Archive | May 2018

IGOR LAMPIS: “IL LAVORO È UN MIRAGGIO” è il singolo che presenta il progetto da solista “NUOVO CANTACRONACHE N°4”

Una canzone che tratta il delicato tema della disoccupazione giovanile attraverso un sound scanzonato che vuole quasi infondere un senso di speranza e di reattività agli ostacoli.

Il pezzo di lancio di Igor Lampis racconta lo sconforto dei giovani che dopo anni di studio, di impegno, di fatica, restano con un pugno di mosche in mano. Non trovano lavoro, non hanno la forza per reagire, sperano in un aiuto esterno che mai arriverà. Sono consapevoli di avere le capacità per intraprendere qualsiasi attività ma si trovano isolati e persi. Passano le giornate inviando curriculum e partecipando a inutili colloqui in cui la maggior parte delle volte vengono liquidati con un semplice “le faremo sapere”. Non c’è speranza per i giovani in uno Stato che non li tutela.

L’intento della musica è quello di stemperare l’atmosferadi sconforto del giovane disoccupato. L’arrangiamento risulta in qualche modo allegro, quasi come una canzone estiva degli anni sessanta.

La chiusura del pezzo è lasciata a un lungo assolo di sintetizzatore che per qualche attimo fa dimenticare le peripezie del giovane in cerca di lavoro, ma appena il pezzo si chiude subito la mente torna alle sue sventure in cui molti si ritrovano.


L’album “Nuovo Cantacronache n°4” è il disco d’esordio da solista di Igor Lampis(membro del gruppo “Nuovo Cantacronache”che si propone, come già in passato faceva il gruppo dei Cantacronache storici torinesi, di “evadere dall’evasione”). L’artista raccoglie il testimone del rigore programmatico, del taglio narrativo, della versificazione incalzante in rima baciata, dell’osservazione acuta che si fa invettiva, tra sberleffo e dramma, declinando il tutto con un’attitudine punk che schiaffeggia in maniera provocatoria il belcanto, le buone maniere e qualsiasi deriva estetizzante per dire con schiettezza vino al vino e pane al pane.

Lampis narra con il piglio del cantastorie l’epopea sommersa della gente comune, quella che se la passa male, quella che si arrangia di lavoro in lavoro, vessata dall’opprimente assenza dello Stato. La sua è la voce del guastafeste che canta fuori dal coro: la voce di chi rifiuta l’omologazione, di chi sceglie traiettorie sghembe, di chi conosce la dolente bellezza dei margini, ben sapendo che “dai diamanti non nasce niente”. Una voce che dice la verità.

ETICHETTA: Cenacolo di Ares
EDIZIONI: Materiali Musicali / Irma Records

Radio date: 3 aprile 2018

Pubblicazione album: 20 aprile 2018

BIO

Igor Lampis (StravyPaz) è chitarrista e membro fondatore dei Punkillonis; dal 2012 ha intrapreso parallelamente la carriera solista, come necessità rivolta soprattutto ad accompagnare con musica e canto la sua attività di autore di romanzi, racconti e poesie durante i reading di presentazione. Da quel momento in poi non ha smesso di imbracciare la chitarra classica/acustica vestendo anche i panni di cantautore e traendo spunto dai grandi nomi del passato che ha sempre apprezzato. La passione per Brassense per i suoi traduttori italiani, lo mette in contatto con Beppe Chierici che insieme a Margot Galante Garrone rimetteva in piedi il progetto del Nuovo Cantacronache. È lo stesso Beppe Chierici che dopo avere assistito a un suo Live gli offre la possibilità di entrare a far parte del progetto come autore. Proposta che trova subito il favore del cantautore punk che fino a quel momento vi partecipava solo in veste di produttore e di editore. Il Nuovo Cantacronache n°4 è il suo primo disco da solista.

Per il 2018 è prevista anche l’uscita del cd Punk/Rock a nomeStravyPaz.

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GIULIA PRATELLI: “NODI” è il nuovo singolo estratto dall’album “TUTTO BENE” della giovane cantautrice toscana

Un brano che esorta a trovare la forza di superare quel limbo esistenziale che spesso ci immobilizza fra i fantasmi del passato, eludendo la possibilità di andare avanti.

«A volte ci aggrappiamo così forte ai ricordi da farci male, stringiamo nodi che ci impediscono di andare avanti, trucchiamo i momenti passati e ci ricordiamo le cose ‘come non sono mai state’. Questa canzone è la consapevolezza dei troppi nodi stretti nel tempo e del bisogno di scioglierli, per continuare a camminare.

Ho “incontrato” Giulia Maria su Instagram, grazie ad un’amica (vera) in comune e mi sono subito innamorata dei suoi ‘impulsi di carta’ e del suo modo di ricomporre colori, ritagli, immagini diverse, fino a formare un quadro perfetto. Quando abbiamo pensato a una copertina per Nodi ho capito subito che avrei voluto che fosse esattamente così e, per mia fortuna, Giulia ha accettato ed ha realizzato questa piccola opera d’arte».Giulia Pratelli

Il brano, che rappresenta a perfezione un elegante e delicato pop d’autore, è estratto dall’album “Tutto bene”.

La copertina di questo singolo è stata realizzata dalla giovane artistaGiulia Maria Cavaliere(www.instagram.com/juliabbi).

Il disco,pubblicato dall’etichetta Rusty Records, vede la produzione artistica del cantautore Zibba.I testi sono diGiulia Pratelli eMarco Rettani, tranne che in “Vento d’estate”, cover tratta dal brano cantato da Max Gazzè e Niccolò Fabi. Le musiche sono di Giulia Pratelli.

Nelll’album hanno suonato Fabio Rondanini (batterie e percussioni), Edoardo Petretti(pianoforte acustico e tastiere), Marco Bachi (basso elettrico e contrabbasso), Giulia Pratelli e Simone Sproccati (chitarre acustiche), Simone Sproccati (chitarre elettriche), Stefano Riggi (Sax) e Adam Kenny (Bouzouki).

