LUCA BASH: “NU SHU” è il nuovo singolo estratto dal’album “OLTRE LE QUINTE”

«Essere liberi cos’è se non difendere parole che non cercano altra via oltre l’esser poesia di libertà»

Nu Shu, che letteralmente significa “scrittura delle donne”, è un brano che ridefinisce il concetto di libertà prendendo spunto dalle donne cinesi dell’Hunan, le quali, seppur sessualmente segregate e obbligatoriamente analfabete, agiscono da esseri liberi sviluppando ciò che nessuno potrà mai rubare:

«Se penso alla libertà penso al Nu Shu, la lingua delle donne cinesi dell’Hunan, tra 1000 e 600 anni fa. A loro era vietata l’alfabetizzazione. Troppo rischioso, forse… E quindi, tra loro, svilupparono una lingua, scritta e parlata, che si tramandavano da madri a figlie, da figlie a nipoti. Gli uomini non potevano capirle, e loro, seppur schiave, si sentivano libere. Perché? Forse perché, in fondo, la libertà nient’altro è che provare la dignità di vivere in quello che vogliamo nascondere, tra quei segreti che nessuno ci può strappare e nella volontà di essere noi stessi con coloro che di sicuro avranno cura di quello che sentiranno uscire dalla nostra bocca e dal nostro cuore». Luca Bash

Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:

«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash

Dicono di lui

«Intriga non poco per le continue soluzioni compositive tutt’altro che banali e mai, e sottolineo mai, ovvie».FullSong

«Luca Bash pubblica questo nuovo disco che va ascoltato con attenzione in ogni angolo del suo incede, con un suono pulito e misurato, con soluzioni di mestiere e tanto istinto»Blog Music

«Luca Bash che torna in scena con un bellissimo disco di pop d’autore raffinato e colto».Interstella

«Oltre le quintedi Luca Bash è un bellissimo pop di matrice autorale, da cantautore del grande pubblico».VentoNuovo

«Un disco che non strizza l’occhio alla bellezza industriale da main stream […] ma lascia che sia l’emozione e l’incontro delle persone a dominarne l’ascolto».Loud Vision

«Un disco sincero, quello di Luca Bash, che in punta di piedi racconta uno spaccato di vita nel modo più pop e tradizionale possibile».Clap Bands Blog

«Un lavoro intenso, lungo, istintivo che porta con se la magia di una rievocazione, della sua carriera e delle sue amicizie, musicisti e collaborazioni»Sound36

«Luca Bash […] imprime sui testi una densitàdi parole e significato che rispecchiano efficacemente il suo intento, quello di dipingere la vita a colori accesi».Eroica Fenice

«Un disco dalle mille qualità, spunti, idee, intrecci musicali a profusione».Audio Follia

«Quindici brani dal sound indie-rock che incorniciano un songwriting dalla originale cifra stilistica, impreziosito dall’apporto creativo dei vari musicisti coinvolti».BlogFoolk

BIO

Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”,che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.

Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air”e vinse diversi eventi nella realtà indie.

I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pesper iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK.Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie.Nel 2015 the duorealizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow”ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americanorendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.

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GERMANO SEGGIO: “MAD WORLD” è la rivisitazone strumentale del celebre brano dei Tears for Fears

Il musicista palermitano propone una reinterpretazione positivista di uno dei pezzi cult della storia della musica.

Mad World”nasce da una visione oniricadi Germano Seggio. L’artista nel modo che gli è più naturale, ovvero suonando la sua sei corde, trae ispirazione dal suono che lo stesso ha creato per dare vita ad una rilettura positiva del “Folle mondo” descritto da Orzabal (Tears for Fears). E’ per questo che le atmosfere create sono volutamente accoglienti, morbide e oniriche, anche grazie alla sonorità rarefatta e alle sensazioni che la sua chitarra genera, come quelle percepibili in alta quota… Il brano è stato realizzato volutamente live per ottenere il giusto mood che si crea soltanto con il giusto interplay dei musicisti. Infatti per ricreare ciò Germano ha voluto con se due amici storici del panorama musicale siciliano, Vito di Pietra (Drum)e Giancarlo Marino(El. Bass). Brano e Videoclip sono stati prodotti da Marco Amico presso gli studi Music Academy Palermo avvalendosi della collaborazione di Grafimovie.

 

“Alta Quota” è il disco dedicato interamente alle sue amate Dolomiti.L’amore sviscerato per le Dolomiti nasce dalla voglia di ricominciare a camminare dopo un grave incidente motociclistico che tiene il cantautore su una sedia a rotelle per tre lunghi anni… Germano per riconquistare la sua libertà ed autonomia ha fuso la sua passione per le Dolomiti e per il Nordic Wolking con uno stile di vita sano basato su un’alimentazione alcalina, Bio e a Km zero. Sulle Dolomiti Germano infatti individua il posto più evocativo e “giusto” per comporre la sua musica… come dice lui stesso goliardicamente “è tutta colpa delle Dolomiti”.Il cd vedrà la luce nel giugno del 2018.

Etichetta: Alta Quota

Radio date: 27 aprile 2018

BIO

Germano Seggio classe ’75 nasce e vive a Palermo. Intraprende lo studio della chitarra a 10 anni da autodidatta e dall’età di 15 anni comincia a studiare con i migliori insegnanti. Si Laurea in Chitarra Moderna presso Middlesex University e si specializza in Chitarra Jazz presso West London University.

Dal 1992 comincia a scrivere la prima rubrica di didattica chitarristica “Scuola di Note” per un inserto allegato al Giornale di Sicilia. Grazie alle notorietà data dal corso sul GDS (Giornale di Sicilia) comincia a suonare per vari gruppi Siciliani, esibendosi con repertorio di musica strumentale di sua produzione anche per manifestazioni Nazionali. Dal 1995 ad oggi ha partecipato ai seminari di Eddy Palermo, di Andrea Braido, Nguyen Le, Carl Vehreyen, Mike Stern, Robben Ford, Paul Gilbert, Marty Friedman, Steve Vai. Nel 1995 vince il premio “Miglior Musicista” in un festival organizzato da Vincenzo Mancuso, e suona al teatro di Verdura per il compositore minimalista Rhys Chatam per le 100 Chitarre. Nel 1996 tiene una rubrica di lezioni settimanali di chitarra moderna su un giornale che tratta di musica, facendo anche recensioni su un’altra testata giornalistica Regionale sulle novità degli strumenti musicali. Nel 1997 ha lavorato come dimostratore di chitarre ed effettistica presso la Ricordi di Palermo. Ha fatto da turnista in studio e live per molti artisti, partecipando anche al festival Città di Palermo con l’orchestra del Maestro Colajanni. Ha lavorato per diversi studi discografici partecipando alla produzione di CD di artisti come Eddy Palermo. Nel 1998 comincia a lavorare per alcune agenzie di spettacolo tra cui la “MG Music” di Milano e la “Media Music” di Vicenza, suonando con artisti del calibro di Paolo Belli. Parallelamente ha insegnato presso diversi centri di formazione musicale in giro per l’Italia come docente di chitarra moderna. 

