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MARGHERITA ZANIN “TRAVEL CRAZY” È IL NUOVO SINGOLO TRATTO DALL’ALBUM D’ESORDIO DELLA CANTAUTRICE DI SAVONA

Il pezzo è stato scelto come sigla per l’ultima edizione della nota trasmissione tv in onda su Rete quattro “Donnavventura”.

In pieno stile rock USA, il brano è un inno all’amore per la musica, compagna di viaggio unica e insostituibile di Margherita. Una presenza costante in ogni momento della vita: rock come segno di libertà. Musica come simbolo di vita.

Realizzato da Donnavventura Academy
Videoriprese di Margherita by Biscuitz@Gigi Coppola
Grazie alla gentile cortesia di Maurizio Rossi @Donnavventura

Ph: Anna Campolo

Si chiama “Zanin” il primo album di Margherita Zanin, la ventitreenne cantautrice ligure che ha esordito a metà marzo di quest’anno con una reinterpretazione del singolo “Generale” di De Gregori. Il disco, contiene 8 brani, due in italiano e sei in inglese:

Non è un controsenso, ma una rappresentazione fedele di chi sono io oggi, del percorso che mi ha portata alla bella canzone italiana, attraverso un background blues internazionale che mi ha permesso di crescere”, Margherita Zanin.

DICONO DI LEI

Un buonissimo ascolto, un disco che fa dire “finalmente!!!” Isole felici in questo scenario italiano assai mediocre…a tutto gas!!!” Full Song

Mescolando ogni cosa, dal pop fatto a modo e con stile al blues di certe radici gospel americane ecco saltar fuori un lavoro ottimamente prodotto”. Loud Vision

Un lavoro vissuto di anni di esperienza e di gradini saliti a suon di talento e carriera” Annalisa Nicastro, Sound 36

“Un’opera magistrale di tutto ciò che c’è di davvero popolare nella musica proveniente soprattutto dalle terre dell’ovest” Giancarlo Susa, Blog Music

L’intero album ha una qualità eccelsa, sia per voce, musica, arrangiamenti e qualità, anche per quanto concerne la scelta delle cover. Potrei usare altre mille parole, ma sarebbero superflue. Quando un disco è bello, è bello. Punto. Assolutamente consigliato.” Causa ed Effetto

Un disco pregiato e prezioso, pregiato per i suoni e la produzione” Paolo Polidoro, Musicalnews

“Questo “Zanin” fa cultura per chi nella musica ricerca il momento pregiato, la soluzione di fino, il passaggio che cita ed il suono di classe.” Gianluca Clerici, Just Kids Magazine

Un disco davvero ricco di sensazioni e di pelle…da non perdere.” Box Magazine

Ci troviamo ben piantati nel presente, con freschezza e maturità, l’elettronica ha il suo peso e il mestiere di chi fa musica per davvero segna il passo e le regole del gioco.” Exitwell

Zanin” è un disco di grande spessore che mette in mostra il talento naturale della cantautrice e il suo gusto per suoni raffinati fra blues, folk e country.” Piergiuseppe Lippolis, Music Map

L’ascolto di questo esordio di Margherita Zanin mi lascia in più momenti felice e senza parole”. Alessandro Riva, Musicletter

Fa piacere sentire voci giovani così ispirate, capaci di partire per Londra e ritornare in Italia con una valigia piena di esperienze musicali positive”. Alligatore

“Il titolo dell’album è semplicemente il cognome dell’artista, anche questo dettaglio rispecchia l’eleganza e la semplicità di questa cantante. Quadriproject

““Zanin”, un esordio di spiccatissime qualità compositive e di produzione. “ Marco Vigliani, Sound Contest

Prima prova interessante per Margherita Zanin che, con circa mezzora di album, mette le carte in tavola su quella che è la sua proposta artisticacoerente nel cantato e nella produzione varia nella miriade di generi musicali toccati. Qalt, Mescalina

Il suo è un lavoro che trasmette molta personalità”. Sisco Montalto, Clapbands

Uno straordinario esordio da parte di questa giovane cantautrice, spero di poter sentire presto dell’altro materiale”. Vanni Versini, Onda Musicale

Margherita Zanin è una bella sorpresa.” Eleonora Montesanti, La Musica Rock

Soul e blues si rincorrono per arrivare ad una sequenza ritmica dove il talento ne è il protagonista.” Gloria Gargano, Sidella In the City

Margherita Zanin è un’artista che va tenuta d’occhio, perché se queste sono le premesse iniziali, c’è da ben sperare per il futuro.” Egle Taccia, Non Sense Mag

Zanin è un disco maturo che già palesa una chiara direzione musicale.” Albachiara Re, I Think Magazine

Questo album è un esordio spettacolare, davvero raro se si fa riferimento a molte uscite commerciali nostrane.” Giovanni D’Iàpico, Audiofollia

Margherita Zanin ha la stoffa dell’artista determinata che sa quello che vuole. Il futuro è una continua conquista…” Viva Low Cost

Grande eleganza soul, folk-rock e country, regalando sfumature narrative legate a riflessioni ed esperienze personali”. Blog Foolk

Produttore Artistico: Roberto Costa _MUSITAL

Etichetta: PLATFORM MUSIC Milano

Si ringrazia la produzione di Donnavventura, nella persona dell’ideatore e fondatore Maurizio Rossi.

BIO

Margherita Zanin è nata a Savona nel 93 e dopo aver ascoltato in ambiente familiare da piccola, il blues dei primi anni 40, il folk country acustico di Gillian Welch, la musica americana woodstockiana ed il rock delle band inglesi dei primi anni 70. A 17 anni ha iniziato a studiare musica con Mauro Castellano pianista classico ed insegnante di conservatorio. Da giovanissima, ha avuto la possibilità di maturare esperienza nei live attraverso numerose serate in Italia e allestero, accompagnata da diversi musicisti anche di fama internazionale quali Pippo Matino, Gigi Cifarelli, Stefano di Battista, Jorge Bezerra e di partecipare e numerosi festival musicali in Liguria. Dopo lesperienza di Amici nel 2013 (ha superato tutti gli otto provini tranne lultimo) Margherita fa lunghe permanenze a Londra ed è proprio a metà strada tra lInghilterra e lItalia che comincia a pensare al suo primo album. Nel 2015 incontra Roberto Costa, bassista storico di Lucio Dalla, già produttore dello stesso Dalla, Carboni, Ron, Gli Stadio, e insieme decidono che sarà il produttore del suo disco: 8 brani, due in italiano e sei in inglese. Pubblicato da Platform Music, neonata etichetta indipendente milanese, nasce così ZANIN, disponibile nei Digital Store.