Le tracce sono state registate da Simone Sproccati presso il Crono Sound Factory di Vimodrone (MI),mixato da Riccardo Parravicini pressoMaM Recording Studio di Cavallermaggiore (Cuneo), masterizzato da Andrea de Bernardi pressoEleven Mastering Studio di Busto Arsizio (Varese). La grafica è curata da Davide Incorvaia. Foto di Giorgia Borneto.

Edizioni Musicali Rusty Records/Museo dei Sognatori.

Dicono di Giulia Pratelli

«Tutto Bene è un gran bel disco pop italiano che […]in più di un’occasione ha giocato carte davvero interessanti, capaci di segnare il passo».Full Song

«Ecco il nuovo disco di Giulia PratelliTutto Bene, seppur giovane la sua carriera è già ricca di soddisfazioni».Musical News

«Dolce e intimo, per molta parte assolutamente fresco e rigenerante».Blog Music

«Un bellissimo pop d’autore che si pregia della collaborazione in produzione di Zibba».Loud Vision

«Bellissimo questo nuovo disco di Giulia Pratelli […]troviamo la delicatezza del pop d’autore al femminile e qualche interessante arrangiamento diverso dal solito canone pop».Blog Della Musica

«Un disco che ancora una volta porta in contatto lo scenario pop italiano alla dimensione cantautorale con quell’invincibile gusto per i dettagli che solo una donna sa esprimere».100 Decibel

«Il bello di questo Tutto bene– con la produzione artistica di Zibba – restituisce bellezza nei suoni e quel certo modo di dire le cose sfruttando il potere salvifico delle assonanze».Sound Contest

«Un gioiellino intimo, delicato e complice. Undici canzoni che si dipanano morbide, su parole poetiche cantate soavemente da una voce duttile e precisa».Grandi Palle Di Fuoco

«Bellissima voce incastonata nelle melodie più sicure. I suoni sono decisi e di carattere».DeaPress

«Nessuna ambizione di innovazione ma solo tanta personalità artistica che gode anche di ottima scrittura e buon gusto».TV Numeri Uno

«Giulia Pratelli in questo disco sembra essere proprio naturale […]non a caso musica e testi sono tutti suoi, elemento da sottolineare in un Paese di interpreti dalla voce corpulenta e l’aspetto piacente».Clap Bands Blog

«Un disco onesto e sincero che parla schiettamente al cuore ed al ricordo che si cela in esso».Onda Musicale

«Giulia Pratelli è una giovane, ma per nulla acerba, cantautrice toscana, giunta alla prova di questo “Tutto Bene” con un carnet di storie da raccontare davvero notevole». Good Times bad Times

«Questo disco è importante perché è in grado di risvegliare molte sensazioni in chi lo ascolta». LaMusicaRock.com

«“Tutto bene” è un album che ruota tutto attorno alla voce di Giulia, strumento principale dei vari brani, eterea ma al contempo forte e decisa».Mescalina

«Che profumo hanno i dischi belli? Che sapore hanno le canzoni belle? Un disco bello è un intreccio di canzoni che incuriosiscono, creano sensazioni positive e ti viene subito voglia di riascoltarlo. Ecco, il nuovo disco di Giulia Pratellidal titolo “TUTTO BENE” rientra in questa descrizione». Viva Low Cost

Etichetta: Rusty Records

Radio date: 6 aprile 2018

Pubblicazione: 12 maggio 2017

BIO

Giovane cantautrice toscana, Giulia Pratelli ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello,Marco Masini,Enrico Ruggeri. Ha vinto diversi premi e riconoscimenti: Premio Castelletto2008, secondo posto e premio F.I.O.F.A. al Golden Disc 2008(oltre a premio Radio Stop e il premio della critica giornalistica de “Il Tirreno”), premio della critica al Discanto 2008, premio della critica alGran Galà Discanto 2011, primo posto al Festival di Ghedi Cover2009, terzo posto al Festival Città del Palladio2010. Nell’estate 2009 è in tour con Gatto Panceri come supporter. Nello stesso periodo inizia una collaborazione con il musicista, arrangiatore e produttore Valter Vincenti (Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Paola Turci, Mogol, Mario Lavezzi), a cui affida la direzione artistica del suo primo album “Via!” (maggio 2012 – Rosso di Sera/EMI). Nell’estate 2011 vince il concorso “T Rumors” e partecipa alla compilation della manifestazione con due inediti: “Una margherita viola” e “Davanti a un caffè”, per l’occasione suonati e ri-arrangiati da Ferruccio Spinetti (Musica Nuda, Avion Travel). Nel 2013 pubblica due nuovi singoli, arrangiati da Marco Adami: “Piccole Donne”, scritto da Grazia Di Michele, e “Cartoline”. Nello stesso anno partecipa al tour “La mia storia…piano e voce” di Marco Masini,che la sceglie come ospite di ogni serata in tutta Italia. Nel Gennaio 2014 pubblica un’inedita versione di “Ah che sarà”, nella quale è accompagnata solamente dal bassista Luca Pirozzi. Nello stesso periodo approda all’EdicolaFiore, dove Fiorello la accoglie con grande entusiasmo. Giulia diventa parte del cast e da tre anni partecipa ai live show di Fiorello in diretta dall’Edicola, ora trasmessi su SkyUno e Tv8. Nel Luglio 2014 pubblica il singolo “Scegli il meglio” feat. Violapolvere (band pop-rock), che porta le firme di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Il 1° gennaio 2015 si esibisce nello spettacolo “Let It Beatles” a Lucca, che omaggia l’Anniversario dei 50 anni del tour dei Beatles in Italia. Il 31 gennaio la replica con un fantastico tutto esaurito. Comincia poi, sul suo canale YouTube, un appuntamento settimanale con “Musica in camera…”, dove reinterpreta grandi successi della musica italiana e internazionale, con un’ottima risposta del pubblico. Il 20 Giugno 2015 si esibisce a Firenze al concerto dedicato al World Refugee Day, insieme a Elisa, Piero Pelù, Bandabardò, Brunori Sas. A luglio 2015 partecipa all’evento “Serenata per Roma” (“Roma incontra il mondo”/Villa Ada) insieme a Dolcenera, Enzo Gragnaniello, Luca Madonia, Stag, Erica Mou. In questa occasione, Giulia duetta conZibbae da qui ha inizio una solida collaborazione: al momento è impegnata nella produzione del suo secondo album, con la partecipazione e sotto la direzione artistica dello stesso.Nel frattempo Giulia ha completato gli studi in Giurisprudenza, presso l’Università di Pisa, con il massimo dei voti. Il 13 gennaio 2017 esce il singolo “Dall’altra parte delle cose”, primo brano che preannuncia il nuovo lavoro in studio. Il 12 maggio 2017 esce l’album “TUTTO BENE”, sotto la direzione artistica di Zibba.