Nel 1999 forma la Band “HAIR” che porta in giro un vero e proprio tributo a J. Hendrix riscuotendo grande feedback. Vince una borsa di studio indetta dal comune di Palermo che gli permette di conseguire un master Jazz presso una delle più importanti scuole Jazz della Sicilia seguito dal maestro Pietro Condorelli.  Nel 1999 Viene chiamato dalla band Nuclearte per registrare “Tale’ Tale'” negli studi della Real World di Peter Gabriel in Inghilterra, cd che verrà distribuito dalla bmg-ricordi in Italia e dalla Womad select all’estero. Con la stessa band inizia a girare per il mondo affiancando artisti internazionali quali: Susan Vega, Midge Ure, Evia, Avion Travel per il WOMAD Tour. Nel 2000 forte dell’esperienza Inglese alla corte di Peter Gabriel viene chiamato a suonare Live per l’Inglese BBC riscuotendo così successo anche a livello internazionale. Nello stesso anno instancabile Germano dà vita alla “Modern Music Academy” per la quale svolge parallelamente attività di direzione delle attività formative e di docente di chitarra. Nel 2003 vince il concorso nazionale “Emergenza Chitarre” indetto dalla rivista specialistica a carattere Nazionale “Chitarre”, rientrando nella compilation prodotta e distribuita dalla stessa. Nel 2004 vince il concorso nazionale “Chitarra appendice dell’anima” tenutosi al Blues House di Milano. Nel 2005 esce il suo primo CD da solista “Back to Life”che vede come special guest l’artista Paola Folli. Suona presentando così il suo cd, aprendo i concerti di Raf, con lui sul palco si esibisce la grande vocalist Nazionale Paola Folli. Nel 2006 i primi risultati da parte della stampa nazionale di settore come per esempio Guitar Club, Chitarre, Axe, Di più TV, Arlequins, Musik Off, Balarm, Attik Music, Guitar List, Chitarristi.comAccordo.it etc… Nello stesso 2006 il cd Back to Life, entra a far parte delle programmazioni delle più importanti radio Olandesi, Inglesi, Americane ma anche italiane tramite Radio Rai Uno. Il cd viene distribuito anche negli States ed in Giappone e venduto online tramite i più importanti portali di settore. Grazie al grande riscontro di vendite del cd Back to Life, Germano firma contratti di endorsement con Randall U.S.A. amplifications, Schecter Korea, Paul Red Smith, Marshall e Dunlop, grazie anche al distributore Italiano EKO. Divide il palco con artisti del calibro di Ricky Portera, Maurizio Solieri, Alberto Radius, Andrea Braido, Carl Verheyen, Paola Folli, Paolo Belli, Mike Stern, Scott Henderson, Paul Gilbert Steve Vai, tutti caposaldi della chitarra elettrica nel Mondo. Nel 2010 esce il suo secondo disco guitar oriented “Life Box”, disco strumentale che conferma la capacità tecnica di Germano ma pone l’accento sulle qualità compositive dello stesso. Nel 2011 la sua Accademia Music Academy Palermo fondata nel 2000 diviene l’unica scuola di musica certificata che può rilasciare Diploma e Laurea perché collegata ai più blasonati college musicali Inglesi e Scozzesi come UWS e West London University. Vince nel 2012 il Tour Music Festival come “Best Guitarist” girando e promuovendo per l’Italia lo stesso, suonando anche per il mitico “Piper”. Nel 2014 da vita ai iKalvi” band strumentale che vanta collaborazioni importanti con nomi del panorama internazionale come Jonathan Kane (Drum), Dave Soldiers (Fiddle). iKalvi hanno anche pubblicato il loro primo disco “Music 4 Highways” stampando anche in vinile. Nel 2017 Germano ha suonato per Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), Nabil Salameh (Radiodervish), Sarah Jane Morris, Antonio Forcione, e condiviso il palco con Piero Pelu’, Lorenzo Fragola, e aperto i concerti per Raf al Salina Film Festival dei Fratelli Taviani.

Instancabile compositore, Germano oggi ha in uscita il suo nuovo lavoro discografico “Alta Quota”disco dedicato interamente alle sue amate Dolomiti. L’amore sviscerato per le Dolomiti nasce dalla voglia di ricominciare a camminare dopo un grave incidente motociclistico che tiene Germano su una sedia a rotelle per tre lunghi anni… Germano per riconquistare la sua libertà ed autonomia ha fuso la sua passione per le Dolomiti e per il Nordic Wolking con uno stile di vita sano basato su un’alimentazione alcalina, Bio e a Km zero. Sulle Dolomiti Germano infatti individua il posto più evocativo e “giusto” per comporre la sua musica… come dice lui stesso goliardicamente “è tutta colpa delle Dolomiti”. Il cd vedrà la luce nel giugno del 2018 e rappresenta a sua detta il disco di svolta artistica di Germano.

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Premio Inedito 2018: autori affermati ed esordienti domenica 13 maggio al Salone del Libro e Casa Martini

Ci saranno autori affermati come lo scrittore milanese Giampaolo Spinato (Premio Selezione Campiello 1999), con il copione teatrale Amici e nemici ispirato al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro, e il drammaturgo romano Roberto Bruni (classe 1928), il poeta ateniese Thomas Tsalapatis (Premio Nazionale per la Letteratura greca 2012), e il musicista e scrittore fiorentino Giovanni Nuti, fratello di Francesco Nuti, tra i vincitori della XVII edizione del Premio InediTO – Colline di Torino, punto di riferimento in Italia tra i concorsi letterari dedicati alle opere inedite, la cui premiazione si terrà domenica 13 maggio. E con loro anche i cantautori Francesco Chini e Giulia Pratelli, vincitori ex aequo della sezione Testo Canzone, e gli esordienti come Ines Obradovič (classe 2010 di Pula, Croazia) e il torinese Alessandro Codogno, che soffre della sindrome di Asperger ma ha un sogno, quello di diventare scrittore, che riceveranno il premio speciale “InediTO Young” assegnato in collaborazione con Aurora Penne. Mentre ai diversamente abili del R.A.F. Il Geco di Druento, Bantabà di Val della Torre e del Gruppo Appartamento di Alpignano (appartenenti alla Cooperativa Frassati di Torino) sarà attribuita una segnalazione per il racconto Clarice e l’albero magio.

A dimostrazione che il concorso talent-scout con l’obiettivo di scoprire e valorizzare autori di ogni età e nazionalità da accompagnare nel mondo dell’editoria e dello spettacolo, è dedicato alle opere inedite (in lingua italiana e a tema libero) e non agli autori inediti, che possono quindi avere già pubblicato e ricevuto premi. Con InediTO si diventa quindi editi e si può ambire a vincere altri riconoscimenti, come testimoniato dai tanti autori lanciati in queste edizioni

L’evento finale avrà inizio con un’anteprima, la presentazione del nuovo romanzo E tu splendi di Giuseppe Catozzella (Premio Strega Giovani 2014) alle ore 10.30 al Nuovo Caffè Letterario di Chieri (TO) in collaborazione con il Salone Off, che sarà seguita dalla premiazione ospitata alle ore 13 per la prima volta nella prestigiosa Arena Piemonte della Regione Piemonte al Salone del Libro di Torino e dal reading dedicato alle opere vincitrici alle ore 18 a Casa Martini di Pessione-Chieri, storica sede della Martini & Rossi.