Lalbum è stato preceduto da un singolo, una cover di Generale di Francesco De Gregori che ha ottenuto riscontri molto positivi dal pubblico e dai media.

Il nuovo singolo, uscito insieme allalbum “Zanin”, si chiama PIOVE ed è una ballata originale interamente scritta, testi e musica, da Margherita.

Contatti e social

Sito www.margheritazanin.com

  1. Fb https://www.facebook.com/Margherita-Zanin-206958566043234/

  2. Soundcloud https://soundcloud.com/margherita-zanin-meg

  3. Twitter https://twitter.com/zaninmargherita

Instagram https://www.instagram.com/margheritazanin_official/

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MARCO RÒ “LA SCALA MOBILE” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM D’IMPRONTA SOCIALE DEL CANTAUTORE ROMANO

Una pop-rock song dal ritmo incalzante ed una melodia orecchiabile da cantare in spiaggia. Una canzone semplice, come lo è in fondo la vita.

A un passo dalla meta c’è un intero viaggio da assaporare lentamente, è questo il senso de “La scala mobile”:

«Un riassunto della mia vita, un treno a duecento all’ora che non ti lascia il tempo di pensare, una tempesta di emozioni, paure, desideri, delusioni e ritrovate certezze da toglierti il fiato. È quella voglia di sognare a tutti i costi, che spesso si infrange con la quotidianità, una scala mobile che percorri al contrario, avendo chiaro il traguardo, ma con l’impressione di continuare a salire, solo per restare fermo. E allora proviamo a voltarci, mettiamoci comodi, e godiamoci il viaggio». Marco Rò

Prodotto e arrangiato da Fabrizio Palma, mastering by Max Rosati presso R&B Studio – Civitavecchia (RM).

A un passo da qui” è il titolo del nuovo disco dove Marco Rò ripercorre le tappe del suo viaggio musicale, dall’Italia alla Gran Bretagna, dalla Russia fino in Siria. Le sonorità pop-rock si mescolano al gusto per la canzone d’autore, attingendo al blues e spaziando nelle contaminazioni. Il titolo dell’album prende spunto dal nome del progetto di sensibilizzazione che Marco porta avanti da qualche anno assieme a Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rainews24, sul dramma dei profughi siriani, e si evolve in una riflessione globale sui diversi aspetti della vita di ognuno.

Etichetta: Romabbella Records

BIO

MARCO RÒ è un cantautore romano, nato come batterista jazz, innamorato del soul e del blues. Dapprima leader della rock band Clyde (“Senza Controllo” – 2004 Videoradio), intraprende la carriera solista, cantando sogni e realtà con l’ironia e il disincanto di un uomo analogico nell’era digitale. Tanto live in giro per l’Italia e collaborazioni come compositore, cantante e corista in produzioni Rai e Mediaset. Dal suo primo Ep (“Un Mondo digitale” – 2011 Novo Sonum/EDEL), sono estratti i singoli “Un mondo digitale”, “Stato d’influenza” e “Trasparente” in rotazione radiofonica e televisiva. In particolare il brano “Un mondo digitale” è stato scelto come colonna sonora ufficiale del Global Junior Challenge 2012, evento organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. A chiusura di una tournée di 15 date durata un anno e mezzo nella federazione Russia, gira il video del singolo “Mosca mon amour” (2014 – AssoDiemme), presentato a Mosca assieme alla cantante Kira Franka e promosso dall’agenzia di stampa Russia News e da Capital FM 105.3, la prima radio moscovita in lingua inglese. È stato più volte ospite presso il Teatro della Casa Circondariale di Rebibbia in Roma, anche nell’ambito dell’iniziativa sociale Telethon, ed il brano “Immagini a righe”, contenuto nel suo nuovo disco e che tratta il delicato tema della situazione delle carceri in Italia, vanta l’importante partecipazione del cantautore Marco Conidi. Da due anni collabora con la giornalista Laura Tangherlini (Rainews24) al progetto di sensibilizzazione itinerante “A un passo da qui” dedicato ai rifugiati e ai profughi dalla guerra in Siria che ha raccolto l’interesse di varie associazioni, tra le quali Fonopoli. Il videoclip del brano omonimo che dà anche il nome al suo nuovo disco, è fra i 4 vincitori del Roma Videoclip 2016, avendo conseguito il Premio FSNews Radio, con motivazione: “Originalità del progetto che unisce nuove sonorità a nuovi stili”. La versione in inglese del brano, dal titolo “One step” è stata registrata presso gli studi dell’Abbey Road Institute di Londra.

Contatti e social

Sito: www.marcoro.it

Facebook: www.facebook.com/officialmarcoro

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Twitter: twitter.com/officialmarcoro

Youtube Channel: www.youtube.com/MarcoRoChannel

IGNAZIO DEG ESCE “IL TEMPO CHE C’E’” IL PRIMO SINGOLO DEL VOCALIST E GIORNALISTA PUGLIESE

 

Un soft reggaeton ideale per accompagnare le serate d’estate, perfettamente allineato con lo slow mood dance che sta caratterizzando l’estate 2017.

Il tempo che c’è” è il titolo del primo singolo di Ignazio Deg (al secolo Ignazio Degirolamo).

«Non sono un cantante, ma un microfono ce l’ho” dichiara Ignazio Deg che da oltre vent’anni fa il vocalist nelle discoteche, nei locali e nelle radio pugliesi. Ho sempre avuto la passione per la musica, mi ha aiutato a darmi la carica soprattutto nei momenti difficili; ma anche per la scrittura dei testi per canzoni che conservavo gelosamente, fino all’incontro fortunato con Marco Gollini della Mad Music Roma. Nello studio di registrazione di Roma ho inciso questo pezzo orecchiabile e dal ritmo estivo».