 

FRANCESCO CAMIN: “ABISSO” è il nuovo singolo del giovane cantautore pop che fonde musica e natura

Un sound internazionale non privo di contaminazioni, costruisce una finestra aperta, scevra di filtri e schermature, sul mondo musicale ed emozionale dell’artista trentino.

Francesco Camin-Abisso

«A volte parlando con qualcuno non riesco a dire le cose come stanno, senza fronzoli, in particolare se a questo qualcuno voglio bene davvero. Già, è un paradosso. “Abisso” l’ho scritta per me, per tutte le volte in cui non riesco a dire le cose in faccia, per tutte le volte in cui la paura mi morde, per tutte le volte in cui mi dimentico di me. Ecco, l’ho scritta per ricordarmi di me, o per provarci almeno». Francesco Camin

Le atmosfere musicali del brano sono calate in una produzione pop di stampo internazionale, con un occhio alla sperimentazione e all’utilizzo di suoni non convenzionali.

Nel pezzo sono presenti un terzetto d’archi (Jennifer Dorf, Tommaso Santini, Eva Maria Zaninotto) e una tromba (Michelle Zappini), orchestrati e diretti dal Maestro Alessandro Arnoldo. Gli arrangiamenti del brano e dell’intero disco sono curati da Roberto La Fauci (produttore di “2089”, l’ultimo singolo di Giuseppe Anastasi, autore dei maggiori successi di Arisa). Tutte le incisioni sono state realizzate negli studi “Metrò Rec” di Riva del Garda (TN) e “La Forge Creative Chambers” di Provaglio d’Iseo (BS).

Il singolo è il primo estratto dall’album “Palindromi”, in uscita l’8 giugno2018,dal packaging del tutto originale:

«Sono innamorato degli alberi, li ho studiati durante il mio percorso accademico in campo scientifico e di recente ho voluto sviluppare un’idea che li metta in luce da un nuovo punto di vista, che li veda molto più vicino a noi di quanto siamo abituati a pensare, molto più “insegnanti” di quanto siamo abituati a pensare. Credo che ognuno di noi sia profondamente connesso con ciò che lo circonda e il mio intento è ritrovare questa connessione, nello specifico appunto verso gli alberi. Con il mio disco voglio quindi raccontare questo mio amore e questa mia visione delle cose, e nel concreto sto facendo crescere nuove piante in Africa e Sud America attraverso la mia musica per dare il mio seppur piccolo contributo alla riforestazione della nostra Terra, ho poi aperto un blog e videoblogin cuiracconto le piante da un punto di vista più calato nel nostro quotidiano, cercando dei parallelismi con l’uomo. Infine all’interno del mio album ci sarà un disco di carta intrisa di semi, che germoglia davvero se messo sotto terra». Francesco Camin

Il disco è stato registrato tra ottobre 2016 e marzo 2017 negli studi “Metrò Rec” di Riva del Garda (TN) e “La Forge Creative Chambers” di Provaglio d’Iseo (BS).

PRODUZIONE ARTISTICA: Roberto La Fauci

REGISTRAZIONI E MIX: Marco Sirio Pivetti

Autoproduzione

Radio date: 7 aprile 2018

Pubblicazione album: 8 giugno 2018

BIO

Francesco Camin, 29 anni di Trento, scrive canzoni, attualmente fa il postino sulle montagne del Trentino.

Ama gli alberi e la loro vita silenziosa. È laureato in Scienze Forestali e Ambientali ma non ha mai voluto intraprendere una carriera lavorativa in quella direzione; il suo sentimento per i giganti verdi si esprime attraverso la musica che scrive, infatti da un paio di mesi ha deciso di fondere questi suoi due lati, utilizzando la sua musica come motore per un messaggio di riconnessione con la natura.Ha frequentato il corso di composizione di musica leggera al CET di Mogol, è stato vincitore del Premio Lunezia Nuove Propostee ha collaborato per un paio di anni con Michele Mondella. Ha partecipato, successivamente, alle selezioni finali di Sanremo Nuove Proposte.Nel 2015 ha pubblicato un Ep di sei brani. Nel mese di ottobre 2017 è stato finalista del concorso L’autore, il mestiere della musicaorganizzato a Milano da Edizioni Curci Music Publishing e L’Officina della Musica e delle Parole.Recentemente ha lanciato un piccolo blog e videoblogin cui racconta gli alberi, considerandoli molto più̀ che semplici organismi muti.