Sarà la Giuria di qualità, presieduta dal poeta Davide Rondoni, e composta da Paolo LagazziMargherita OggeroCristiano Godano (Marlene Kuntz), Paolo Di PaoloMichele Di MauroTommaso Cerasuolo (Perturbazione), Melania GiglioEnrico RemmertLinda e Gaia MesserklingerMatteo BernardiniArianna Porcelli SafonovGiovanna Ioli, Paola Baioni a presenziare alla cerimonia insieme ai vincitori della passata edizione (Anita Piscazzi, Giorgia Spurio, Stefania Portaccio, Simone Carella, Alex Creazzi e Roberta Giallo), al direttore Valerio Vigliaturo, presidente dell’associazione Il Camaleonte di Chieri (TO) che organizza il concorso, autorità e partner del concorso, tra i quali Flavia Cristiano, direttrice del Centro per il libro e la lettura di Roma, che organizza la manifestazione “Il maggio dei libri” cui aderisce anche il premio, e Stefano De Martino, patron del Premio Lunezia, che ospiterà i vincitori della sezione Testo Canzone.

Sette le sezioni rivolte a tutte le forme di scrittura (poesianarrativateatrocinemamusica e da questa edizione anche la saggistica) e un montepremi di 6.500 euro attraverso cui ricevere contributi alla pubblicazione, partecipare a fiere, festival, rassegne letterarie, mettere in scena, produrre o diffondere radiofonicamente le proprie opere. 592 gli iscritti e ben 642 le opere pervenute per questa edizione, con il primato della narrativa sulla poesia, 32 gli autori premiati nelle varie sezioni provenienti da tutta Italia e dall’estero (l’elenco completo dell’Albo D’Onore sul sito www.premioinedito.it), 12 gli iscritti  dalla Germania, Francia, Spagna, Croazia, Polonia, Grecia, Repubblica di San Marino, e 16 quelli nati in India, Grecia, Belgio, USA, Svizzera, Spagna, Germania, Equador, Austria, Brasile, Croazia, Argentina, a conferma che il premio è sempre più internazionale. 

Il concorso è sostenuto dalla Regione Piemonte, dal Consiglio regionale del Piemonte, dalla Città di Chieri e dalla Legacoop Piemonte. Tra i partner il M.E.I. di Faenza, Film Commission Torino Piemonte, il Festival Internazionale di Poesia “Parole Spalancate” di Genova che ospiterà il vincitore della sezione Poesia e il Festival “Borgate Dal Vivo” che organizzerà un workshop di scrittura per cinque autori piemontesi under 35 iscritti alla sezione Narrativa-Racconto. 

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RITA ZINGARIELLO: “IL CANTO DELL’APE” è il nuovo album della cantautrice pugliese

Da un’operazione di crowfounding prende forma Il disco che simboleggia il momento di forte consapevolezza maturato dall’artista, tramutato in una necessaria esigenza di raccontare l’epidermico piacere di fuggire l’ombra.

Il canto dell’ape” è un disco di ampio respiro che si colora di un sound contaminato che va a supporto di una vocalità limpida e diretta.

Le atmosfere e le influenze che hanno ispirato il disco sono tante e diverse tra loro, dal pop d’autore all’indie-rock, dalla musica dub al bluegrass, con sonorità vintage e moderne insieme, dove la costante è l’uso di strumenti acustici, uniti a un utilizzo minimale dell’elettronica, intesa come strumento aggiunto. La voce “pulita” e la semplicità dei testi conducono attraverso un viaggio fatto di verità e rinascite, dove parole e melodie si contaminano con l’aria più internazionale degli arrangiamenti.

«Il disco è stato pensato a casa mia, dove spesso scrivo in solitudine per riordinare pensieri. E’ un’azione che, oltre a farmi stare bene, è diventata la mia migliore ed unica psicoterapia.

Con questo disco ho svelato a me stessa dove sono arrivata e come ci sono arrivata.

Le canzoni sono nate con più penne, una chitarra e un pianoforte. Ho riempito fogli di parole e scarabocchi.

Ai fogli che non sono finiti accartocciati è toccato di venire catalogati in uno schedario verde mela ad anelli, da cui ho poi scelto le undici tracce di questo album.

Quando sono stata convinta di liberare in volo le canzoni ho incontrato Vincenzo Cristallo, chitarrista amico, con cui ho condiviso l’avventura dei live del mio album precedente, “Possibili percorsi”, e a cui ho deciso di affidare gli arrangiamenti di quest’ultimo disco.

L’album rispecchia quello che da oltre vent’anni è il mio rapporto con la musica: ascolti e studio, intimità e istintività.

Il vestito finale dell’album lo abbiamo confezionato nello Stones Lab Studio, dove la disponibilità e la professionalità di Leo Zagariello, che ha curato la ripresa del suono e di Angelo Nigro, che si è occupato delle programmazioni e della post-produzione del disco, hanno materializzato le nostre idee iniziali.

Il risultato è un progetto moderno, rivisitato in un’ottica crossover, in cui tanti sono i generi che si fondono con un’idea di partenza semplice ma al tempo stesso forte e di carattere». Rita Zingariello

TRACK BY TRACK

AMSTERDAM

Il testo nasce da un viaggio prenotato per caso ad Amsterdam con la volontà di ricongiungere una parte di sé col mondo. E’ estate e le strade sanno di legno e di mare in un luogo che sembra slegato dal tempo. La canzone rimanda dai primi ascolti alla piacevole invasione di colore negli occhi. La leggerezza e la semplicità volute nell’arrangiamento sono arricchite da una nota malinconica richiamata dagli archi a metà brano, quasi a voler sottolineare una più profonda volontà di trasformare i pesi del passato in ricchezza del presente.

IL CANTO DELL’APE

Le cose incompiute, la staticità di una stanza e il mondo in movimento intravisto attraverso una finestra aperta. La coscienza sopita, inaspettatamente, inizia a cantare: è arrivata la primavera, sorride ed è pronta ad uscire dalla stanza per allungare la mano a quel mondo che fino ad allora non aveva mai perdonato.

BALLO FERMA

La fretta, la curiosità, l’inutilità delle parole… Non può esserci tempo per la noia! Ballare, mangiare, parlare nel proprio unico modo, decidendo di essere solo come si è, sognando e senza arrabbiarsi mai. La cantautrice si spoglia completamente in un’ironica autobiografia. In un’atmosfera danzante e fluttuante, manifesta il suo desiderio di trovare leggerezza in quelli che si ostinano a prendersi troppo sul serio.
Durante le prove, l’abbaio ritmico e intonato di Babi, il bassotto di Vincenzo (chitarrista e arrangiatore del disco) diventa ispirazione per il ritornello e si unisce al Duni Jazz Choir di Mario Rosini. Il risultato è un mix frizzante di sonorità acustiche e ritmiche che strizzano l’occhio da un lato al rock, dall’altro alla dance.