Ph: Marco Misogna

Il tempo che c’è” è una canzone per l’estate. Il pezzo racconta la storia di un viaggio immaginario in cui il protagonista incontra una ragazza bellissima con cui vive un’esperienza estiva magica ed indimenticabile. Capita spesso ad ognuno di noi di ricordare le avventure estive vissute in passato e quando la nostalgia ci assale abbiamo voglia di fermare il tempo per tornare indietro. È questo il senso della canzone: fermare il tempo per poter rivivere le emozioni di momenti straordinari rimasti impressi nel cuore e nei ricordi.

A fare da intro al brano, un omaggio alla canzone “Somewhere Over the Rainbow” cantato da Denise Degirolamo.

Etichetta: SoulMatical

Bio

Ignazio Degirolamo nasce a Mesagne il 10 settembre 1974. Creativo fin da piccolo e con una particolare vocazione per la musica, durante il periodo adolescenziale, negli anni ’90 inizia a collaborare con diverse radio locali come speaker radiofonico. Successivamente intraprende il ruolo di vocalist in varie discoteche della zona, per poi spostarsi in tutta l’Italia. Da li nasce IgnazioDeg. Oltre alla passione musicale, Degirolamo è principalmente giornalista pubblicista e consulente marketing. Diverse le collaborazioni con atisti di fama nazionale.

Contatti e social

Facebook http://www.facebook.com/Ignaziodeg-1174362572663345/

Instagram www.instagram.com/ignaziodegirolamo/

MATTEO GRECO “DIFENDIAMOCI” È IL NUOVO SINGOLO DEL CANTAUTORE MARCHIGIANO

Una canzone dalle atmosfere rock e metal che si fa portavoce di un messaggio ben preciso: unire le forze, senza badare a colori politici, con l’unico obbiettivo di preservare la nostra cultura e civiltà.

La visione che Matteo Greco ha della musica è rivolta a comunicare, trasmettere un messaggio attraverso emozioni, parole e musica. Dietro le sue canzoni ci sono sempre argomenti e precisi che toccano anche temi sociali, andando molto spesso controcorrente, proprio per cercare di far riflettere a 360° sulla vita che ci circonda e creando anche spaccature di opinioni. Il cantautore non sceglie infatti di sventolare la bandiera dell’applauso scontato ma il suo obiettivo è quello di raccontare la vita da vari punti vista per cercare di far riflettere ed incontrare anche correnti di pensiero opposte.

Il singolo è estratto da un album di prossima, ancora in lavorazione, di prossima uscita.

BIO

Matteo Greco è un cantautore marchigiano, le sue canzoni raccontano la vita quotidiana, l’amore, le gioie, le delusioni e i problemi sociali che circondano il nostro vivere. Suona la chitarra acustica e il pianoforte, ha collaborato alla realizzazione di alcuni progetti con Vince Tempera e  Franco Cristaldi.
Comincia la carriera come organizzatore di eventi e vocalist in discoteche della riviera adriatica. Ha collaborato come cantante con alcuni network marchigiani come Radio Linea n°1 e Radio Arancia Network dove oggi
conduce il programma radiofonico benefit “Finalmente a Casa” in onda ogni domenica mattina, dedicato a favorire le adozioni dei cani ospiti nei canili. E’ anche l’organizzatore dell’omonimo evento benefit “Finalmente a Casa” che ogni anno porta sul palco in piazza i cani dei canili da adottare. Tra i suoi brani più ascoltati “Liquirizia” (2001), “Telo Mare” realizzata in collaborazione con il team di Francesco De Gregori tra cui Alessandro Svampa, Franco Cristaldi e Paolo Giovenchi, “La strada delle Orfanelle” cantata in duo con Silvia Mezzanotte e diventata canzone simbolo della causa delle Orfanelle Galletti Abbiosi di Ravenna (2012), “La Soluzione” (2013), Carabiniere Spara (2015) che riporta alla luce il massacro di Kabobo affinchè episodi del genere non si ripetano mai più, registrato con Franco Cristaldi e Lele Melotti, “Dammi del Tu” (2017) brano dedicato al rapporto cane-uomo con un video realizzato all’interno di un canile per le adozioni dei cani ripresi all’interno dei box.

ESPERIENZE LIVE:

Matteo ha all’attivo centinaia di date e concerti insieme alla sua band e in acustico. Si è esibito in molti club italiani tra i quali  “Le Scimmie” di Milano e il “Rolling Stones” e in numerose piazze italiane. Nel 2001 Liquirizia Tour Italiano con 25 date, nel 2002 è semifinalista all’accademia di Sanremo ed è ospite al Maurizio Costanzo Show, nel 2003 è voce ufficiale di Radio Linea Network con 40 date nelle piazze del tour Rumore, nel 2004 Disco Rock Tour con la band I Raccomandati, nel 2006 il Telo Mare Tour Italiano con 28 date in piazza , tra le date di quel tour anche l’apertura del tour di radio 105 ad Arezzo e Motorshow di Bologna, nel 2013 la Soluzione Tour, nel 2014 realizza lo spettacolo teatrale “La strada delle Orfanelle”, dal 2014 al 2016 è voce ufficiale del Summer Tour con Radio Arancia Network. Nel 2017 è partito il tour estivo nelle piazze con la sua nuova band formata da Mauro Saracini alla batteria, Lorenzo Carancini alla chitarra e Thomas Bianchi al basso.

DISCOGRAFIA:

2001 – Liquirizia (Ed American Records)

2006 – Giornate d’inverno (Ed. Mami Music – Zelda Music)

2012 – La Soluzione “SINGOLO” (Zimbalam)

2013 – La Soluzione (Ed. Music Force)

2015 – Carabiniere Spara “SINGOLO” (Zimbalam)

2017 – Dammi del Tu “SINGOLO”

2017 – Difendiamoci “SINGOLO”

Contatti e social

SITO www.matteogreco.it

CANALE YT https://www.youtube.com/channel/UCfFHwv2eFngaiPNbeKPhkag

FACEBOOK https://www.facebook.com/matteogrecorock/

INSTAGRAM https://www.instagram.com/matteogrecocantautore/

TWITTER https://twitter.com/matteogrek

LE RIVOLTELLE “PLAY E REPLAY” È IL NUOVO ALBUM DELLA ROCK BAND 

Un disco che accoglie il viaggio delle quattro musiciste, partendo dagli albori della loro carriera fino ad oggi, celebra un sodalizio artistico ed umano lungo 10 anni sorretto sempre dall’equilibrio fra impegno e divertimento.