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LUCA BASH: “NU SHU” è il nuovo singolo estratto dal’album “OLTRE LE QUINTE”

«Essere liberi cos’è se non difendere parole che non cercano altra via oltre l’esser poesia di libertà»

Nu Shu, che letteralmente significa “scrittura delle donne”, è un brano che ridefinisce il concetto di libertà prendendo spunto dalle donne cinesi dell’Hunan, le quali, seppur sessualmente segregate e obbligatoriamente analfabete, agiscono da esseri liberi sviluppando ciò che nessuno potrà mai rubare:

«Se penso alla libertà penso al Nu Shu, la lingua delle donne cinesi dell’Hunan, tra 1000 e 600 anni fa. A loro era vietata l’alfabetizzazione. Troppo rischioso, forse… E quindi, tra loro, svilupparono una lingua, scritta e parlata, che si tramandavano da madri a figlie, da figlie a nipoti. Gli uomini non potevano capirle, e loro, seppur schiave, si sentivano libere. Perché? Forse perché, in fondo, la libertà nient’altro è che provare la dignità di vivere in quello che vogliamo nascondere, tra quei segreti che nessuno ci può strappare e nella volontà di essere noi stessi con coloro che di sicuro avranno cura di quello che sentiranno uscire dalla nostra bocca e dal nostro cuore». Luca Bash

Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:

«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash

Dicono di lui

«Intriga non poco per le continue soluzioni compositive tutt’altro che banali e mai, e sottolineo mai, ovvie».FullSong

«Luca Bash pubblica questo nuovo disco che va ascoltato con attenzione in ogni angolo del suo incede, con un suono pulito e misurato, con soluzioni di mestiere e tanto istinto»Blog Music

«Luca Bash che torna in scena con un bellissimo disco di pop d’autore raffinato e colto».Interstella

«Oltre le quintedi Luca Bash è un bellissimo pop di matrice autorale, da cantautore del grande pubblico».VentoNuovo

«Un disco che non strizza l’occhio alla bellezza industriale da main stream […] ma lascia che sia l’emozione e l’incontro delle persone a dominarne l’ascolto».Loud Vision

«Un disco sincero, quello di Luca Bash, che in punta di piedi racconta uno spaccato di vita nel modo più pop e tradizionale possibile».Clap Bands Blog

«Un lavoro intenso, lungo, istintivo che porta con se la magia di una rievocazione, della sua carriera e delle sue amicizie, musicisti e collaborazioni»Sound36

«Luca Bash […] imprime sui testi una densitàdi parole e significato che rispecchiano efficacemente il suo intento, quello di dipingere la vita a colori accesi».Eroica Fenice

«Un disco dalle mille qualità, spunti, idee, intrecci musicali a profusione».Audio Follia

«Quindici brani dal sound indie-rock che incorniciano un songwriting dalla originale cifra stilistica, impreziosito dall’apporto creativo dei vari musicisti coinvolti».BlogFoolk

BIO

Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”,che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.

Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air”e vinse diversi eventi nella realtà indie.

I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pesper iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK.Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie.Nel 2015 the duorealizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow”ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americanorendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.

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GERMANO SEGGIO: “MAD WORLD” è la rivisitazone strumentale del celebre brano dei Tears for Fears

Il musicista palermitano propone una reinterpretazione positivista di uno dei pezzi cult della storia della musica.

Mad World”nasce da una visione oniricadi Germano Seggio. L’artista nel modo che gli è più naturale, ovvero suonando la sua sei corde, trae ispirazione dal suono che lo stesso ha creato per dare vita ad una rilettura positiva del “Folle mondo” descritto da Orzabal (Tears for Fears). E’ per questo che le atmosfere create sono volutamente accoglienti, morbide e oniriche, anche grazie alla sonorità rarefatta e alle sensazioni che la sua chitarra genera, come quelle percepibili in alta quota… Il brano è stato realizzato volutamente live per ottenere il giusto mood che si crea soltanto con il giusto interplay dei musicisti. Infatti per ricreare ciò Germano ha voluto con se due amici storici del panorama musicale siciliano, Vito di Pietra (Drum)e Giancarlo Marino(El. Bass). Brano e Videoclip sono stati prodotti da Marco Amico presso gli studi Music Academy Palermo avvalendosi della collaborazione di Grafimovie.

 

“Alta Quota” è il disco dedicato interamente alle sue amate Dolomiti.L’amore sviscerato per le Dolomiti nasce dalla voglia di ricominciare a camminare dopo un grave incidente motociclistico che tiene il cantautore su una sedia a rotelle per tre lunghi anni… Germano per riconquistare la sua libertà ed autonomia ha fuso la sua passione per le Dolomiti e per il Nordic Wolking con uno stile di vita sano basato su un’alimentazione alcalina, Bio e a Km zero. Sulle Dolomiti Germano infatti individua il posto più evocativo e “giusto” per comporre la sua musica… come dice lui stesso goliardicamente “è tutta colpa delle Dolomiti”.Il cd vedrà la luce nel giugno del 2018.

Etichetta: Alta Quota

Radio date: 27 aprile 2018

BIO

Germano Seggio classe ’75 nasce e vive a Palermo. Intraprende lo studio della chitarra a 10 anni da autodidatta e dall’età di 15 anni comincia a studiare con i migliori insegnanti. Si Laurea in Chitarra Moderna presso Middlesex University e si specializza in Chitarra Jazz presso West London University.

Dal 1992 comincia a scrivere la prima rubrica di didattica chitarristica “Scuola di Note” per un inserto allegato al Giornale di Sicilia. Grazie alle notorietà data dal corso sul GDS (Giornale di Sicilia) comincia a suonare per vari gruppi Siciliani, esibendosi con repertorio di musica strumentale di sua produzione anche per manifestazioni Nazionali. Dal 1995 ad oggi ha partecipato ai seminari di Eddy Palermo, di Andrea Braido, Nguyen Le, Carl Vehreyen, Mike Stern, Robben Ford, Paul Gilbert, Marty Friedman, Steve Vai. Nel 1995 vince il premio “Miglior Musicista” in un festival organizzato da Vincenzo Mancuso, e suona al teatro di Verdura per il compositore minimalista Rhys Chatam per le 100 Chitarre. Nel 1996 tiene una rubrica di lezioni settimanali di chitarra moderna su un giornale che tratta di musica, facendo anche recensioni su un’altra testata giornalistica Regionale sulle novità degli strumenti musicali. Nel 1997 ha lavorato come dimostratore di chitarre ed effettistica presso la Ricordi di Palermo. Ha fatto da turnista in studio e live per molti artisti, partecipando anche al festival Città di Palermo con l’orchestra del Maestro Colajanni. Ha lavorato per diversi studi discografici partecipando alla produzione di CD di artisti come Eddy Palermo. Nel 1998 comincia a lavorare per alcune agenzie di spettacolo tra cui la “MG Music” di Milano e la “Media Music” di Vicenza, suonando con artisti del calibro di Paolo Belli. Parallelamente ha insegnato presso diversi centri di formazione musicale in giro per l’Italia come docente di chitarra moderna. 