SPALANCA

La paura ha bisogno del coraggio come il tempo ha bisogno della pazienza. Ci sono cose che ti costringono ad aspettare, anche quando stavi proprio ad un passo dal traguardo. E allora ci sono due modi per affrontare l’attesa: l’ansia e la pazienza. Così, mentre vedi gli altri tagliare il traguardo prima di te, capisci che non ha nessuna importanza arrivare primi. L’importante è godersi l’arrivo.

L’idea dell’arrangiamento è partito da una chitarra resofonica con un’accordatura aperta. Il risultato è una ballad con influenze bluegrass, in cui il ritornello si ispira al trip-pop con una vena indie-rock.

SENZA NOTA SUL FINALE

Il brano elogia la bellezza delle piccole cose. La musica crea un’atmosfera intima e confidenziale. L’atmosfera si muove attraverso una molteplicità di sonorità: partendo dalla strofa iniziale in cui la semplicità di un foglio e un guitalele richiamano il modo in cui nascono le canzoni di Rita, si passa attraverso sonorità dub e vintage fino alle chitarre western, che ricordano i film di Sergio Leone. Nella dimensione conclusiva la fisarmonica e il coro conducono in un ambientazione volutamente popolare. Sembra quasi che dalla stanza creativa ci si spostasse in una piazzetta francese a fischiettare e canticchiare il brano finito.

PREFERISCO L’INVERNO

Una chitarra flamenco vissuta di storie e una frase estratta da un testo mai completato. Non c’è niente e nessuno che possa risanare un taglio ancora aperto. L’atmosfera intima, dolce e struggente insieme, di questo brano, sembrano sospendere a mezz’aria il fluire del disco per un minuto e mezzo.

IL GIOCO DELLA NEVE

Aspettare che l’amore sia pronto a riconoscere se stesso, significa ibernare il proprio cuore, tenerlo in sospeso senza il peso della responsabilità.

Il freddo dell’indecisione, nel suo essere così invisibilmente pesante, si contrappone all’esplosione passionale del tango, lasciando intravedere il desiderio profondo di sciogliere quel ghiaccio e arrendersi al sentimento. Negli arrangiamenti il tango viene riprodotto attraverso un ritmo dubstep, una chitarra vintage e sequenze elettroniche che citano, come fossero uno strumento aggiunto, alcuni samples estratti da una delle versioni più belle di “Milonga de amor” dei Gotan Project, “Santa Maria (Del Buen Ayre)”.

SICURE SIMMETRIE

Una casa perfetta, il successo ambito e raggiunto, la sicurezza di essere in cima ed avere tutto sotto controllo, continuando a guardare in alto. Poi d’improvviso la vertigine. E’ tutto finto e il tradimento è stato solo la scoperta di una fiaba di carta, dove la dolce follia dell’amore è completamente evaporata in un ballo da troppo tempo ingessato!

L’arrangiamento mischia atmosfere psichedelico-elettroniche con i suoni acustici di chitarra e contrabbasso. La batteria dell’ultimo ritornello sembra suonata in un capannone vuoto, lontano dal resto della band, quasi a voler sottolineare il concetto di separazione e solitudine.

RIBES NERO

Non c’è arma “buona” per combattere una guerra. C’è il nero. E l’aspro e l’amaro. A volte è solo questo che vedi e senti. L’apparenza confonde il tuo essere, ti perde nel gorgo dell’incertezza e impastoia il tuo coraggio.
Reggere l’urto iniziale, andare oltre e tener duro fino in fondo, è per pochi.

Le atmosfere di questo brano richiamano ritmi R&B, quasi hip-hop, che contrastano coi suoni più pop degli strumenti solisti e del canto, fino ad unirsi con le sonorità gospel del coro finale.

SIMILI E CONTRARI

Il bisogno di piacergli prima, la paura di deluderlo poi. Infine la consapevolezza che la verità di un figlio può affondare le attese di un padre. Soprattutto se in quella verità è insediata la sua felicità. Ma i sentimenti buoni restano buoni e non devono far male. Non possono far male!

Nel ritmo mediterraneo con sonorità calde e decise, tra gipsy e reggaeton, emerge il tema dell’amore vero che, con tutta la sua bellezza, fa da scudo contro ogni insidia dettata dalla paura dell’ignoto.

IL BACIO CON LA TERRA

Un cane che gioca sotto la pioggia battente diventa ispirazione di una riflessione. Le proprie paure più intime si possono superare solo lasciandosi attraversare dal dolore. La pioggia diventa una sorta di benedizione, una specie di collante tra cielo e terra, tra quello che siamo e quello che potremmo essere, tra l’abbandono e il ritrovarsi.

Il brano è una vera e propria esperienza sensoriale, in cui ci si perde nel buon odore della terra bagnata e, tra le carezze classiche degli archi (arrangiati da Valter Sivilotti), si può gustare il faticoso raggiungimento della libertà sognata e della tanto attesa rinascita.

RISALIRE

Un testo scritto dalla cantautrice nel 2014 dopo la fine di un’importante storia d’amore. La canzone, inizialmente non prevista nell’album, è stata suonata da Rita durante una delle pause in studio di registrazione.
Affascinata da un Fender Rhodes, la cantautrice si avvicina allo strumento, suona e canta questa sua “vecchia” composizione, ignara del fatto che Leo, nella sala di ripresa, stia registrando il tutto. Durante la registrazione nessuno conosceva ancora il significato di speranza e rinascita che avrebbe assunto quel testo qualche mese dopo, così, per volontà di tutti, la canzone è stata aggiunta alla tracklist dell’album.

Etichetta: Volume!

Pubblicazione: 6 aprile 2018

BIO

Rita Zingariello, nata a Gravina in Puglia, a cavallo tra il segno della Vergine e della Bilancia.

Sin da bambina studia pianoforte, per poi avvicinarsi al canto, materia nella quale si diploma nel 2005. L’attrazione esercitata dalla musica e la necessità di “materializzare” pensieri ed emozioni, hanno reso piuttosto immediata la personale scelta di iniziare a comporre. Nel 2008 il suo primo EP da cantautrice, “E’ alba”,segnerà l’inizio di un’intensa attività di live. Nel 2012 vince il Contest “Musica è”e nello stesso anno è tra i vincitori di Sanremo rock e finalista di Castrocaro.

Negli anni seguenti sente la necessità di ampliare i suoi ascolti e avvicinare le sue produzioni a mondi diversi dal pop. Si avvicina così alla musica jazzcon un progetto inedito, “Incondizionatamente”, con Daniele e Tommaso Scannapieco, Ettore Carucci e Giovanni Scasciamacchia, che ottiene numerosi consensi da parte di un pubblico più critico.

Nel 2014 arriva il suo secondo lavoro discografico, “Possibili percorsi”,con la produzione artistica di Phil Mer, pubblicato da “Digressione music”. Dal 2015 ad oggi è tra i finalisti e vincitori di vari Festival in Italia: Frequenze Mediterranee, Biella Festival, Festival della Canzone Friulana, Voci per la libertà per Amnesty International, UP, Festival dell’Alta Murgia, Red Bull Tour.