Play e Replay” si compone di riproposizioni di brani celebri della musica italiana riconsegnati al pubblico in chiave totalmente diversa e ricuciti addosso a sonorità tipiche della band. La cifra stilistica delle Rivoltelle riesce, anche questa volta, a superare i confini di tempo, luogo e spazio avvicinando canzoni nella realtà lontane tra loro. Nel titolo dell’album si svelano simbolicamente le ragioni del disco: suonare brani inediti e risuonare brani editi da altri. Nei pezzi scritti dalla band troviamo il rock, matrice comune delle quattro musiciste, e varie contaminazioni di generi diversi che si fondono insieme fino a formare un’unica anima musicale. I testi suggeriscono emozioni sincere e passioni forti, chiedono di essere ascoltati e vissuti. Nei significati troviamo riflessioni sulla condizione dei migranti, impegno e dedizione nella lotta alla criminalità organizzata, frammenti di un cuore spezzato.

Play e Replay è soprattutto un tributo al produttore della band, Mimmo Cristiani che ha creato, voluto e curato questo progetto musicale, amandolo fino ad entrare in simbiosi con lo stesso, fino a quando ha avuto la forza di farlo.

TRACK BY TRACK

IO CI SARÒ

È un brano scritto e arrangiato interamente dalle Rivoltelle e dedicato a Mimmo Cristiani, produttore della band. Abbiamo immaginato che fosse lui a raccontarsi… il resto è venuto da sé. Tutte le sue certezze e le sue fragilità rivivono in ogni strofa di questa canzone che è un frammento della sua storia intrecciata a quella della band. “Io ci sarò” perché Mimmo è nel presente e futuro della vita delle Rivoltelle. Testo e musica viaggiano all’unisono in una ballata dolce e malinconica dove trova spazio anche la rabbia e la tristezza per la perdita della nostra guida: una persona che anche da lontano, continuerà a essere la parte più importante della band.

GUARDA CHE LUNA

Un mood nuovo per un brano senza tempo che già dalle prime battute svela la nostra anima rock. Su chitarre ostinate e bassi martellanti si torce e contorce una voce inspirata dalla luna e disillusa dall’amore. La collaborazione con Adriano Pennino ha generato una corrispondenza di amorosi sensi. In questa seconda versione c’è la voglia di cambiamento, c’è la riconferma delle potenzialità, c’è la promessa di impegnarsi nella costruzione di un sound forte ed autentico che lascia poco spazio a nostalgiche rivisitazioni d’altri tempi.

QUELLO CHE RESTA

“Quello che resta” racconta la solitudine che inevitabilmente si prova dopo la fine di una storia d’amore. La sensazione di avere inferta nel cuore una ferita che non si rimarginerà. La consapevolezza di aver messo aspettative, illusioni, sogni in un amore che è perduto per sempre. Non c’è un momento di ripensamento o autocommiserazione semmai volontà di ricominciare il viaggio, questa volta da sola. Lo stile del brano è indubbiamente rock: il vestito perfetto per le Rivoltelle!

CUCCURUCCUCU

Abbiamo rivisitato completamente la celeberrima canzone di Franco Battiato. L’inizio del brano è un colloquio intimo e delicato tra chitarra e voce. Poi si fa largo la coralità di un brano scandito da chitarre distorte, basso, batteria e cori.

BANG BANG

Rivisitazione del famoso singolo di Nancy Sinatra “Bang Bang” (My baby Shot me down) che ebbe un successo mondiale grazie alla versione di Cher del 1987. Il testo, riadattato in italiano, si accorda benissimo la nostra filosofia pane, amore e …rock.

ADDOSSO

È una canzone generazionale e fortemente autobiografica. Rappresenta, infatti, la condizione che vivono le quattro componenti del gruppo. Racconta in modo scanzonato le difficoltà del passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta in un contesto sociale, quello odierno, che provoca uno scollamento forte tra le aspettative e la realtà. Al centro della narrazione musicale c’è la generazione dei trentenni che si trovano a dover affrontare una società in cui emergono in maniera potente e dolorosa tutte le contraddizioni della modernità. Allora, un rifugio sicuro è rappresentato dalla rievocazione di un tempo passato in cui aveva ancora un senso lottare per i propri valori e credere in determinati sentimenti. Un tempo in cui ci si sentiva parte di qualcosa e non, come adesso, lasciati ognuno alla propria solitudine.

MARGHERITA

Reinterpretazione di una delle canzone più famose del panorama della musica italiana scritta e cantata da Riccardo Cocciante. Sentiamo che questo arrangiamento rappresenti molto la nostra cifra stilistica. Ad un inizio volutamente lento e malinconico segue un deciso cambio di tempo sottolineato da una sezione ritmica volutamente rock. La nostra versione riconsegna al pubblico una canzone che appartiene al repertorio musicale di ognuno con un abito nuovo e moderno.

FORTISSIMO

Interpretazione intima e personalissima del brano di Rita Pavone. In questa versione, abbiamo messo a frutto anni di studio degli strumenti! Pur allontanandosi dalla canzone originale per lo stile ed il sound rimangono fedeli all’interpretazione arrabbiata e ferita di Rita pavone.

UN GIUDICE

È una rivisitazione di una delle più belle canzoni scritte da Fabrizio de Andrè. Questo brano vuole invitare ad una riflessione su quelli che oggi sono i meccanismi della “giustizia” e della sua amministrazione terrena da parte di uomini imperfetti. Opera una finissima indagine psicologica sui vizi e sulle virtù degli esseri umani e si concentra sul sentimento più comune a tutta l’umanità: l’invidia. Mai come in questa, seppur breve, canzone è evidente come l’opinione degli altri possa creare un fortissimo senso di disagio e sconforto. Il giudice diventa una carogna dopo essere stato vittima di soprusi e cattiverie e trova nella vendetta l’unica cura possibile. 