Nel 1999 forma la Band “HAIR” che porta in giro un vero e proprio tributo a J. Hendrix riscuotendo grande feedback. Vince una borsa di studio indetta dal comune di Palermo che gli permette di conseguire un master Jazz presso una delle più importanti scuole Jazz della Sicilia seguito dal maestro Pietro Condorelli.  Nel 1999 Viene chiamato dalla band Nuclearte per registrare “Tale’ Tale'” negli studi della Real World di Peter Gabriel in Inghilterra, cd che verrà distribuito dalla bmg-ricordi in Italia e dalla Womad select all’estero. Con la stessa band inizia a girare per il mondo affiancando artisti internazionali quali: Susan Vega, Midge Ure, Evia, Avion Travel per il WOMAD Tour. Nel 2000 forte dell’esperienza Inglese alla corte di Peter Gabriel viene chiamato a suonare Live per l’Inglese BBC riscuotendo così successo anche a livello internazionale. Nello stesso anno instancabile Germano dà vita alla “Modern Music Academy” per la quale svolge parallelamente attività di direzione delle attività formative e di docente di chitarra. Nel 2003 vince il concorso nazionale “Emergenza Chitarre” indetto dalla rivista specialistica a carattere Nazionale “Chitarre”, rientrando nella compilation prodotta e distribuita dalla stessa. Nel 2004 vince il concorso nazionale “Chitarra appendice dell’anima” tenutosi al Blues House di Milano. Nel 2005 esce il suo primo CD da solista “Back to Life”che vede come special guest l’artista Paola Folli. Suona presentando così il suo cd, aprendo i concerti di Raf, con lui sul palco si esibisce la grande vocalist Nazionale Paola Folli. Nel 2006 i primi risultati da parte della stampa nazionale di settore come per esempio Guitar Club, Chitarre, Axe, Di più TV, Arlequins, Musik Off, Balarm, Attik Music, Guitar List, Chitarristi.comAccordo.it etc… Nello stesso 2006 il cd Back to Life, entra a far parte delle programmazioni delle più importanti radio Olandesi, Inglesi, Americane ma anche italiane tramite Radio Rai Uno. Il cd viene distribuito anche negli States ed in Giappone e venduto online tramite i più importanti portali di settore. Grazie al grande riscontro di vendite del cd Back to Life, Germano firma contratti di endorsement con Randall U.S.A. amplifications, Schecter Korea, Paul Red Smith, Marshall e Dunlop, grazie anche al distributore Italiano EKO. Divide il palco con artisti del calibro di Ricky Portera, Maurizio Solieri, Alberto Radius, Andrea Braido, Carl Verheyen, Paola Folli, Paolo Belli, Mike Stern, Scott Henderson, Paul Gilbert Steve Vai, tutti caposaldi della chitarra elettrica nel Mondo. Nel 2010 esce il suo secondo disco guitar oriented “Life Box”, disco strumentale che conferma la capacità tecnica di Germano ma pone l’accento sulle qualità compositive dello stesso. Nel 2011 la sua Accademia Music Academy Palermo fondata nel 2000 diviene l’unica scuola di musica certificata che può rilasciare Diploma e Laurea perché collegata ai più blasonati college musicali Inglesi e Scozzesi come UWS e West London University. Vince nel 2012 il Tour Music Festival come “Best Guitarist” girando e promuovendo per l’Italia lo stesso, suonando anche per il mitico “Piper”. Nel 2014 da vita ai iKalvi” band strumentale che vanta collaborazioni importanti con nomi del panorama internazionale come Jonathan Kane (Drum), Dave Soldiers (Fiddle). iKalvi hanno anche pubblicato il loro primo disco “Music 4 Highways” stampando anche in vinile. Nel 2017 Germano ha suonato per Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), Nabil Salameh (Radiodervish), Sarah Jane Morris, Antonio Forcione, e condiviso il palco con Piero Pelu’, Lorenzo Fragola, e aperto i concerti per Raf al Salina Film Festival dei Fratelli Taviani.

Instancabile compositore, Germano oggi ha in uscita il suo nuovo lavoro discografico “Alta Quota”disco dedicato interamente alle sue amate Dolomiti. L’amore sviscerato per le Dolomiti nasce dalla voglia di ricominciare a camminare dopo un grave incidente motociclistico che tiene Germano su una sedia a rotelle per tre lunghi anni… Germano per riconquistare la sua libertà ed autonomia ha fuso la sua passione per le Dolomiti e per il Nordic Wolking con uno stile di vita sano basato su un’alimentazione alcalina, Bio e a Km zero. Sulle Dolomiti Germano infatti individua il posto più evocativo e “giusto” per comporre la sua musica… come dice lui stesso goliardicamente “è tutta colpa delle Dolomiti”. Il cd vedrà la luce nel giugno del 2018 e rappresenta a sua detta il disco di svolta artistica di Germano.