Apre, tra gli altri, i concerti di: Gino Paoli e Danilo Rea (2013), Paola Turci (2015), Mario Venuti e PFM (2016).Nel 2017 diventa protagonista di un tour dedicato ai maggiori successi di Mogol, dove è lo stesso autore a volerla al suo fianco sul palco, come interprete e cantautrice.

Da aprile 2017 comincia a lavorare al suo nuovo disco “Il canto dell’ape”e con l’amico chitarrista Vincenzo Cristallo comincia una stretta collaborazione sugli arrangiamenti dell’album.

Sceglie di produrre personalmente il disco attraverso quella che si rivelerà essere una delle campagne di crowdfundingdi maggior successo registrate sulla piattaforma di Musicraiser,con oltre 200 sostenitori e un obiettivo più che raddoppiato.

L’uscita del disco ha poi subìto un’interruzione improvvisa e la forzata attesa è trascorsa attraverso un gioco, “Cover a richiesta”,che da agosto 2017 ad oggi, ha riscontrato, sui profili social dell’artista, un’importante partecipazione e numerose condivisioni.

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Atmosfera Blu feat. IVA ZANICCHI: #ZINGARAsalsa è la reinterpretazione in chiave salsa della storica canzone di Iva Zanicchi

#ZINGARAsalsa è un tributo all’internazionalità di “Zingara”in una inedita versione a ritmo di salsa, cantata da Anna Lanzain spagnolo e in inglese, con la straordinaria partecipazione di Iva Zanicchiche interpreterà la parte in italiano. Il testo in inglese è stato tradotto da Mariangela Santamariaed approvato dalla Universal Music Publishing Ricordi srl.

Grazie alla collaborazione di Mario Gregorio, dell’editore Sandro Allario e di un cast d’eccezione formato da musicisti dalla carriera straordinaria si realizzerà questo progetto che, di certo, darà grande visibilità e prestigio alla band barcellonese,

Anche il ballo sarà protagonista con la presenza di un ballerino, nonché coreografo di fama nazionale, insieme ad un corpo di ballo composto da ragazze del comprensorio messinese, dettaglio fortemente voluto da AnnaeGiuseppe per rafforzare il proprio legame con la terra d’origine e con le realtà locali che li hanno sempre sostenuti.

Giuseppe Santamariaha spiegato tutti i dettagli del progetto artistico,, che prevede la realizzazione dell’arrangiamento ad opera di musicisti di primo piano: Luca Sbardella, musicista presente in moltissimi programmi Rai e Mediaset degli ultimi anni, oltre a suonare il sax, coordinerà la sezione fiati ed ha affidato l’arrangiamento al maestro Stefano Zavattoni, illustre personaggio nel mondo della musica italiana. Sergio Vitale,Luca Giustozzi,Paulo La Rosa, e Lorenzo Poli, bassista amico di lunga data degli Atmosfera Blu, nonché artista che da sempre collabora con i nomi più importanti della musica italiana, completano la band d’eccezione che darà a questo progetto un tocco di altissimo livello. La fisarmonica, naturalmente, sarà suonata da Giuseppe Santamaria. Giuseppe Meli,ballerino e coreografo di fama nazionale, realizzerà la coreografia che sarà interpretata, oltre che da lui stesso, da un corpo di ballo composto da allieve di alcune scuole del comprensorio tirrenico, da sempre vicine alla band barcellonese: Balli sotto la luna, Dancing Art, Domi Pro Dance, Fly Dance, Happy Dance, Harmony Dance, Soul Dance, Stars Dance Academy.

Rado date: 23 marzo 2018

Autoproduzione

BIO

ATMOSFERA BLUnasce artisticamente nel 2000 ad opera di Annamaria Lanza e Giuseppe Santamaria. Tanti i successi e i consensi maturati negli anni, tutti documentati da molti siti d’informazione on line, organi di stampa come la Gazzetta del Sud,La Siciliae Il Giornale Di Sicilia.Molte anche le partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici di importanti emittenti del settore.Il 2010 è l’anno di una collaborazione prestigiosa: Enrico Ruggerie Luigi Schiavonescrivono per Anna il brano Ti ricordi il mare, da proporre alle selezioni dei giovani per il Festival di Sanremo. Nel corso degli anni, oltre a diverse produzioni di brani di grande successo internazionale, sono stati pubblicati alcuni inediti, elencati in dettaglio nella discografia della band. Nel 2012 Giuseppe ottiene un riconoscimento importante: il brano Fiesta latina, scritto da Walter Losi e Paolo Barbieri vince il festival nazionale della fisarmonica Musica Senza Paroledi Castelfidardo. Grandi soddisfazioni arrivano dai tourestivi (ogni anno completamente rinnovati) con oltre 30 concerti in Sicilia, tra i quali anche l’apertura di spettacoli di grandi artisti italiani, come Mario Venuti eAlexia;quest’ultima in particolareha avuto parole di elogio notevoli per Anna e l’intera band. A gennaio 2016 inizia il viaggio di Musica e Dintorni, programma TV ideato e condotto da Anna e Giuseppe dedicato alla scoperta delle bellezze della provincia di Messina. Il 2016 regala grandi emozioni: il singolo “Che sia per sempre”, il concerto ad Acireale per il Carnevale più bello di Sicilia,la prima tournée in Canada,un tour estivo di 25 concertie, a dicembre, la pubblicazione del cd live “Suoni dal palcoscenico”. Il 2017 prende il via con il concerto al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto, evento che mette in evidenza, anche agli occhi di chi segue la band da anni, i valori artistici di ogni singolo componente. Si pensa subito ad un replica, dato che i 1000 posti a disposizione non sono bastati ad accontentare le migliaia di persone che si sono presentate al botteghino. Il tour estivo 2017, sempre nuovo in ogni sua parte, porta proprio il nome di “Suoni dal palcoscenico”, quei suoni che hanno regalato e, si spera, continuano a regalare emozioni. A novembre si torna in Canada per una tournée che vede la band impegnata in teatro, ottenendo grandi riconoscimenti anche da parte della stampa canadese. Il 2018 si apre con l’annuncio della prestigiosissima collaborazione con la grande Iva Zanicchi, che canterà in italiano la nuova versione di Zingaraa ritmo di salsa, con le parti in spagnolo e inglese cantate da Anna, e che sarà protagonista l’8 aprile, insieme alla band barcellonese, di un concerto al Teatro Mandanici di Barcellona P.G.

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RICCARDO MAFFONI: “FACCIA” è l’album che annuncia il ritorno del cantautore rock bresciano

 

Un quadro musicale che raccoglie le immagini sonore di uno stesso disegno, ritraendo così le emozioni facenti parte del percorso di vita dell’artista.

«Quando sono entrato in studio per lavorare a questo nuovo album avevo solamente la convinzione di registrare canzoni che parlassero di tutto quello che c’era stato nella mia vita dal mio ultimo album di inediti uscito nel 2008 a oggi. Volevo raccontarmi, senza sconti, senza risparmiarmi». Riccardo Maffoni

Questo album assume le caratteristiche di un grande quadro con tante immagini facenti parte dello stesso grande disegno. Le immagini sono le canzoni, il quadro è l’album. E un quadro grande va guardato da lontano, dedicandogli il giusto tempo per mettere a fuoco tutta l’opera. Lo stesso vale per un disco, va ascoltato, messo a fuoco, percepito. Ogni canzone è un mondo a sé, ovviamente, ma ognuna di esse è legata da questa urgenza di comunicare ogni stato d’animo, dalla rabbia alla frustrazione, alla solitudine, all’abbandono, alla voglia di reagire, alla voglia di ripartire, alla voglia di esserci e non smettere.