AUGURI SCOMODI

L’idea di comporre questo brano è stata suggerita dalla lettura di uno scritto di Don Tonino Bello, “vescovo degli ultimi”, testimone della fede e della carità cristiana, uomo appassionato di vita ed innamorato dei giovani e dei poveri. “Auguri scomodi” si cala perfettamente in questo tempo, contrassegnato dal disincanto, passioni tristi, individualismi e atteggiamenti nichilisti. È stato concepito come una dolce ninna nanna rivolta a Gesù ancora bambino affinché il suo sonno di creatura innocente non venga turbato dalle cattiverie e dalle brutture del mondo. Questa canzone vuole essere una critica sincera e appassionata alla festa del Natale intesa come giostra di ipocrisie, falsi miti e consumismo. Al contrario vuole indurre a riflessioni intime e personali sui concetti di solidarietà e umana compassione riferiti in particolar modo all’emergenza migranti.

GUAPPARIA

È una nostra rilettura, personalissima, della canzone scritta da Libero Bovio nel 1914 e musicata da Rodolfo Flavio. Una pietra miliare della canzone napoletana interpretata magistralmente da Mario Merola, l’artista napoletano più famoso di tutti i tempi. Il testo e la musica di questa canzone contengono tutto lo struggimento e la passione della musica napoletana resi in questa versione in tutta la loro drammaticità. L’omaggio a Mario Merola è fortemente voluto tanto da inserire nel brano un piccolo cameo con la sua voce che impreziosisce tutto il lavoro.

VIVERE

Vivere” è la cover di un vecchio brano degli anni ’30, scritto da Cesare Andrea Bixio e portato al successo da Carlo Buti. Completamente attualizzata in chiave rock, la canzone vuole essere un omaggio alla “bella epoque” seppure inserita in un contesto decisamente moderno.

IO NON MI INCHINO

“Io non mi inchino” racconta il sud con gli occhi disincantati di chi quel sud lo ha visto e subito sulla propria pelle. L’idea nasce da una rilettura dell’esperienza di Nicola Gratteri, procuratore antimafia della provincia di Catanzaro. Uomo di grande spessore culturale e di grande umanità che da sempre si batte per denunciare i soprusi e lo strapotere della mafia non solo in Italia ma in tutto il modo. Le immagini evocative suggerite dal brano sono tutte calabresi e rimandano alle processioni che avvengono nei paesi di provincia e che hanno come abitudine quella di inchinare la statua portata in processione nei pressi della casa dei mafiosi del luogo. Da questo singolo episodio si sviluppa un testo molto forte di denuncia che coinvolge chiunque senta dentro di se la volontà a non piegarsi passivamente ai soprusi e alle ingiustizie.

LA MUSICA E’ FINITA

Interpretazione del brano scritto da Franco Califano e portato al successo da Ornella Vanoni. Il sound di questa canzone si collega direttamente allabeat-generation riproponendo sonorità molto vicine al rock ‘n’ roll ed allo swing. Il risultato è un brano fresco ed orecchiabile che conserva il nostro graffio tipico.

FRATELLO SOLE SORELLA LUNA

Canzone liberamente ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco D’Assisi e cantata per la prima volta in chiave moderna da Claudio Baglioni. È proprio la versione di Claudio Baglioni ad averci ispirato per una interpretazione intima e personale. Seppure senza chitarre distorte e batterie si percepisce ugualmente lo stile della band in un vigoroso e accalorato dialogo tra la voce e il piano. E’ stato un esperimento nuovo per noi.

Edizioni Musicali: © CRISTIANI S.r.l. – Music Publishing

Etichetta: Cristiani Music Italy

BIO

Le Rivoltelle sono una band tutta al femminile dalla solida formazione musicale. Elena, Alessandra, Paola ed Angela sono abili musiciste che si raccontano in chiave rock, particolarmente apprezzate per le loro spettacolari performance live. Hanno all’attivo due album e due singoli, tra brani inediti di spessore sociale e cover riarrangiate secondo il loro originalissimo stile, su tutte “La Notte”, il successo internazionale del cantautore italo-francese Salvatore Adamo. Hanno partecipato come ospiti ad importanti rassegne nazionali ed internazionali, come il MusiCultura Festival, il Festival Anime Salve, il MEI SuperSound, il RadioNorba Battiti Live, il Fiat Music Tour, il PopKomm di Berlino e la Festa delle Nazioni in Belgio.

Vantano importanti partecipazioni televisive (RaiUno, Rai International, Rai Gulp, La7, La7D) e radiofoniche (Rai Radio Uno e Radio Due), ospiti di Vincenzo Mollica, Maurizio Costanzo, Piero Chiambretti e Red Ronnie. Il loro impegno sociale le ha ripetutamente portate all’attenzione della stampa nazionale (Corriere della Sera, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, La Stampa) grazie ad inediti come “Taglia 38”, che tratta il tema dell’anoressia e della bulimia fino all’ultimo “Io Non Mi Inchino”, singolo anti-mafia ispirato e dedicato alla figura del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.

Proprio durante il tour promozionale di “Io Non Mi Inchino” Le Rivoltelle sono state vittime di un episodio discriminatorio che le ha impedito di esibirsi durante una festa religiosa, sulla base di un loro presunto orientamento omosessuale. La nota di denuncia pubblicata dalla band sui social (sui quali sono seguite da decine di migliaia di fan) è diventata immediatamente virale: è stata ripresa sulle home page delle più importanti testate online, da Vincenzo Mollica sul TG1 e dal programma “L’Aria che Tira” su La7, che le ha invitate in studio per raccogliere la loro testimonianza diretta.

Contatti & social:

Sito web ufficialewww.lerivoltelle.it

Pagina Facebookhttp://bit.ly/1YD8HwD

Canale YouTube: http://bit.ly/23H463r

Account Twitter: http://bit.ly/22HVzYg

PUPI DI SURFARO “SOLDATINO” È IL SECONDO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “NEMO PROFETA”

Il delicato tema della guerra è affrontato con ironia e tono canzonatorio, come nel perfetto stile della band siciliana.