Contatti e social

YouTube: Germano Seggio – GS Trio 2017

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Premio Inedito 2018: autori affermati ed esordienti domenica 13 maggio al Salone del Libro e Casa Martini

Ci saranno autori affermati come lo scrittore milanese Giampaolo Spinato (Premio Selezione Campiello 1999), con il copione teatrale Amici e nemici ispirato al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro, e il drammaturgo romano Roberto Bruni (classe 1928), il poeta ateniese Thomas Tsalapatis (Premio Nazionale per la Letteratura greca 2012), e il musicista e scrittore fiorentino Giovanni Nuti, fratello di Francesco Nuti, tra i vincitori della XVII edizione del Premio InediTO – Colline di Torino, punto di riferimento in Italia tra i concorsi letterari dedicati alle opere inedite, la cui premiazione si terrà domenica 13 maggio. E con loro anche i cantautori Francesco Chini e Giulia Pratelli, vincitori ex aequo della sezione Testo Canzone, e gli esordienti come Ines Obradovič (classe 2010 di Pula, Croazia) e il torinese Alessandro Codogno, che soffre della sindrome di Asperger ma ha un sogno, quello di diventare scrittore, che riceveranno il premio speciale “InediTO Young” assegnato in collaborazione con Aurora Penne. Mentre ai diversamente abili del R.A.F. Il Geco di Druento, Bantabà di Val della Torre e del Gruppo Appartamento di Alpignano (appartenenti alla Cooperativa Frassati di Torino) sarà attribuita una segnalazione per il racconto Clarice e l’albero magio.

A dimostrazione che il concorso talent-scout con l’obiettivo di scoprire e valorizzare autori di ogni età e nazionalità da accompagnare nel mondo dell’editoria e dello spettacolo, è dedicato alle opere inedite (in lingua italiana e a tema libero) e non agli autori inediti, che possono quindi avere già pubblicato e ricevuto premi. Con InediTO si diventa quindi editi e si può ambire a vincere altri riconoscimenti, come testimoniato dai tanti autori lanciati in queste edizioni

L’evento finale avrà inizio con un’anteprima, la presentazione del nuovo romanzo E tu splendi di Giuseppe Catozzella (Premio Strega Giovani 2014) alle ore 10.30 al Nuovo Caffè Letterario di Chieri (TO) in collaborazione con il Salone Off, che sarà seguita dalla premiazione ospitata alle ore 13 per la prima volta nella prestigiosa Arena Piemonte della Regione Piemonte al Salone del Libro di Torino e dal reading dedicato alle opere vincitrici alle ore 18 a Casa Martini di Pessione-Chieri, storica sede della Martini & Rossi.

Sarà la Giuria di qualità, presieduta dal poeta Davide Rondoni, e composta da Paolo LagazziMargherita OggeroCristiano Godano (Marlene Kuntz), Paolo Di PaoloMichele Di MauroTommaso Cerasuolo (Perturbazione), Melania GiglioEnrico RemmertLinda e Gaia MesserklingerMatteo BernardiniArianna Porcelli SafonovGiovanna Ioli, Paola Baioni a presenziare alla cerimonia insieme ai vincitori della passata edizione (Anita Piscazzi, Giorgia Spurio, Stefania Portaccio, Simone Carella, Alex Creazzi e Roberta Giallo), al direttore Valerio Vigliaturo, presidente dell’associazione Il Camaleonte di Chieri (TO) che organizza il concorso, autorità e partner del concorso, tra i quali Flavia Cristiano, direttrice del Centro per il libro e la lettura di Roma, che organizza la manifestazione “Il maggio dei libri” cui aderisce anche il premio, e Stefano De Martino, patron del Premio Lunezia, che ospiterà i vincitori della sezione Testo Canzone.

Sette le sezioni rivolte a tutte le forme di scrittura (poesianarrativateatrocinemamusica e da questa edizione anche la saggistica) e un montepremi di 6.500 euro attraverso cui ricevere contributi alla pubblicazione, partecipare a fiere, festival, rassegne letterarie, mettere in scena, produrre o diffondere radiofonicamente le proprie opere. 592 gli iscritti e ben 642 le opere pervenute per questa edizione, con il primato della narrativa sulla poesia, 32 gli autori premiati nelle varie sezioni provenienti da tutta Italia e dall’estero (l’elenco completo dell’Albo D’Onore sul sito www.premioinedito.it), 12 gli iscritti  dalla Germania, Francia, Spagna, Croazia, Polonia, Grecia, Repubblica di San Marino, e 16 quelli nati in India, Grecia, Belgio, USA, Svizzera, Spagna, Germania, Equador, Austria, Brasile, Croazia, Argentina, a conferma che il premio è sempre più internazionale. 

Il concorso è sostenuto dalla Regione Piemonte, dal Consiglio regionale del Piemonte, dalla Città di Chieri e dalla Legacoop Piemonte. Tra i partner il M.E.I. di Faenza, Film Commission Torino Piemonte, il Festival Internazionale di Poesia “Parole Spalancate” di Genova che ospiterà il vincitore della sezione Poesia e il Festival “Borgate Dal Vivo” che organizzerà un workshop di scrittura per cinque autori piemontesi under 35 iscritti alla sezione Narrativa-Racconto. 

Premio InediTO – Colline di Torino

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RITA ZINGARIELLO: “IL CANTO DELL’APE” è il nuovo album della cantautrice pugliese

Da un’operazione di crowfounding prende forma Il disco che simboleggia il momento di forte consapevolezza maturato dall’artista, tramutato in una necessaria esigenza di raccontare l’epidermico piacere di fuggire l’ombra.

Il canto dell’ape” è un disco di ampio respiro che si colora di un sound contaminato che va a supporto di una vocalità limpida e diretta.

Le atmosfere e le influenze che hanno ispirato il disco sono tante e diverse tra loro, dal pop d’autore all’indie-rock, dalla musica dub al bluegrass, con sonorità vintage e moderne insieme, dove la costante è l’uso di strumenti acustici, uniti a un utilizzo minimale dell’elettronica, intesa come strumento aggiunto. La voce “pulita” e la semplicità dei testi conducono attraverso un viaggio fatto di verità e rinascite, dove parole e melodie si contaminano con l’aria più internazionale degli arrangiamenti.

