasolini. Eppure la media è in maggioranza, la media decide per tutti noi, la media è democratica. In medio stat virtus. O forse no?”

VITA DA SPALLA

“La perfetta antitesi del detto ‘l’importante è partecipare’. Meglio un giorno da “cattivo” che cento da “aiutante dell’eroe protagonista”. Se quello che ti resta, alla fine, è il semplice ruolo di comparsa, la scelta migliore non può essere che evitare di far parte della storia”.

GIOCATI DAL CASO               

“Di come l’imprevedibile e l’improbabile governino la vita. Di come il tentativo di programmare, guidare, “inscatolare” la vita sia semplice tempo perso. Ogni azione, ogni gesto che segna il tracciato della nostra vita sono guidate dalla causalità. Il concetto di “scelta cognitiva” è semplice anestesia. La strada, alla fine dei conti, la conosci solo se ti volti indietro”.

VITA IN VIAGGIO

“Una, dieci, cento vite. Una dopo l’altra. In India lo chiamano Samsara. La ricerca del centro di se stessi in una continua passerella di scelte ed errori. Zaino in spalla, il punto non è la destinazione, ma il viaggio. Ma cosa succede se la destinazione sei tu?”

PARTIRE A SETTEMBRE

“Partire a settembre è una canzone che è nata dall’esigenza di raccontare una sensazione. La sensazione del distacco. Non tutti i distacchi sono necessariamente sofferti, i distacchi possono essere anche liberatori. Come quando finalmente riesci a liberarti del ricordo della tua ex. Perché a volte le cose per averle bisogna prima lasciarle andare”.

FAILURE BLVD

“La canzone che chiude concettualmente l’album. Un pezzo cinico, amaro, disilluso. Non ci sono spazi per la volontà nello svolgersi degli eventi, le cose accadono perché devono accadere. Non resta che contare gli errori, abbandonati e dispersi negli angoli della realtà. Non resta che alzare gli occhi verso le stelle e chiedere al fato cosa abbia in serbo per noi”.

Pubblicazione album: 2 febbraio 2018

Etichetta: “Neve” di Andrea Ravasio

BIO

I Refilla sono un gruppo musicale alternative rock formatosi nel 2011 in provincia di Padova e composto da Alessandro Zanin, Matteo Padovan, Massimiliano Foss e Stefano Negroni.

Inizialmente si ispirano alla scena punk italiana degli anni novanta (Peter Punk, Moravagine, Derozer) facendo largo uso di sintetizzatori, elettronica e campionatori. Nel 2012 il gruppo si autoproduce il suo primo EP di 4 brani (Made in italy) e il primo video clip (Spring Break) che raggiunge rapidamente un numero molto elevato di visualizzazioni su Youtube e apre alla band le porte dell’etichetta veneta ‘La Grande V Record’. Con il secondo singolo la band continua a veder crescere la propria fan base grazie al connubio di testi molto diretti e video espliciti auto prodotti con lo specifico obiettivo di stimolare l’interesse della rete. La conferma avviene con il lancio del primo album ‘Dovevo fare il Dj’, il cui singolo omonimo raggiunge rapidamente la soglia della viralitá fino a superare i 2 milioni di views. Con ‘Dovevo fare il Dj’ e la produzione di altri 4 video clip la band sente di aver chiuso un ciclo. Per questo dopo diverse aperture a Rumatera, Peter Punk, Piotta, date in tutto il nord Italia e un totale di quasi 3 milioni di views la band si scioglie per un giorno, e riparte con un nuovo nome, appunto Refilla, un inglesismo che prende spunto dall’atto di riempire il bicchiere in un fast food. Una metafora sarcastica all’approccio ‘usa e getta’ del marketing musicale 4.0.

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MAURO PINA con FRANCESCA ALOTTA: “ANIMA SOLA” è il duetto fra il cantautore e musicista italiano e l’interprete di “Non amarmi”

Dopo anni di lontananza dai riflettori torna a splendere la voce di Francesca Alotta in un brano che la vede affiancarsi al cantautore Mauro Pina, che negli ultimi mesi ha raccolto consensi con l’album “L’ho scritto io”. Un pezzo dove le due calde vocalità degli artisti si mescolano a perfezione in un connubio risolto in una ballad melodica italiana emotivamente coinvolgente. Il singolo era stato presentato alle selezioni di Sanremo 2018.

BIO MAURO PINA

Mauro Pina (nato a Erba – Co – l’11 giugno 1966) è un cantautore, polistrumentista e paroliere italiano. Il suo genere musicale spazia tra pop, rock & roll e soft rock.

Compone interamente le sue canzoni suonando personalmente tutti gli strumenti (percussioni, basso, chitarra, pianoforte, armonica, voce). Mauro scrive personalmente gli arrangiamenti di tutte le sue canzoni, registra tutte le voci e le interpreta con uno stile particolare.

A tre anni inizia a cantare sui brani dei dischi di papà, con il giradischi preparato dalla nonna al ritorno dall’asilo. Negli anni suona, come se lo avesse sempre avuto, ogni strumento musicale che per caso entra in casa, tra regali a lui o ai fratelli. Le sue melodie preferite sono quelle degli anni ’60. Diventa beatlesiano e lennoniano. A 13 anni è già frontman della sua prima band ed esegue le prime cover rock. I suoi mentori saranno sempre i Beatles.