La follia della guerra, in questo brano, è trattata con estrema semplicità intellettuale ed emotiva. Rievocando uno schema di canti fanciulleschi molto ricorrente nella tradizione popolare, ironicamente, viene affrontato un tema tanto scabroso.

DICONO DI LORO

«Band rivelazione dalle potenzialità clamorose. Pupi infiammabili come fiammiferi rivoluzionari. Teatro e cunto, rap, elettronica e rock… un trio mai visto. Impressionante il leader Salvatore Nocera, figlio de “Il bombarolo” di De Andrè. Musica militante con un eccitante pop appeal». Marco Mangiarotti

«Sembrano i Prodigy alla siciliana. A livello di esecuzione questi ragazzi sono delle macchine. C’è l’appeal giusto ed una buona energia che cattura l’occhio dello spettatore. Un progetto dalle ottime potenzialità». Tour Music Fest

«Forti, tosti, potenti, convincenti, esplosivi, impegnati e assolutamente sui generis, questo dinamico e musicalmente affiatatissimo trio siculo convince con quest’ultima fatica discografica d’impatto, ragionata, dal sound che rapisce ed ipnotizza fin dal primo ascolto». Mei Web

«Nemo Profeta lascia una traccia indelebile e scava un nuovo percorso nella storia del Combat Folk». Mediterraneo

«Troppo originale e unico per essere in qualche modo definito. Qualcosa di speciale che spazia dalla sperimentazione alla genialità, passando per un gusto innato nel mescolare, ma con sintesi mirata che porta a risultati strabilianti. Sonorità che abbracciano stili diversi creando una coabitazione musicale senza precedenti. Un’eccellenza pregiata in ogni traccia che si rincorre e si sorpassa, che si riprende e si afferma in una corsa a perdifiato che termina su un’isola sconosciuta ma subito amata». Quadriproject

«Un disco sicuramente da ascoltare e riascoltare […] un’evoluzione del folk davvero colta, sia dal punto di vista testuale-letterario che degli arrangiamenti che osano davvero moltissimo appagano le esigenze di coloro che […] esigono novità e sperimentazione». Audio Follia

«Nemo Profeta è il disco perfetto per chi vuole intraprendere un lungo viaggio nelle ombre della splendida Sicilia e farsi catturare dal suo lato oscuro». Nonsense Mag

«Un sound accattivante e decisamente ricco di fascino […] questi nove inediti dimostrano in più passaggi come si riesce a stregare l’ascolto con un linguaggio che di tanto in tanto torna a somigliare a qualcosa di conosciuto». Raro Più

«Con Nemo Profeta i Pupi Surfaro divulgano un contenuto molto interessante. Un intreccio di timbri folk, elettro e rock in cui l’uso della parola è pregnante, originale, graffiante […] in cui in ogni traccia riconosciamo uno slogan di verità, un inno all’insurrezione, un grido di sovversione». My Dreams

«I Pupi di Surfaro portano in scena un disco che definirlo folk è un’eresia…sono le radici della Sicilia ad incontrare la trasgressione digitale europea e la libertà (vera questa volta) di espressione… testuale quanto melodica». Blog della Musica

«Il nuovo disco dei Pupi di Surfaro fa esattamente questo. Un altro “collettivo” che alla musica destina un significato profondo, di popolo, di rivalsa, di verità…di libertà». Just Kids Magazine

«Generoso, intramontabile sotto certi punti di vista, futuristico e direi anche salvifico. Il Nu Kombat Folk siciliano che porta la firma dei Pupi di Surfaro è segno dei tempi che non stanno fermi a guardare». 100Decibel

«In questo bellissimo disco […] racchiudono dentro la rabbia e il bisogno di rivalsa che c’è e che vorrebbero vedere negli occhi di una nuova rivoluzione per un mondo migliore». VentoNuovo

«I Pupi cantano nuova vita e nuova speranza, vorrebbero avere un mondo senza guerra e invitano all’intelligenza, all’ascolto, al confronto». Sound Contest

«Nemo Profeta dunque è un bellissimo disco, troppo siciliano, molto italiano […] suoni veri e suoni digitali in perenne convivio. Si balla e si riflette, ci si emoziona e ci si diverte». Music Letter

«Un trio con le parole pesate, giuste e soprattutto intelligenti […] un Kombat Folk digitale che di certo le origini della tradizione le usa come contentino di partenza. Per il resto c’è carne al fuoco che arde e non sconti a nessuno». Radio Tweet Italia

«Musica di rivolta, musica che un tempo forse erano cori contadini ed oggi invece sono saette digitali a contaminare e contaminarsi di mondo intero […] non è un’opera che si può consumare di sottofondo e senza troppa intelligenza, è un lavoro che richiede attenzione nei dettagli…dietro l’angolo ci sono sfumature culturali di un popolo intero prima ancora che semplici passaggi di gusto musicale». Dea Press

«Antico e moderno, melodia e rumore, acustico ed elettrico si sposano a testi graffianti, provocatori e dissacranti […]questo terzo album dei Pupi Di Surfaro non può che confermarci pienamente le buone impressioni ricevute dal lavori precedenti». Blog Foolk

«Nemo profeta è un disco molto naturale, con il gusto del vero artigianato musicale. Il suo maggior merito è che va dritto al punto, senza sovraccaricare troppo e con un bel lavoro sulle parole». Il Blog dell’Alligatore

«Impossibile apprezzare le tante, troppe, sfumature di questo Nemo Profeta con pochi e disinteressati ascolti. Per fruire di tutta la sua carica rivoluzionaria serve […] soffermarsi a cogliere i tanti elementi nascosti che colorano ed ammantano testi, titoli, arrangiamenti, rendendolo un prodotto frizzante, al passo coi tempi senza essere modaiolo, caleidoscopico e al contempo autentico». Good Times Bad Times

«I Pupi di Surfaro hanno fatto un grande lavoro e hanno realizzato nove canzoni che trasudano amore per una vita pura, reso musicalmente in una maniera molto coinvolgente». Viva Low Cost

«Nemo Profeta è il titolo di un disco che è una sorpresa di creatività ed eclettismo non fini a se stessi ma canalizzati verso la composizione di un disco perfetto, che ha sostanza, contenuti, struttura musicale e melodica». Clap Bands

BIO.