«Il disco è stato pensato a casa mia, dove spesso scrivo in solitudine per riordinare pensieri. E’ un’azione che, oltre a farmi stare bene, è diventata la mia migliore ed unica psicoterapia.

Con questo disco ho svelato a me stessa dove sono arrivata e come ci sono arrivata.

Le canzoni sono nate con più penne, una chitarra e un pianoforte. Ho riempito fogli di parole e scarabocchi.

Ai fogli che non sono finiti accartocciati è toccato di venire catalogati in uno schedario verde mela ad anelli, da cui ho poi scelto le undici tracce di questo album.

Quando sono stata convinta di liberare in volo le canzoni ho incontrato Vincenzo Cristallo, chitarrista amico, con cui ho condiviso l’avventura dei live del mio album precedente, “Possibili percorsi”, e a cui ho deciso di affidare gli arrangiamenti di quest’ultimo disco.

L’album rispecchia quello che da oltre vent’anni è il mio rapporto con la musica: ascolti e studio, intimità e istintività.

Il vestito finale dell’album lo abbiamo confezionato nello Stones Lab Studio, dove la disponibilità e la professionalità di Leo Zagariello, che ha curato la ripresa del suono e di Angelo Nigro, che si è occupato delle programmazioni e della post-produzione del disco, hanno materializzato le nostre idee iniziali.

Il risultato è un progetto moderno, rivisitato in un’ottica crossover, in cui tanti sono i generi che si fondono con un’idea di partenza semplice ma al tempo stesso forte e di carattere». Rita Zingariello

TRACK BY TRACK

AMSTERDAM

Il testo nasce da un viaggio prenotato per caso ad Amsterdam con la volontà di ricongiungere una parte di sé col mondo. E’ estate e le strade sanno di legno e di mare in un luogo che sembra slegato dal tempo. La canzone rimanda dai primi ascolti alla piacevole invasione di colore negli occhi. La leggerezza e la semplicità volute nell’arrangiamento sono arricchite da una nota malinconica richiamata dagli archi a metà brano, quasi a voler sottolineare una più profonda volontà di trasformare i pesi del passato in ricchezza del presente.

IL CANTO DELL’APE

Le cose incompiute, la staticità di una stanza e il mondo in movimento intravisto attraverso una finestra aperta. La coscienza sopita, inaspettatamente, inizia a cantare: è arrivata la primavera, sorride ed è pronta ad uscire dalla stanza per allungare la mano a quel mondo che fino ad allora non aveva mai perdonato.

BALLO FERMA

La fretta, la curiosità, l’inutilità delle parole… Non può esserci tempo per la noia! Ballare, mangiare, parlare nel proprio unico modo, decidendo di essere solo come si è, sognando e senza arrabbiarsi mai. La cantautrice si spoglia completamente in un’ironica autobiografia. In un’atmosfera danzante e fluttuante, manifesta il suo desiderio di trovare leggerezza in quelli che si ostinano a prendersi troppo sul serio.
Durante le prove, l’abbaio ritmico e intonato di Babi, il bassotto di Vincenzo (chitarrista e arrangiatore del disco) diventa ispirazione per il ritornello e si unisce al Duni Jazz Choir di Mario Rosini. Il risultato è un mix frizzante di sonorità acustiche e ritmiche che strizzano l’occhio da un lato al rock, dall’altro alla dance.

SPALANCA

La paura ha bisogno del coraggio come il tempo ha bisogno della pazienza. Ci sono cose che ti costringono ad aspettare, anche quando stavi proprio ad un passo dal traguardo. E allora ci sono due modi per affrontare l’attesa: l’ansia e la pazienza. Così, mentre vedi gli altri tagliare il traguardo prima di te, capisci che non ha nessuna importanza arrivare primi. L’importante è godersi l’arrivo.

L’idea dell’arrangiamento è partito da una chitarra resofonica con un’accordatura aperta. Il risultato è una ballad con influenze bluegrass, in cui il ritornello si ispira al trip-pop con una vena indie-rock.

SENZA NOTA SUL FINALE

Il brano elogia la bellezza delle piccole cose. La musica crea un’atmosfera intima e confidenziale. L’atmosfera si muove attraverso una molteplicità di sonorità: partendo dalla strofa iniziale in cui la semplicità di un foglio e un guitalele richiamano il modo in cui nascono le canzoni di Rita, si passa attraverso sonorità dub e vintage fino alle chitarre western, che ricordano i film di Sergio Leone. Nella dimensione conclusiva la fisarmonica e il coro conducono in un ambientazione volutamente popolare. Sembra quasi che dalla stanza creativa ci si spostasse in una piazzetta francese a fischiettare e canticchiare il brano finito.

PREFERISCO L’INVERNO

Una chitarra flamenco vissuta di storie e una frase estratta da un testo mai completato. Non c’è niente e nessuno che possa risanare un taglio ancora aperto. L’atmosfera intima, dolce e struggente insieme, di questo brano, sembrano sospendere a mezz’aria il fluire del disco per un minuto e mezzo.

IL GIOCO DELLA NEVE

Aspettare che l’amore sia pronto a riconoscere se stesso, significa ibernare il proprio cuore, tenerlo in sospeso senza il peso della responsabilità.

Il freddo dell’indecisione, nel suo essere così invisibilmente pesante, si contrappone all’esplosione passionale del tango, lasciando intravedere il desiderio profondo di sciogliere quel ghiaccio e arrendersi al sentimento. Negli arrangiamenti il tango viene riprodotto attraverso un ritmo dubstep, una chitarra vintage e sequenze elettroniche che citano, come fossero uno strumento aggiunto, alcuni samples estratti da una delle versioni più belle di “Milonga de amor” dei Gotan Project, “Santa Maria (Del Buen Ayre)”.