«Questo è Faccia. Non è metterci solo la Faccia, è metterci tutto quello che sono, metterlo nelle mie canzoni, nella mia voce, nella mia chitarra, nelle mie parole. Registrare quest’album è stato un lavoro costante di ricerca, un lavoro costante di creatività, senza scadenze temporali se non il mio appagamento artistico. Per me la musica è tutto questo, è la condivisione di una emozione».Riccardo Maffoni

TRACK BY TRACK

PROVATE VOI

Brano provocatorio. Il testo è caratterizzato dal continuo ripetersi del titolo, Provate Voi, alternato da immagini forti, lontane dalle nostre vite, situazioni che non fanno parte dei nostri salotti. L’idea è nata dalla superficialità con cui oggi giudichiamo tutto e tutti, con presunzione, senza sapere nulla, senza aver vissuto quello che stiamo giudicando, ma credendo di averne il diritto sulla base di una nostra radicata convinzione”.

FACCIA

Faccia è una ballata rock, con un ritmo medio lento caratterizzato da una batteria molto presente che accompagna il cantato, quasi come una sorta di cammino, lento, profondo, costante. Le parole sono un susseguirsi di immagini e la faccia è forse più una metafora legata alla vita, legata alle varie situazioni che si affrontano tutti i giorni, in ogni ambito. Primo singolo estratto”.

CAMBIARE

Puoi essere quello che vuoi, puoi arrivare ovunque, ma devi cambiare, non puoi continuare a fare le stesse cose, non puoi continuare ad ascoltare gli stessi discorsi, devi ascoltare i saggi, e loro ti stanno dicendo di cambiare, oggi”.

L’UOMO SULLA MONTAGNA

“ ‘Come una notte di piena estate, quando il sonno non vuole arrivare, e quei pensieri non ti lasciano stare’ ed è così che è nato il testo di questa canzone, di notte. Introversa, riflessiva, ma con un finale positivo dove c’è la voglia di aprirsi, anzi, di scendere dalla montagna, per affrontare il mondo. Musicalmente è divisa in due parti. La prima intima, il cantato è quasi un sussurro, la seconda intensa, forte, il cantato quasi gridato, sofferto, come l’uomo sceso dalla montagna, vissuto, stremato, ma finalmente contento di poter guardare da lontano quel posto dove si era nascosto per così tanto tempo”.

SOTTO LA LUNA

Sotto la luna, con la donna dei desideri, vicini, stretti, e il resto non importa. L’inizio del brano è affidato alle chitarre e alla voce, ma subito dalla seconda strofa entrano tutti gli strumenti, ad accompagnare i due personaggi, nel loro sogno reale”.

QUELLO CHE SEI

La consapevolezza di quello che sei veramente, l’accettazione del tuo valore, il guardarti intorno, il guardare fuori, il risvegliarsi”.

LE RAGAZZE SONO ANDATE

Si può amare una donna senza coglierne la reale bellezza, si può far male ad una donna senza averne la consapevolezza. Puoi essere un uomo, senza esserlo fino in fondo. Voce e chitarra. Il finale è uno strumentale. E’ l’addio, è lo schiaffo”.

MI MANCHI DI PIU’

“’Una batteria elettronica, poche note di piano, la mia voce, e tu che sei ancora presente, dentro me…’ e il tuo viso che ricordo, e non scordo, è la cosa più bella che c’è, ancora dentro me…”. Passa il tempo, ma resti e non posso fare a meno di pensarti, di pensare a noi, a tutto quello che c’è stato, che se ne è andato, o forse no e mi manchi, di più”.

SETTE GRANDI

Musicalmente un rock ‘n roll, anche se non nella forma più classica, ma l’intenzione è proprio quella, con chitarre elettriche e piano in evidenza. Dietro un testo ironico si nasconde del sarcasmo, contro quei Sette Grandi che vogliono anche il petrolio sotto casa mia. E allora non mi resta che scappare con la mia donna mentre il Caterpillar è pronto a distruggere tutto quello costruito in una vita. Ecco cos’è quel petrolio, la ricchezza guadagnata senza sconti, sudata, lavorata giorno per giorno”.

LA MIA PRIMA CONSTATAZIONE

Il tema dell’abbandono trattato con leggerezza e un filo di amarezza, spinta giù da un bel bicchiere bevuto alla sua salute, ripensando alle nottate passate e alle sue balle inventate e anche la musica riflette questo stato d’animo, leggero, o forse sospeso ma finalmente, più sereno”.

IL MONDO VA AVANTI

L’idea del brano è nata per strada, camminando, osservando la gente, nei negozi, nei bar, al lavoro e riflettendo sul tempo che passa, sulla vita che continua, appunto, sul mondo che va avanti, nonostante tutto, nonostante “qualcuno è rimasto indietro, qualcuno proprio non ce la fa. E’ però una canzone piena di speranza, piena di voglia di provarci ancora, di credere sempre e comunque nella vita.

SENZA DI TE

Il tema della mancanza, in una giornata di pioggia, quando tutto intorno è come sospeso, e la persona che si vorrebbe accanto sembra ancora più lontano ed è difficile trovare una strada da percorrere. La musica riflette questo stato d’animo. L’inizio è intimo, solo voce e poche note di chitarra, è solitudine, è un cammino lento, che diventa insopportabile, come è insopportabile stare senza di te”.

SCALA D

Brano strumentale, dalle sonorità folk, un ultimo sguardo prima di rientrare a casa, dopo un lungo viaggio, dopo esser stato in tanti posti, dopo aver incontrato nuovi e vecchi amici. L’attimo prima di varcare la soglia di casa, o di fare il primo passo su quella scala, immerso nella notte, nella quiete, quando si è soli, ma ancora in compagnia di tutti i momenti passati a cercare quello che era già dentro di noi”.

TOMMY E’ FELICE

Tommy è un uomo che le ha passate tutte nella vita, ma ora sembra attraversare un buon momento, sembra felice, ha una donna, ha un lavoro. Ho registrato il brano in diretta, suonando il piano e cantando questa ultima canzone pensando di essere solo, a casa mia, di notte, dopo una lunga giornata, senza spettatori, senza rumori, solo il piano, io, e questa canzone, a chiudere questo viaggio iniziato 14 canzoni fa”.