Il progetto Pupi di Surfaro nasce con l’intenzione di riscoprire la musica popolare siciliana. Di ricollegarsi alle proprie radici folk. L’impegno sociale e politico è sempre stato imprescindibile nel percorso artistico della band. La sperimentazione, la chiave del progetto. Nel 2010 partecipano all’XI Festival della Nuova Canzone Siciliana. Vengono subito apprezzati dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Aprono i concerti dei Modena City

Ramblers. Suonano sui palchi del Taranta Sicily Fest, Forum Antimafia a Cinisi, Maggio Sermonetano, BasulaFest, Carovana Antimafia, MedFest, Festival dello Scorpione a Taranto, Milano Expò, Milano Ex Polis… Da anni sono sempre in giro a portare la loro musica in lungo e in largo per l’Italia, riscuotendo sempre consensi e successo. Nel 2013 sono semifinalisti a Musicultura. Nel 2014 incontrano Daniele Grasso e comincia la proficua collaborazione con l’etichetta DCave, che porterà alla luce il disco Suttaterra. Il produttore e musicista catanese dà una spinta ed un’impronta decisiva per l’evoluzione artistica e professionale della band, spingendo il progetto verso un atteggiamento ed uno stile decisamente moderno e contemporaneo. Con Cantu d’amuri vincono il premio Musica contro le mafie. Sono selezionati al Premio Tenco 2014. Nel giugno 2016 producono, con Aldo Giordano, il nuovo singolo, Li me’ paroli, tratto dal disco Nemo profeta, col quale vincono il premio Andrea Parodi, arrivano secondi al premio Fabrizio De Andrè e trionfano al Tour Music Fest affermandosi come migliore original band e vincendo il premio della critica. L’ultimo disco, molto apprezzato dalla critica e dal pubblico, è stato presentato in diverse trasmissioni radiofoniche e televisive importanti, come Buongiorno Regione e TG3 (Rai3), Zazà e Musica Med (Radio3) e il Live di Radio Popolare a Milano.

Band: Totò Nocera (voce e percussioni), Peppe Sferrazza (basso), Pietro Amico (batteria).

Contatti e social

Facebook www.facebook.com/Pupi-Di-Surfaro-341488262715856/?fref=ts

GIULIA PRATELLI: ESCE “TUTTO BENE” IL NUOVO DISCO DELLA CANTAUTRICE TOSCANA CON LA PRODUZIONE ARTISTICA DI ZIBBA

Dieci tracce – più una bonus track per l’edizione digitale – che delineano un viaggio intimo tra le aspettative di una giovane artista, in bilico fra la il racconto del proprio sentire e la consapevolezza di una passione irrinunciabile.

Tutto bene” per me non è solo un disco, è la fotografia di un periodo, di un momento fatto di attese e cambiamenti.

Forse non poteva essere altrimenti, forse prendersi un periodo da dedicare interamente alla scrittura può solo portarci a raccontare quello che si sta vivendo. La collaborazione con Zibba e con tutte le persone che hanno lavorato insieme a me mi ha aiutato a raccontare ancora meglio quello che ho sentito quando avevo ancora bisogno di guardarmi alle spalle un’ultima volta, prima di chiudere la porta. Quando avevo paura di buttarmi e cercavo di osservare le cose da lontano, ma sentivo la voglia di correre, di saltare… di stringere la mano a chi aveva deciso di correre al mio fianco e dirsi che alla fine sarebbe andato tutto bene”. (Giulia)

Tutto bene”, pubblicato dall’etichetta Rusty Records vede la produzione artistica del cantautore Zibba. I testi sono di Giulia Pratelli e Marco Rettani, tranne che in “Vento d’estate” cover tratta dal brano cantato da Max Gazzè e Niccolò Fabi. Le musiche sono di Giulia Pratelli.

Nel disco hanno suonato Fabio Rondanini (batterie e percussioni), Edoardo Petretti (pianoforte acustico e tastiere), Marco Bachi (basso elettrico e contrabbasso), Giulia Pratelli e Simone Sproccati (chitarre acustiche), Simone Sproccati (chitarre elettriche), Stefano Riggi (Sax) e Adam Kenny (Bouzouki).

Le tracce sono state registate da Simone Sproccati presso i Crono Sound Factory di Vimodrone (MI), mixato da Riccardo Parravicini presso MaM Recording Studio di Cavallermaggiore (Cuneo), masterizzato da Andrea de Bernardi presso Eleven Mastering Studio di Busto Arsizio (Varese). La grafica è curata da Davide Incorvaia. Foto di Giorgia Borneto. Edizioni Musicali Rusty Records/Museo dei Sognatori.

TRACK BY TRACK

Va tutto bene

Pensavo di non riuscire più a scrivere, di non trovare le parole giuste, di deludere le aspettative di chi mi stava tendendo la mano. Le cose che erano sempre state facili sembravano essere diventate difficili, impossibili. Poi ho capito “quanto poco basta per stare bene”… le parole e la musica sono andate da sole, dove era “sempre nuovo il punto in cui arrivare e sempre lo stesso il posto in cui tornare”.

Dall’altra parte delle cose

C’è un momento in cui ci si accorge che abbiamo bisogno di metterci in discussione, di cambiare per poter rinascere. “In quel momento ho capito che l’unica cosa di cui avevo davvero bisogno era un nuovo punto di vista, una finestra accesa per vedere le cose dall’altra parte”.

Nodi

A volte ci aggrappiamo così forte ai ricordi da farci male, stringiamo nodi che ci impediscono di andare avanti, trucchiamo i momenti passati e ci ricordiamo le cose “come non sono mai state”. Questa canzone è la consapevolezza dei troppi nodi stretti nel tempo e del bisogno di scioglierli, per continuare a camminare.

Vento d’estate

In questo album non poteva mancare un omaggio al mio mondo musicale di riferimento, agli artisti che ascolto ogni giorno. Ho scelto “Vento d’estate”, e, giocando con l’elettronica, abbiamo provato a vestirla in modo più scuro, più malinconico… come il ricordo dell’estate passata, come la voglia di perdersi al mare in un giorno d’inverno.”