SICURE SIMMETRIE

Una casa perfetta, il successo ambito e raggiunto, la sicurezza di essere in cima ed avere tutto sotto controllo, continuando a guardare in alto. Poi d’improvviso la vertigine. E’ tutto finto e il tradimento è stato solo la scoperta di una fiaba di carta, dove la dolce follia dell’amore è completamente evaporata in un ballo da troppo tempo ingessato!

L’arrangiamento mischia atmosfere psichedelico-elettroniche con i suoni acustici di chitarra e contrabbasso. La batteria dell’ultimo ritornello sembra suonata in un capannone vuoto, lontano dal resto della band, quasi a voler sottolineare il concetto di separazione e solitudine.

RIBES NERO

Non c’è arma “buona” per combattere una guerra. C’è il nero. E l’aspro e l’amaro. A volte è solo questo che vedi e senti. L’apparenza confonde il tuo essere, ti perde nel gorgo dell’incertezza e impastoia il tuo coraggio.
Reggere l’urto iniziale, andare oltre e tener duro fino in fondo, è per pochi.

Le atmosfere di questo brano richiamano ritmi R&B, quasi hip-hop, che contrastano coi suoni più pop degli strumenti solisti e del canto, fino ad unirsi con le sonorità gospel del coro finale.

SIMILI E CONTRARI

Il bisogno di piacergli prima, la paura di deluderlo poi. Infine la consapevolezza che la verità di un figlio può affondare le attese di un padre. Soprattutto se in quella verità è insediata la sua felicità. Ma i sentimenti buoni restano buoni e non devono far male. Non possono far male!

Nel ritmo mediterraneo con sonorità calde e decise, tra gipsy e reggaeton, emerge il tema dell’amore vero che, con tutta la sua bellezza, fa da scudo contro ogni insidia dettata dalla paura dell’ignoto.

IL BACIO CON LA TERRA

Un cane che gioca sotto la pioggia battente diventa ispirazione di una riflessione. Le proprie paure più intime si possono superare solo lasciandosi attraversare dal dolore. La pioggia diventa una sorta di benedizione, una specie di collante tra cielo e terra, tra quello che siamo e quello che potremmo essere, tra l’abbandono e il ritrovarsi.

Il brano è una vera e propria esperienza sensoriale, in cui ci si perde nel buon odore della terra bagnata e, tra le carezze classiche degli archi (arrangiati da Valter Sivilotti), si può gustare il faticoso raggiungimento della libertà sognata e della tanto attesa rinascita.

RISALIRE

Un testo scritto dalla cantautrice nel 2014 dopo la fine di un’importante storia d’amore. La canzone, inizialmente non prevista nell’album, è stata suonata da Rita durante una delle pause in studio di registrazione.
Affascinata da un Fender Rhodes, la cantautrice si avvicina allo strumento, suona e canta questa sua “vecchia” composizione, ignara del fatto che Leo, nella sala di ripresa, stia registrando il tutto. Durante la registrazione nessuno conosceva ancora il significato di speranza e rinascita che avrebbe assunto quel testo qualche mese dopo, così, per volontà di tutti, la canzone è stata aggiunta alla tracklist dell’album.

Etichetta: Volume!

Pubblicazione: 6 aprile 2018

BIO

Rita Zingariello, nata a Gravina in Puglia, a cavallo tra il segno della Vergine e della Bilancia.

Sin da bambina studia pianoforte, per poi avvicinarsi al canto, materia nella quale si diploma nel 2005. L’attrazione esercitata dalla musica e la necessità di “materializzare” pensieri ed emozioni, hanno reso piuttosto immediata la personale scelta di iniziare a comporre. Nel 2008 il suo primo EP da cantautrice, “E’ alba”,segnerà l’inizio di un’intensa attività di live. Nel 2012 vince il Contest “Musica è”e nello stesso anno è tra i vincitori di Sanremo rock e finalista di Castrocaro.

Negli anni seguenti sente la necessità di ampliare i suoi ascolti e avvicinare le sue produzioni a mondi diversi dal pop. Si avvicina così alla musica jazzcon un progetto inedito, “Incondizionatamente”, con Daniele e Tommaso Scannapieco, Ettore Carucci e Giovanni Scasciamacchia, che ottiene numerosi consensi da parte di un pubblico più critico.

Nel 2014 arriva il suo secondo lavoro discografico, “Possibili percorsi”,con la produzione artistica di Phil Mer, pubblicato da “Digressione music”. Dal 2015 ad oggi è tra i finalisti e vincitori di vari Festival in Italia: Frequenze Mediterranee, Biella Festival, Festival della Canzone Friulana, Voci per la libertà per Amnesty International, UP, Festival dell’Alta Murgia, Red Bull Tour.

Apre, tra gli altri, i concerti di: Gino Paoli e Danilo Rea (2013), Paola Turci (2015), Mario Venuti e PFM (2016).Nel 2017 diventa protagonista di un tour dedicato ai maggiori successi di Mogol, dove è lo stesso autore a volerla al suo fianco sul palco, come interprete e cantautrice.

Da aprile 2017 comincia a lavorare al suo nuovo disco “Il canto dell’ape”e con l’amico chitarrista Vincenzo Cristallo comincia una stretta collaborazione sugli arrangiamenti dell’album.

Sceglie di produrre personalmente il disco attraverso quella che si rivelerà essere una delle campagne di crowdfundingdi maggior successo registrate sulla piattaforma di Musicraiser,con oltre 200 sostenitori e un obiettivo più che raddoppiato.

L’uscita del disco ha poi subìto un’interruzione improvvisa e la forzata attesa è trascorsa attraverso un gioco, “Cover a richiesta”,che da agosto 2017 ad oggi, ha riscontrato, sui profili social dell’artista, un’importante partecipazione e numerose condivisioni.

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