PRODOTTO E ARRANGIATO DA RICCARDO MAFFONI E MICHELE CORATELLA

TESTI E MUSICHE DI RICCARDO MAFFONI

REGISTRATO E MISSATO DA MICHELE CORATELLA AL MIKORSTUDIO DI BRESCIA, MARZO – AGOSTO 2017

MASTERIZZATO DA DANIELE SALODINI AL WOODPECKER MASTERING STUDIO DI BRESCIA, SETTEMBRE 2017

Pubblicazione album: 6 aprile 2018

BIO

Riccardo Maffoni nasce il 2 giugno 1977 a Orzinuovi, in provincia di Brescia.Inizia a suonare da autodidatta nel 1991: la sua prima chitarra, una Fender Redondo acustica che ancora possiede, gli viene regalata dai suoi genitori il giorno della Cresima. Inizia a fare esperienza con diversi gruppi locali, fra i quali vanno ricordati i Killjoy, rockblues band con cui incide una demo nel 1995, e gli Stone Angels, duo acustico con il musicista Enrico Mantovani, per poi dedicarsi all’attività solista nel 1997. Da allora incide tre demo di composizioni per chitarra e voce: “Demo Primo” nel 1999 (8 canzoni), “Riky 2.5” nel 2000 (9 brani) e “Altri tipi di canzoni Vol.1” nel 2001 (8 pezzi).Il debutto solista avviene in un’esibizione acustica nella città di Crema durante uno show tributo a Bruce Springsteen. Nella sua intensa attività live, apre i concerti di numerosi artisti italiani e stranieri, fra cui Willie Nile, Graham Parker, Cheap Wine, Joe D’Urso e Jaime Dolce.Anche la PFMe i NomadichiamanoRiccardo Maffoni come supporter: il 30 gennaio 1999 suona a Lumezzane in una serata speciale con laPremiata Forneria Marconi; mentre la band di Novellara, gli eredi del grande Augusto Daolio,lo invitano a esibirsi prima di ogni loro concerto tra il novembre e il dicembre 2003: è la prima volta che i Nomadi vogliono un supporter unico in un loro tour. Il live con la PFMè frutto della vittoria del “Premio Speciale Fandango”,una competizione locale che però ha il merito di segnalarlo all’attenzione dei colleghi musicisti. Negli anni successivi Riccardo conquista altri riconoscimenti importanti: nel 2000 riceve il “Premio Piero Ciampi, Città di Livorno, Omaggio a Stefano Ronzani”(il grande giornalista scomparso, a cui ha reso omaggio anche Ligabue con il brano “Il giorno di dolore che uno ha”), che gli viene assegnato, si legge nella motivazione ufficiale, per aver dimostrato di possedere originalità e un talento artistico musicalmente nuovo. L’anno successivo (2001) è fra gli otto finalisti del “Premio Città di Recanati”, ricevendo la Targa Stream come vincitore delle selezioni televisive: il suo brano “Una grande rosa rossa” viene inserito nel cd ufficiale della rassegna di Recanati. Nel 2002 trionfa al Festival di Castrocarocon la canzone “Le circostanze di Napoleone” e partecipa successivamente al programma “Destinazione Sanremo” (RAI 2), ricevendo critiche lusinghiere dalla giuria tecnica. Nel 2002 firma il suo primo contratto discografico con la CGD East-West (WARNER MUSIC ITALIA) e nel 2003 entra in studio per incidere il disco di debutto. Il 13 febbraio 2004 Riccardo Maffoni pubblica l’album Storie di chi vince a metà”,preceduto dal singolo radiofonico “Viaggio libero”. Il giorno dopo la pubblicazione dell’album, partecipa al “XII° tributo ad Augusto”, raduno annuale dei Nomadiche si svolge puntualmente a Novellara. Suona la sera del 14 febbraio accompagnandosi solo con la chitarra e il pomeriggio del giorno seguente insieme alla sua band davanti a più di cinquemila persone. Del singolo “Viaggio libero” viene girato un videoclip dal regista veronese Gaetano Morbioli. A marzo apre i concerti della star internazionale Van Morrison; il 17 all’Auditorium di Roma e il 18 al Teatro Smeraldo di Milano. In primavera riceve la targa di riconoscimento quale primo classificato del “Gran Premio di Primavera 2004” indetto da Radio Italia e Video Italia con il singolo “Viaggio libero”. E’ supporter per le uniche due date italiane della rockstar Alanis Morissette: il 7 luglio a Faenza e il 10 a Taormina nella splendida cornice dell’anfiteatro greco. Il 23 luglio è invitato a partecipare alla 13° edizione del festival “L’isola in collina” notte di note d’autore, tributo a Luigi Tenco a Ricaldone (Al). Il 22 ottobre 2004 esce il secondo singolo intitolato “Uomo in fuga” che viene scelto dalla Fondazione Marco Pantani Onlus per rappresentare qualsiasi manifestazione ufficiale riconducibile al ciclista, come colonna sonora del sito ufficiale e per la promozione di ogni attività benefica. Di “Uomo in fuga” è stato girato anche un video (sempre col regista Gaetano Morbioli) nel quale, oltre a Riccardo e ad altre comparse ci sono immagini del pirata durante alcune delle sue gesta ormai diventate leggenda. Lo stesso titolo della canzone è utilizzato per il libro di Manuela Ronchi (manager del ciclista) che narra la vita di Pantani. Dopo l’uscita del secondo singolo si esibisce in vari locali del nord Italia ed in seguito viene chiamato come supporter per due musicisti di culto della musica rock, quali Elliott Murphy e GarlandJeffreys. NelMarzo 2006 partecipa e vince il 56° Festival di Sanremo nella sezione giovani con il brano “Sole negli occhi“.Il 28 Febbraio viene pubblicata la nuova versione dell’album “Storie di chi vince a metà”, nel quale è inserito il brano “Sole negli occhi” ed un secondo inedito dal titolo T’aspetterò. Trascorre l’estate del 2006 in giro per l’Italia a fare concerti sia con la sua band che in versione unplugged, solo con la chitarra. Nel settembre 2006 partecipa al ‘Terzo Gran Galà della Solidarietà’ presso il Teatro Donizetti di Bergamo: una serata organizzata a scopo benefico dall’Associazione Nepios, presentata da Pippo Baudo eLuisa Corna con la direzione artistica di Roby Facchinetti. L’orchestra è diretta dal Maestro Bruno Santori, già con Riccardo al Festival di Sanremo. Tra gli altri ospiti anche Nomadi, Zero Assoluto, Francesco Facchinetti e molti altri. Nel mese di novembre una sua poesia dal titolo ‘Dentro un uomo, dentro un bambino’. Viene inserita nella raccolta ‘Non sono io il principe azzurro’ antologia tributo a Luigi Tenco. All’interno del volume vi sono racconti scritti da vari musicisti (Francesco Gazzè, Giulio Casale, Diego Galeri, Enrico Ghedi, Stefano Giaccone, Gigi Giancursi) che prendono spunto da canzoni del cantautore genovese. L’unica poesia è quella di Riccardo, ispirata dalla splendida ‘Vedrai, vedrai’. Il 2007 allo studio e alla composizione delle nuove canzoni che faranno parte del suo nuovo cd album in uscita nella primavera del 2008. Marco Guarnerio è il produttore artistico che ha affiancato Riccardo nella produzione, durata tre mesi, del nuovo cd album composta da undici brani inediti tra cui il primo singolo estratto dal titolo “Vorrei Sapere”scritto con la collaborazione dell’amico compositore Sergio Vinci, che a poche settimane dalla pubblicazione digitale si posiziona al n°5 della classifica di vendita. Il 30 Maggio 2008 viene pubblicato il nuovo album dal titolo “Ho preso uno spavento”,il suo secondo lavoro discografico nato da un’attenta scelta tra gli oltre 60 brani inediti scritti e composti negli ultimi anni.Giugno 2008 debutta da Brescia la sua città natale il tour estivo promozionale che lo vede in tantissime piazze italiane, sia da solo che con la band, anche grazie alla notizia che da luglio a settembre 2008farà da supporter nelle date del tour estivo dell’artista Francesco Renga.Il 31 Dicembre 2009 è tra gli ospiti del “Capodanno Dei Fiori” sulpalcodel Teatro del Casinò di Sanremo, con l’orchestra stabile di Sanremo diretta dal Uno in maestro Bruno Santori, in diretta audio e video su RTL e in collegamento con il Capodanno di Rai Unoin una serata dedicata ai 60 anni del festival. Nel Giugno 2010 a chiusura del tour unplugged iniziato nell’ottobre del 2009 che lo ha visto protagonista in vari club italiani per la prima volta intraprende un mini tour negli Stati Uniti, che lo porta ad esibirsi in Florida e nella Grande Mela, New York. Settembre 2010: una versione del brano “It’s hard to be a saint in the city” di Bruce Springsteen interpretata da Riccardo viene inclusanel cd “For You, a tribute to Bruce Springsteen”, una raccolta di brani del rocker americano tutti rivisitati da artisti italiani per l’etichetta Route 61. Nel marzo del 2011 pubblica per l’etichetta Evento Musica un EP di cover in inglese dal titolo 1977 con brani di Van Morrison, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Sam Cooke più un inedito dal titolo “You’re so good to me”. Inizialmente distribuito solamente in digitale, nel mese di dicembre viene stampato su cd in edizione limitata con l’aggiunta di 3 bonus tracks. “1977” è stato prodotto e arrangiato da Riccardo che per l’occasione ha suonato tutti gli strumenti. Il tour che ne consegue lo vede impegnato per tutto il 2011 e 2012 e per la prima volta si spinge anche in Svezia. 8ottobre 2011, Bosco Dei Faggi, Linate: durante la commemorazione del decimo anniversario della strage di Linate 2001, Riccardo esegue e presenta per la prima volta il brano “A Saperlo Prima”, brano scritto con il giornalista Fabrizio Tummolillo, autore del testo, musicato poi da Riccardo, in ricordo delle vittime. Sempre nel mese di ottobre viene pubblicato il libro “Brucetellers”, una raccolta di “storie” al quale ha contribuito anche Riccardo con il racconto “Nel Palmo Della Mia Mano”. Al progetto benefico, tutto il ricavato verrà devoluto in beneficenza, hanno “aderito” 90 tra giornalisti, scrittori, musicisti, disegnatori, fotografi, liutai, grafologi, collezionisti e semplici fan, uniti dalla comune passione per la musica di Bruce Springsteen. 6 dicembre 2011: Trieste. Riccardo è l’ospite italiano nella data di Trieste delLight Of Day Benefit Tour, tour benefico itinerante della Light Of Day Foundation, fondazione americana con lo scopo di raccogliere fondi destinati alla lotta contro il parkinson. Per l’importante occasione divide il palco con rinomati artisti del cantautorato americano quali Willie Nile, Joe D’Urso, James Maddocke Israel Nash Gripka. Da cantautore sempre attento alle tematiche sociali quanto alle proprie origini nel 2013 e nel 2015 due suoi brani in dialetto “La vita l’è öna” e “Ön pit de nó” quest’ultimo con testo del poeta Lino Marconi, vengono inseriti in due raccolte dal titolo “Goi De Contala – Vol.13 & 15” dedicate alla valorizzazione della lingua della sua terra. Molto impegnato nell’ambito live, in due occasioni, nel 2013 e nel 2015 si esibisce in due concerti molto speciali, all’interno delle due rispettive carceri di Mombello e Verziano della città di Brescia. Il 2016 e 2017 sono anni molto importanti, dedicati soprattutto alla scrittura del nuovo materiale e alla registrazione del suo nuovo album che vedrà la pubblicazione nel mese di aprile del 2018. Il titolo del nuovo album è “Faccia”. Tutti i brani contenuti nell’album, sia musiche che testi, sono firmati da Riccardo che ha prodotto e arrangiato l’album insieme al produttore e musicista Michele Coratella.