Un inizio migliore

Di fronte a mille raccomandazioni, per affrontare al meglio la vita e le difficoltà che ci mette davanti ogni giorno, forse la soluzione è lasciare andare, lasciare che la bellezza che ci circonda possa trovarci e stupirci ancora. Anche quando non sappiamo spiegarci il perché, le cose intorno a noi continuano a muoversi: come un nuovo inizio dopo quella che sembrava la fine di tutto, come una luna nuova che ci accompagna sulla strada di casa.

Se

Se fossi capace ti scriverei una vera canzone d’amore”… ma non sempre è così, non sempre si ha davanti qualcuno che se la merita davvero una cosa del genere, che riesce a farci precipitare nel suo mondo, rinunciando a qualsiasi rete, a qualsiasi difesa. Questa no, non è una vera canzone d’amore.

Resto ancora un po’

Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno solo di fermarci, di aspettare, anche se attendiamo qualcosa o qualcuno che non potrà tornare indietro, anche quando sembra una cosa di cui vergognarsi, da fare di nascosto. In fondo, prendersi un po’ di tempo… “che male può fare”?.

Oggi

Quante volte abbiamo portato avanti una relazione, nonostante fossimo consapevoli del fatto che non sarebbe durata davvero? Che quella che avevamo accanto non era davvero la persona con cui volevamo programmare le vacanze, comprare un cane, condividere la cena ogni sera… E se ci fossimo fermati prima di rovinare tutto?

Penelope

E’ l’unica canzone di questo album che ho scritto qualche anno fa, in un momento in cui non avrei nemmeno saputo immaginare questo lavoro.”

E’ il rovescio della medaglia, il punto di vista femminile di una delle storie più famose di sempre. Ho voluto portare con me questo racconto perché Penelope è una storia antica ma una donna moderna, forte, che cresce un figlio da sola, tenendo testa a enormi difficoltà… aspettando che torni l’uomo che ama.

Troppo lontani

Come si possono raccontare tutte le cose che siamo? Le nostre sfaccettature, le nostre ricchezze, i nostri difetti, la nostra incapacità di conoscerci davvero? In una mattina d’estate, lo abbiamo raccontato così. “Troppo lontani” è stato il primo brano scritto per questo album, la prima canzone a rappresentare un nuovo punto di partenza, a legare insieme le energie, le parole di chi ha lavorato a questo album. Poter cantare questo brano insieme a Zibba è la chiusura perfetta del cerchio, la fine che diventa “un inizio migliore”

10 settembre (bonus track versione digitale)

Il 10 settembre dello scorso anno ho capito che quando capitano cose che ci sconvolgono, che ci cambiano per sempre, che vengono a distruggere le nostre certezze… accettare di cadere può essere l’unico modo per far sì che il battito del cuore torni ad essere regolare.

Etichetta: Rusty Records

BIO

Giovane cantautrice toscana, Giulia Pratelli ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello, Marco Masini, Enrico Ruggeri. Ha vinto diversi premi e riconoscimenti: Premio Castelletto 2008, secondo posto e premio F.I.O.F.A. al Golden Disc 2008 (oltre a premio Radio Stop e il premio della critica giornalistica de “Il Tirreno”), premio della critica al Discanto 2008, premio della critica al Gran Galà Discanto 2011, primo posto al Festival di Ghedi Cover 2009, terzo posto al Festival Città del Palladio 2010. Nell’estate 2009 è in tour con Gatto Panceri come supporter. Nello stesso periodo inizia una collaborazione con il musicista, arrangiatore e produttore Valter Vincenti (Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Paola Turci, Mogol, Mario Lavezzi), a cui affida la direzione artistica del suo primo album “Via!” (maggio 2012 – Rosso di Sera/EMI). Nell’estate 2011 vince il concorso “T Rumors” e partecipa alla compilation della manifestazione con due inediti: “Una margherita viola” e “Davanti a un caffè”, per l’occasione suonati e ri-arrangiati da Ferruccio Spinetti (Musica Nuda, Avion Travel). Nel 2013 pubblica due nuovi singoli, arrangiati da Marco Adami: “Piccole Donne”, scritto da Grazia Di Michele, e “Cartoline”. Nello stesso anno partecipa al tour “La mia storia…piano e voce” di Marco Masini, che la sceglie come ospite di ogni serata in tutta Italia. Nel Gennaio 2014 pubblica un’inedita versione di “Ah che sarà”, nella quale è accompagnata solamente dal bassista Luca Pirozzi. Nello stesso periodo approda all’EdicolaFiore, dove Fiorello la accoglie con grande entusiasmo. Giulia diventa parte del cast e da tre anni partecipa ai live show di Fiorello in diretta dall’Edicola, ora trasmessi su SkyUno e Tv8. Nel Luglio 2014 pubblica il singolo “Scegli il meglio” feat. Violapolvere (band pop-rock), che porta le firme di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Il 1° gennaio 2015 si esibisce nello spettacolo “Let It Beatles” a Lucca, che omaggia l’Anniversario dei 50 anni del tour dei Beatles in Italia. Il 31 gennaio la replica con un fantastico tutto esaurito. Comincia poi, sul suo canale YouTube, un appuntamento settimanale con “Musica in camera…”, dove reinterpreta grandi successi della musica italiana e internazionale, con un’ottima risposta del pubblico. Il 20 Giugno 2015 si esibisce a Firenze al concerto dedicato al World Refugee Day, insieme a Elisa, Piero Pelù, Bandabardò, Brunori Sas. A luglio 2015 partecipa all’evento “Serenata per Roma” (“Roma incontra il mondo”/Villa Ada) insieme a Dolcenera, Enzo Gragnaniello, Luca Madonia, Stag, Erica Mou. In questa occasione, Giulia duetta con Zibba e da qui ha inizio una solida collaborazione: al momento è impegnata nella produzione del suo secondo album, con la partecipazione e sotto la direzione artistica dello stesso. Nel frattempo Giulia ha completato gli studi in Giurisprudenza, presso l’Università di Pisa, con il massimo dei voti. Il 13 gennaio 2017 esce il singolo “Dall’altra parte delle cose”, primo brano che preannuncia il nuovo lavoro in studio. Il 12 maggio 2017 esce l’album “TUTTO BENE”, sotto la direzione artistica di Zibba.

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