Inizia presto anche a comporre, e anche durante il servizio militare la sera in camerata i commilitoni gli chiedono di suonare i suoi pezzi. La musica affianca per molti anni l’altra sua grande passione, il calcio, al quale rinuncia a seguito di un infortunio sul campo.

Sottopone le sue composizioni a diverse case discografiche ed addetti ai lavori, ma difficilmente si esibisce in pubblico, proponendole.

Nel 1995 vince premi partecipando ad esibizioni in TV locali ed inizia collaborazioni musicali.

Dal 1998, per circa un anno e mezzo, frequenta musicalmente Dario Baldan Bembo che arrangia un suo pezzo che farà parte di una compilation.

Nel 2002 conosce Lucio Dalla che si interessa ai suoi pezzi e gli propone la registrazione di un ep, (quattro suoi inediti), ma non può sostenere l’investimento economico richiesto.

Nel 2005 il suo tributo ai Beatles lo porta a Londra a registrare un disco nei mitici Studi di Abbey Road con altre 24 Beatles band italiane. In Italia, viene considerato il migliore, ad interpretare i Fab4 dalla rivista nazionale “Chitarre”.

Nel 2006 apre la sua agenzia musicale, la Dreamcastle, con la quale inizia collaborazioni per organizzazioni di concerti ed eventi musicali con comuni, enti pubblici ed artisti di fama.

Frontman di diverse band musicali propone musica rock e brani di cantautori italiani e stranieri durante le sue serate.

Il suo tributo a Lucio Battisti riempie sempre piazze e teatri e successivamente alla scomparsa dell’artista sarà la sua band a cantare e suonare durante la kermesse musicale a lui dedicata a Molteno. Sono concerti con migliaia di persone.

Nel 2014 collabora come speaker per una radio locale siciliana (Radio Carini).

I suoi pezzi “nel cassetto” aumentano e la sua vena musicale si arricchisce di esperienze e di vita. Cantautore e musicista a tempo pieno.

Nel 2015 l’incontro con un’amica d’infanzia. Lei lo sostiene nel primo progetto musicale: la registrazione di un album di inediti, e come autrice con Mauro, scrivendo buona parte dei testi delle sue canzoni.

In fine, grazie alla conoscenza di Efrem Sagrada (ex Celentano’s-Club) il sogno del progetto musicale si concretizza con la pubblicazione di un album con special guest Rosalinda Celentano, nel pezzo di punta del disco: proprio la ciliegina sulla torta. Il 15 luglio presenta insieme a Rosalinda Celentano il singolo “Sei Fantastico” al Vip Master di Milano Marittima; successivamente partecipa alla finale de “Il Cantagiro”. Il 4 ottobre presenta l’album di inediti “L’ho scritto io” presso il 55 di Milano, a cui segue la partecipazione alle trasmissioni di Canale Italia. Dal 28 al 30 ottobre sarà in Olanda e dal 31 ottobre al 1 Novembre a Londra per un tour interazionale di show-case.

BIO FRANCESCA ALOTTA

Figlia d’arte (il padre era il noto cantante Filippo Alotta), Francesca Alotta inizia la sua attività di cantante come corista in dischi di vari cantanti italiani, tra cui  Mietta, Raffaella Carrà, Marco Masini, Umberto Tozzi, e come vocalist dal vivo (Cristiano Malgioglio, Marco Armani) e come componente de Le Compilations, gruppo musicale per Domenica in nelle edizioni tra il 1988 e il 1990.

Nel 1991 vince il Cantagiro con Chiamata urgente. L’anno seguente vince il quarantaduesimo Festival di Sanremo nella sezione “Novità” con Non amarmi in coppia con Aleandro Baldi.

Dal suo primo album Francesca Alotta viene estratto il singolo Fragilità, con cui partecipa al Cantagiro del 1992.

Nel 1993 partecipa di nuovo al Festival di Sanremo con Un anno di noi e pubblica l’album Io e te, in coincidenza con la partecipazione a Domenica in come ospite musicale fissa assieme a Fiordaliso.

Segue il lancio discografico in Giappone, con una raccolta, e a Cuba, dove resta per diversi mesi in vetta alle classifiche con Yolanda, in duetto con Augusto Enriquez dei Moncada.

Tra il 1995 e il 1997 partecipa come ospite musicale fissa a Buona Domenica.

Nel 1997 esce Buonanotte alla luna, album comprendente brani già noti che hanno come oggetto la luna vede collaborazioni con Demo MorselliFederico Salvatore e Loredana Bertè, che duetta con la Alotta in …e la luna bussò.

Nel 1999 è la protagonista del musical Cenerentola di Tony Cucchiara.

Nel 2004 partecipa al talent show Music Farm condotto da Amadeus.

Nel 2009 partecipa come concorrente al 10º Festival della nuova canzone siciliana con il brano Lassami perdiri, mentre nel 2010 partecipa all’11º Festival della nuova canzone siciliana, nella categoria “Premio Sicilia”, con la canzone Amuri miu  di cui è autrice.

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Produzione: Efrem Sagrada Cell. 335/6160378

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