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THEO TEARDO & BLIXA BARGELD Fall Tour 2018: venerdì 4 maggio 2018 Druso – Ranica (BG)

link all’evento con orari e dettaglio

Parte da Bergamo il tour italiano del duo più oscuro della musica contemporanea che presenta l’ultimo EP “Fall” al Druso di Ranica.

La cover di “Hey Hey My My” di Neil Young, in un’inedita versione firmata da Teho Teardo e Blixa Bargeld, apre il nuovo EP dei due artisti, disponibile dal 31 marzo scorso. In questa versione di “Hey Hey My My” emergono le distorsioni, Blixa si impadronisce del rullante, vestendo la canzone di un abito misterioso e, in un crescendo di archi, clarino basso e chitarra baritona, si celebra la scomposizione di uno dei brani più significativi del passato, per rinvenire quella scrittura nell’Europa dei giorni nostri. Perché “una cover si esegue per liberarsi di una canzone che ci perseguita da anni, lo si fa dopo aver trovato se stessi nelle profondità di qualcosa scritto da altri” spiega Teardo. Oltre al classico di Neil Young l’EP contiene altri tre brani inediti: “Ziegenfisch”, “Testosteron Sklaven” e “Bianchissimo”.

Fall” è una vera wunderkammern sonora in cui (ri)scoprire l’attualità di quelle forme primarie, di quei tratti fondanti della cultura europea cari a Teho e Blixa, compresi gli accenni dada del testo di “Bianchissimo”, un brano ipnotico e teatrale il cui titolo è un evidente divertissement che richiama, per contrasto, “Nerissimo” il titolo dell’ultimo LP. “Bianchissimo” è una canzone creata impiegando tutte le tracce registrate per la canzone “Nerissimo” e che non sono state utilizzate nel mix finale.

Oltre a Teardo e Bargeld, nel disco si affiancano David Coulter alla sega musicale, Gabriele Coen al clarino basso e tutta la sezione di archi con Vanessa Cremaschi ed Elena De Stabile al violino, Ambra Michelangeli e Stefano Azzolina alla viola, Laura Bisceglia e Giovanna Famulari al violoncello.

Nella line up del tour ci saranno Laura Bisceglia al violoncello, Gabriele Coen al clarino basso ed un quartetto d’archi.

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Il Druso è un progetto che nasce nel 2007 inizialmente con piccoli concerti , salvo poi diventare negli anni uno tra i migliori club di musica dal vivo italiani. Con alle spalle migliaia di live continua la sua attività culturale ed artistica portando a Bergamo artisti di fama nazionale ed internazionale. Due le rassegne in particolare IndieDruso & BlackDruso. La prima diffonde la musica indipendente e d’avanguardia nazionale ed internazionale. La seconda, Blackdruso, strizza l’ occhio ai più giovani e al mondo della musica hip-hop & rap.

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